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Giornate mameliane, lo “Scioglimento del voto” e il programma degli eventi

Si apriranno domenica 4 dicembre le Giornate Mameliane, organizzate dal Comune di Genova in collaborazione con Istituto Mazziniano-Museo del Risorgimento, associazione “A Compagna”, Municipio I Centro Est, Municipio III Bassa Valbisagno, Settore Musei e Biblioteche-Biblioteca Berio, parrocchia N.S. di Loreto di Oregina, Ancr Pasubio, Oregina in Rete, Arte in Palco, Anvrg Sezione di Genova-Chiavari “Sante Garibaldi, sezione di Genova dell’Associazione Mazziniana Italiana, comitato di Genova dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Centro Culturale Terralba, associazione GenovApiedi e Galleria d’Arte Enrico, Milano-Genova.

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Genova, Città dell’Inno Nazionale, rende così omaggio alla figura di Goffredo Mameli. Poeta, giornalista, patriota, capitano dell’esercito garibaldino e combattente a fianco dello stesso Garibaldi. Ma universalmente noto come autore, già all’età di circa vent’anni, delle parole del Canto degli Italiani, più noto in seguito comeInno di Mameli”, musicato da Michele Novaro, che sarà adottato un secolo più tardi, nel 1946, come inno nazionale della Repubblica Italiana. Il documento originale autografo recante la prima stesura dell’Inno è conservato ed esposto al Museo del Risorgimento, situato in via Lomellini, nella casa natale di Giuseppe Mazzini.

Il ricco calendario di incontri, conferenze, eventi e visite guidate proseguirà fino al 10 dicembre.

Momento centrale delle celebrazioni sarà la cerimonia dello Scioglimento del Voto in programma sabato 10 dicembre dalle ore 10 al santuario N.S. di Loreto a Oregina.

La cerimonia dello Scioglimento del Voto è legata a due importanti momenti della storia di Genova: il 5 dicembre 1746 e il 10 dicembre 1847. Nella prima data la città, che era sottomessa alla dominazione austriaca, si ribellò con il famoso gesto del Balilla. Le autorità dell’epoca fecero voto alla Madonna che, se gli Austriaci fossero stati cacciati, tutti gli anni sarebbero saliti al Santuario di N.S. di Loreto in Oregina per lo Scioglimento del Voto. Il 10 dicembre 1847 si verificò, ricordando quel lontano avvenimento, un altro importante fatto storico di cui Goffredo Mameli fu uno dei principali animatori: oltre 30 mila patrioti provenienti da ogni parte d’Italia sfilarono dall’Acquasola ad Oregina, dove per la prima volta venne cantato quello che diventerà poi l’Inno d’Italia e sventolò il Tricolore.

Un altro evento particolarmente importante di questa edizione delle Giornate Mameliane si terrà lunedì 5 dicembre alle ore 17 quando, nella Sala dei Chierici alla Berio si svolgerà la conferenza-concerto Il “Mameli” di Ruggero Leoncavallo a 100 anni dalla prima rappresentazione a Genova a cui sarà presente l’assessore Pino Boero. Con Deliberazione d’urgenza  adottata dalla Giunta municipale in data 30 marzo 1916, e poi ratificata dal Consiglio il 10 maggio 1916, era stata accolta la proposta avanzata dal Maestro Ruggero Leoncavallo  affinché la sua nuovissima opera in due atti, Mameli, fosse  rappresentata per la prima volta proprio nella città di Genova, città natale del poeta e patriota genovese Goffredo Mameli; in cambio egli stesso avrebbe rinunciato a qualsiasi utile derivante dalle rappresentazioni, purché venisse devoluto in beneficenza in favore delle famiglie dei soldati al fronte, e avrebbe donato alla città il manoscritto dell’opera affinché venisse conservato  fra i ricordi del Museo del Risorgimento di Genova, da poco inaugurato a Palazzo Bianco (5 maggio 1915).

Di rilievo anche la conferenza al museo del risorgimento in programma mercoledì 7 dicembre alle ore 16.45: ”Una comunione d’anime”. Edoardo Matania e suo figlio Fortunino: un secolo di illustrazioni tra Napoli e Londra. Conferenza a “due voci” a cura di Stella Seitun storica dell’arte, Alessandra d’Errico architetto discendente dell’artista nella quale vengono illustrate le vicende personali e artistiche dei due grani pittori e illustratori napoletani. Introduce Raffaella Ponte, direttrice Museo del Risorgimento. Nell’occasione verrà proiettato in anteprima assoluta un estratto dal documentario Grazie di quel bacio, biografia di Fortunino Matania con un’intervista a Tullio Matania, scritto e diretto da Alessandra d’Errico e Angelo Loj. Sarà anche possibile visitare la mostra Fare l’Italia – Il Risorgimento romantico e eroico nei dipinti di Edoardo Matania 1847-1929 che, per la prima volta, presenta al pubblico una cinquantina di dipinti del grande illustratore napoletano Edoardo Matania con scene del nostro Risorgimento, appartenuti alla collezione dell’editore Emilio Treves e dal 1938 – con l’acquisizione della casa editrice -, entrati a far parte di quella di Aldo Garzanti.

 

 

 

PROGRAMMA

 

  • Domenica 4 dicembre: Il museo del Risorgimento di via Lomellini 11 sarà aperto dalle 9,30 alle 18,30, con ingresso gratuito per i residenti a Genova.

