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Sfuttamento della prostituzione a Pegli e tra la Foce e San Fruttuoso – IL VIDEO E LE FOTO DELLA POLIZIA

Un business ricco, affari che già ben conosceva, visto che era già stato condannato a 2 anni e 4 mesi per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Ad Alessandro Procopio, però, la pena però, evidentemente, non è bastata visto che ha ricominciato. Ecco il video della polizia che lo ha arrestato.

In manette è finito un pregiudicato italiano che abita a Genova e ha 33 anni. Sezione criminalità straniera e prostituzione della squadra mobile della questura ha ricostruito la sua fruttuosa attività. L’uomo, a seguito della condanna, è rimasto un periodo ai domiciliari, poi è stato sottoposto all’obbligo di firma, condannato, oltre che per i reati di sfruttamento, anche per detenzione di monete falsificate ed altro. Non ha però perso tempo. Infatti ha cominciato subito la sua nuova attività illecita. Ha raccolto i numeri di telefono delle prostitute potenzialmente interessate sui siti “hot” che danno spacio alla “pubblicità” delle donne, quindi le ha contattate per offrire alcove in tre immobili in piazza Lido di Pegli, in viale alla Pineta e in via Crimea che aveva preso in affitto e che subaffittava. Uno di questi lo aveva ereditato dalla nonna. Le prostitute si alternavano per brevi periodi, di regola settimanalmente o fino ad un mese, per accogliere i clienti, pagando all’uomo somme di denaro che andavano da 40/50 euro al giorno a persona a 280 euro per tutta la settimana, per un giro di affari stimato in circa 1500 euro mensili.

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Nel corso dell’operazione, come disposto dal provvedimento del Gip del Tribunale di Genova, sono stati sequestrati ai fini di confisca tutti gli appartamenti in cui si consumavano gli incontri e sono state identificate due donne sudamericane dedite alla prostituzione, di cui una sprovvista di permesso di soggiorno.
L’arresto, effettuato dalla squadra mobile, è stato effettuato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare del Gip del Tribunale di Genova per i reati di favoreggiamento e sfruttamento, aggravati e continuati, della prostituzione.

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Questa una delle alcove. Su un copriletto leopardato fa bella mostra un computer Mac portatile, probabilmente usato dalle prostitute per gestire la clientela e pubblicare nuovi annunci sui siti hot.
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Sul comodino un’intero cestino di preservativi oltre a un rotolo di carta a salviette per l’igiene intima e a un wireless portatile per connettere il computer a internet. Sotto il sequestro di una delle case d’appuntamento.

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