Annunci

Disco Club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/8 dicembre 2016

rubrica Discoclub 

A CURA DI DIEGO CURCIO

LE RECENSIONI

KEITH JARRETT – Multitude of Angels

kei.jpg

Il primo disco in piano solo di Keith Jarrett è del 1971, “Facing You”. Due anni dopo con “Bremen/Lausanne” inizia la lunga teoria di live che oggi arriva al suo quattordicesimo capitolo con questo quadruplo album che raggruppa i concerti dell’ottobre 1996 in Italia, a Modena, Ferrara, Torino e Genova. Da tempo ormai, la produzione jazzistica del pianista di Allentown si sviluppa in questa forma o nella registrazione delle esibizioni con lo ‘Standard’ trio con Gary Peacock e Jack De Johnette (unica eccezione i dischi con Charlie Haden del 2007). Al di là di un’intenzione celebratoria ed enciclopedica (ma questa è una tendenza discografica della nostra epoca, basti pensare alla “Bootleg Series” di Dylan o a Springsteen che rende disponibili tutti i live dei suoi tour sul sito), per Jarrett il jazz, perlomeno il suo, è possibile esclusivamente in queste due forme, in una tensione improvvisativa che diventa composizione in tempo reale, in un flusso senza soluzione di continuità. Questi concerti, gli ultimi che Jarrett avrebbe eseguito prima di fermarsi per due anni a causa di una Sindrome da Fatica Cronica da cui sarebbe emerso gradualmente (con un disco in studio in solo, ma di standards, lo splendido “The Melody At Night With You”, poi con una serie di concerti in trio intervallati da due isolate esibizioni nel 1999 e infine con il ritorno stabile al piano solo dal 2002), sono emblematici della sua riflessione musicale, del suo tentativo di instaurare con il pubblico una relazione che diventa essa stessa parte del concerto. E di cui gli spettatori devono essere partecipi e consapevoli, pena l’esclusione dalla cerimonia (nel senso della sua incomprensibilità). In sintesi ad un concerto di Keith Jarrett lo scambio tra l’officiante e l’uditorio deve essere totale, all’intensità del musicista deve corrispondere la dedizione dello spettatore. Quanto detto vale inevitabilmente anche per la fruizione ‘privata’: impossibile ascoltare le due parti in cui sono divise le singole esibizioni di questo disco, in sottofondo a un buon libro o peggio con le cuffiette di un qualunque lettore mp3. Jarrett, per farvi entrare nel suo universo, chiede l’esclusiva: decidete voi se ne vale la pena. Ma forse durante le prossime feste un tentativo si può fare. Danilo Di Termini

GILLIAN WELCH – Boots No.1: The Official Revival Bootleg

gil.jpg
La buona notizia, ovvero l’uscita di un nuovo disco di Gillian Welch, perde un po’ d’interesse a causa del fatto che Boots No.1:The Official Revival Bootleg sia in realtà una raccolta, ma, a ben vedere, non si tratta di un’antologia da poco… Il doppio cd celebra il ventennale di Revival, il disco d’esordio della folksinger newyorchese, e ne pubblica la totalità delle outtakes insieme a molti demo (definizione un po’ riduttiva) dei brani che costituivano il disco, progetto incentrato su di una manciata di canzoni che sembravano provenire da un altro tempo. Nonostante il disco continui ad essere attribuito alla sola Welch, al suo fianco c’era, allora come adesso, l’efficace e fido David Rawlings con voce e chitarra; ben più che un comprimario, visti i momenti di primo piano che occupa sia col microfono che con lo strumento. Il materiale, per chi sia al primo contatto con il duo, è sostanzialmente folk americano, con lampi di country, di blues e testi ben saldi nel solco della tradizione. La produzione dell’ esperto T-Bone Burnett non è che un’ulteriore garanzia di qualità. Fausto Meirana

PAOLINO DALLA PORTA – Moonlanding

PAO.jpg
E’ sempre una bella notizia, quando si scopre che un musicista navigato e con un carnet di registrazioni impressionante, oltre centocinquanta lavori, sceglie per il suo nuovo disco di lavorare solo con musicisti che di anni ne hanno meno della metà dei suoi. Paolino Dalla Porta, classe 1956, contrabbassista eccelso e compositore è l’uomo che gli Oregon di Ralph Towner hanno scelto, nel 2015, per continuare il loro impressionante viaggio tra jazz e sonorità folk. Ma suona anche con Fresu, con Tracanna, con Rubino, con Battaglia: ovunque si muova musica vera. I dischi a suo nome sono pochi, e ora possiamo aggiungere all’esiguo carnet questo splendido “Quartetto delle svolte del futuro”, con il sax tenore venato di inflessioni blues di Nicolò Ricci, la chitarra spesso friselliana di Dario Trapani, la batteria di Riccardo Chiaberta. Gente che farà strada. E che qui suona con evidente passione brani che sanno di storia del jazz, alludendo ora a questo, ora a quel momento o musicista, riuscendo nel miracolo di suonare freschissimi. E alzi la mano chi non ritroverà il Perigeo e gli Area con l’iniziale Campo Magnetico. Guido Festinese

IL DIARIO

rubrica discoclub

Diario del 8 dicembre 2015
Non so se vi ricordate Parodi, no, non quello dei Tazenda, quello dei bollini Siae. Non ha mai avuto una grande presenza (si avvicina Natale e mi sento buono), adesso è anche ingrassato a livello rospo, in realtà lui si sente più tacchino, dopo avermi ordinato un dvd, mi dice “Conosci qualche bella ragazza che si interessi di musica”, io, perplesso, “Non so, perché?”, “Se la conosci puoi farmela conoscere, magari mandarmela a casa, io ho tanti cd e dvd, mi raccomando che sia bella”. Mi si raggela il sangue a pensare a una povera (e bella, conditio sine qua non, come da sua richiesta) ragazza alle prese con il mio cliente-rospo (nemmeno un bacio potrebbe trasformarlo in principe), che dalla solita collezione di farfalle è passato ai dischi. Lo congedo freddamente. Dopo qualche giorno arriva il dvd dei Litfiba che mi aveva ordinato, viene a prenderlo, il giorno dopo mi telefona, “Ho sbagliato a prendere quel dvd, ce l’avevo già, te lo porto indietro e me ne dai un altro”. Mi disturba già il fatto che non sia una richiesta, ma un’affermazione, poi mi sovviene che mi ha preso per un lenone e la conseguente mia risposta è un secco, “No”, lui, sorpreso, “Ma lo vendi a qualcun altro”, “E se non lo vendo?”, ripetitivo e piagnucoloso, “Ma lo vendi a qualcun altro”, “Ho detto di noooooooo”, macché insiste, “Ma lo vendi a qualc”, “un altro” non l’ho sentito, ho già posato.

LE PROSSIME USCITE

rubrica discoclub

Domani
KEITH JARRETT – A MULTITUDE OF ANGELS
NEIL YOUNG – PEACE TRAIL
THE DOORS – LONDON FOG 1966
NIGHTWISH VEHICLE OF SPIRIT
ULVER RIVERHEAD

LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANA 

 

 

Annunci

GenovaQuotidiana

Agenzia Giornalistica GenovaQuotidiana Partita Iva 02485610998 Direttore Responsabile: Monica Di Carlo

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: