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Condom

Confesso che non vedo l’ora che sorga di nuovo il sole dopo il giudizio universale. Non se ne può più – o meglio io non ne posso più – di post a favore del sì o del no. Non vedo l’ora di rituffarmi nelle scie chimiche, nelle cure miracolose per il cancro, in quelle improbabili per l’alluce valgo o per le ginocchia artrosiche, nei suggerimenti per costruire le casette del presepio o per adornare l’albero. Mi mancano addirittura le sfide sanguinarie tra vegani e onnivori. Tutto meglio di questo continuo scontro-stillicidio sul filo degli articoli della nuova costituzione, insulti compresi. Langue anche la politica, quella dei proclami e quella dei salotti-caminetti. Persino i dinosauri sembrerebbero essere andati in letargo, se si escludono rari appuntamenti in cui anziani ed esperti frequentatori delle nostre assemblee istituzionali si sono confrontati. Ovviamente sul sì e sul no. Ho persino benedetto Lapo che, con la sua assoluta spregiudicatezza, ci ha gratificato con sussulti diversi.
Eppero’ oggi voglio concentrami su un avvenimento in tema con il primo dicembre, data in cui ricorre la giornata mondiale della lotta all’Aids.

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E desidero parlare di una iniziativa del Berio Caffe’ lanciata dal suo gestore Paolo Vanni. Post di stamattina “Ricordo ad amici, parenti e conoscenti che solo oggi, primo dicembre, il profilattico con i baffi di mia invenzione verrà venduto ad euro 0,80….al BerioCafè”. Un’iniziativa curiosa che comunque al Berio Caffe’, che è l’esercizio pubblico più vicino alla biblioteca, si ripete da dodici anni. Era il 2005.
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Annotava quattro anni più tardi ilCavalloditroia.wordpress.com

Il 1 dicembre 2009, come è ormai consuetudine da quattro anni, il BerioCafè, il locale situato all’interno della Biblioteca Berio di Genova, ospita una iniziativa della Lila Genova, realizzata in collaborazione con altre associazioni genovesi, per sensibilizzare e promuovere l’uso del profilattico, soprattutto fra i giovani. Quest’anno l’occasione coinciderà anche con la presentazione della campagna nazionale ” Yes we condom!” della quale verranno distribuite cartoline e vari materiali informativi. <Il BerioCafè è anche conosciuto  – afferma Paolo Vanni direttore del locale più curioso della città – per essere uno dei pochi luoghi di ristorazione dove si trovano in vendita le confezioni della Lila BenVenuto: sei profilattici al prezzo di 2,50 euro. L’espositore posizionato accanto alla vetrina delle brioches è diventato una presenza usuale che non crea più alcun imbarazzo, anzi fa parte del servizio del locale. Se vado indietro nel tempo ho ancora nitido il ricordo della perplessità del nostro pubblico nel trovarsi una confezione di profilattico messa insieme allo zucchero nel piattino della tazzina del caffè. Anno dopo anno la situazione è cambiato: l’anno scorso in occasione della giornata mondiale di lotta contro l’AIDS vennero regalate nel mese di dicembre ben 5000 confezioni di profilattici. Oggi il profilattico al BerioCafè è quasi un obbligo come le merendine e le caramelle. Un pò di tempo fà un ragazzo davanti all’espositore vuoto dei profilattici ci ha apostrofato simpaticamente “Ma che succede? Al BerioCafè non si tromba più?” Un modo, come un altro per confermare la confidenza e l’abitudine creata verso il condom.
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Racconta ancora Paolo Vanni che per lanciare l’iniziativa avevano decorato con profilattici fluorescenti le pareti del bar, come se si trattasse di stelline natalizie. E subito dopo subirono la censura della direzione cultura del Comune dal quale appunto l’esercizio pubblico dipendeva. Si scomodò in quel caso persino la costituzione perché quei profilattici esposti ledevano convinzioni personali dei frequentatori del bar. Talvolta la burocrazia è davvero incredibile. E per caritatevolezza taciamo il nome dell’allora assessore alla cultura. Anche se non sarà difficile risalirvi per gli attenti conoscitori delle cose di palazzo Tursi.
<E negli anni – racconta ancora Paolo Vanni – ci sono state ancora diverse polemiche. In un’occasione progettammo una campagna insieme alla Lila e servivamo il caffè con un pacchetto con preservativo. Un cliente distratto lo prese per il solito cioccolatino e se lo mise in bocca lamentandosi per il sapore troppo amaro. Un anno facemmo il profilattico con l’effige del gatto Berio diventato famoso in tutta Italia grazie ad un articolo di Raffaele Niri pubblicato su “Il Venerdì” de”La Repubblica”>.
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E pian piano la clientela del Berio Caffe’ si e’ abituata a vedere il distributore di profilattici accanto alla vetrinetta delle brioches. Oggi alle 17 per esempio le novanta confezioni di profilattici al prezzo speciale di 0,80 – praticamente il prezzo di un caffè’ – erano terminate. <Noi possiamo vendere anche i profilattici perché abbiamo la licenza per il commercio di articoli per fumatori – spiega Vanni – e come punto vendita alternativo negli anni ne avremmo venduto almeno cinquemila confezioni>.
Il che porta il discorso sulla educazione sessuale degli adolescenti che frequentano la biblioteca e il pubblico esercizio. “La mia personale impressione – racconta Vanni – è che sul piano della consapevolezza e dell’educazione sessuale i giovani siano stati abbandonati a se stessi. È vero che oggi è più facile informarsi, ma i ragazzi mi sembrano molto meno interessati di qualche anno fa. Molte ragazze, per esempio,  se si parla di sesso protetto pensano che basti la pillola. C’è ancora e nonostante tutto molta confusione”. Insomma ci vorrebbe di nuovo, forse, quello spot in cui a fronte a un professore che chiede a chi appartenga la confezione di profilattici, si alza l’intera classe dicendo “È mio”. Messaggio che evoca il film l’attimo fuggente, nella scena in cui l’intera classe sale sul banco esclamando “Capitano mio capitano”. Scriveva Beppe Severgnini sul corriere della era parlando di quella scena e ricordando Robin Williams nel giorno della sua morte “Vi siete mai chiesti perché il finale di L’attimo fuggente , ogni volta, ci commuove? Ricordate? Il professor John Keating (Robin Williams), cacciato dalla scuola, lascia l’aula per l’ultima volta. I suoi ragazzi non ci stanno, gli rendono omaggio. Uno dopo l’altro, salgono in piedi sul banco ed esclamano: «Capitano, mio capitano!». Perché quella scena, invece di apparire enfatica, è così potente e universale? La ricordano in Asia, la citano in America, la riproduciamo in Europa nei convegni aziendali: l’amministratore delegato vorrebbe ispirare come il professor Keating, e rischia d’irritare come il pedante sostituto in cattedra. La risposta è semplice. Quella scena ci colpisce perché tutti sentiamo d’aver bisogno di un maestro. Sempre, dovunque, a ogni età. Desideriamo, magari senza rendercene conto, una guida che indichi la strada: per di là. Senza spingerci: basta l’incoraggiamento”.
2(Paolo Vanni con due studenti che sono andati a trovarlo)
E Paolo Vanni, che ha scelto un profilattico con il baffo, in commercio regolarmente, ma che gli consente di personalizzare almeno un po’ l’evento, probabilmente per gli studenti del Berio Caffe e con il suo passato di uomo esperto di marketing, magari idealmente ricorda, almeno un po’, quel professor Keating. Lui spiega <sempre parlando di educazione sessuale, famiglie e scuola mi sembrano grandi assenti>. Tema sempre imbarazzante, dunque. Basti pensare alla reazione di qualche anno fa, già  entrati nel terzo millennio, della burocrazia comunale.
Il Max Turbatore

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