 

  • Lunedì 5 dicembre
    • Ore 11: Monumento a Balilla – Piazza Portoria

Deposizione di corone a cura del Comune di Genova e dell’associazione “A Compagna”

  • Ore 17: Biblioteca Berio, Sala dei Chierici, Via del Seminario, 16

“Il Mameli” di Ruggero Leoncavallo 100 anni dopo. Conferenza–concerto per il centenario della prima rappresentazione dell’opera Mameli al Teatro Carlo Felice. Intervengono: Pino Boero (assessore alle scuole, biblioteche, politiche giovanili), Raffaella Ponte (Museo del Risorgimento), M° Raffaele Cecconi, M° José Scanu con la Camerata Musicale Ligure (Maestri Simone Mazzone, Marco Moro, Giovanni Sardo), Leonardo Ferretti (pianoforte), Angelica Cirillo (soprano), Mattia Pelosi (tenore).

Con l’occasione saranno esposti lo spartito di Leoncavallo e i bozzetti dei costumi, disegnati da Giuseppe Garuti, in arte Pipein Gamba.

 

  • Martedì 6 dicembre
    • Ore 17: Aula San Salvatore, Piazza Sarzano

5 dicembre 1746: quando il Popolo si desta… Conferenza di Liliana Bertuzzi (Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano) nell’ambito del ciclo di conferenze organizzate da “A Compagna”.

 

  • Mercoledì 7 dicembre
    • Ore 16: Salone Municipio Bassa Val Bisagno – Piazza Manzoni, 1

Convegno per il 270° anniversario dell’eroico gesto del giovane Pittamuli e degli eventi accaduti in Val Bisagno durante la guerra del 1746/1747. Intervengono: Massimo Ferrante, presidente Municipio Bassa Valbisagno, Giovanni Assereto (Università di Genova), Piero Rocca (Centro Terralba), Pietro Lazagna (Fondazione Canevari), Isabella Croce architetta.

  • Ore 16.45: Museo del Risorgimento, Via Lomellini 11

Una comunione d’anime. Edoardo Matania e suo figlio Fortunino: un secolo di illustrazioni tra Napoli e Londra. Conferenza con interventi di Stella Seitun storica dell’arte, Alessandra d’Errico discendente dell’artista; introduce Raffaella Ponte direttrice Museo del Risorgimento.

 

  • Giovedì 8 dicembre: Il Museo del Risorgimento sarà straordinariamente aperto al pubblico dalle ore 9 alle 18,30 (ingresso a pagamento).

 

  • Sabato 10 dicembre.

Parco dell’Acquasola

Un giorno da ricordare per la storia di Genova

  • Ore 8.45: Partenza del corteo che rievoca gli avvenimenti del 10 dicembre 1847 lungo il percorso che, dal parco dell’Acquasola, si snoda lungo salita S. Caterina, via Garibaldi, via Cairoli, via Balbi, piazza Acquaverde e salita Oregina sino al Santuario N.S. di Loreto a Oregina. A cura dell’associazione GenovApiedi (info@genovapiedi.it; http://www.genovapiedi.it)

 

  • Ore 10: Santuario N.S. di Loreto a Oregina, Salita di Oregina

Cerimonia dello scioglimento del Voto, rappresentazione teatrale “La vera historia 1746-1847” da Balilla a Mameli. Storia di un miracolo e di una rivoluzione a cura di Arte in Palco, celebrazione della S. Messa, deposizione di corone, saluto delle autorità ed esecuzione dell’Inno nazionale da parte della banda musicale di Rivarolo.

 

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, salvo diversamente specificato.

 

Il programma dettagliato e ulteriori informazioni sono anche reperibili su: www.comune.genova.it, cerimoniale@comune.genova.it, http://www.museidigenova.it, http://www.acompagna.org, posta@acompagna.org. Ulteriori informazioni sulle iniziative organizzate al Museo del Risorgimento e alla Biblioteca Berio: allo 010.2465843, martedì e venerdì dalle ore 9 alle 14; mercoledì dalle 9 alle 18,30; sabato dalle 9.30-18.30, la prima domenica del mese dalle 9.30 alle 18.30, e straordinariamente giovedì 8 dicembre dalle 9 alle 18,30; email: biglietteriarisorgimento@comune.genova.it.

 

LA CERIMONIA DELLO SCIOGLIMENTO DEL VOTO

La cerimonia dello Scioglimento del Voto il 10 dicembre al Santuario di N.S. di Loreto a Oregina ebbe origine nel 1746, al termine della rivolta popolare che portò alla cacciata degli austriaci invasori dalla città.

Da allora quella cerimonia religiosa, che aveva lo scopo di ringraziare la Madonna per lo scampato pericolo, venne ripetuta negli anni successivi, fino alla caduta della Repubblica aristocratica.

Fu poi ripresa nel 1846, in chiave più chiaramente politica, visto il clima che si era venuto creando all’indomani dell’VIII congresso degli Scienziati Italiani, tenutosi a Genova nel settembre 1846, che diede nuovo impulso alle aspirazioni di libertà e indipendenza dell’Italia, anche sull’onda emotiva scaturita dall’elezione al soglio pontificio di Pio IX. Tuttavia, fu nell’anno successivo – il 10 dicembre 1847 – che la cerimonia dello scioglimento del voto assunse un significato eminentemente politico, sempre in chiave antiaustriaca, ricorrendo il 101° anniversario della rivolta originata dal famoso lancio del sasso al grido di “Che l’inse?” del Balilla, l’eroico ragazzo che assurse da allora a simbolo dell’amor patrio della gioventù italiana.

Quel giorno, infatti fu organizzata una grande manifestazione che dall’Acquasola raggiunse il santuario di Oregina. Vi presero parte oltre trentamila patrioti provenienti da tutti gli Stati della Penisola e di diverse tendenze politiche (sabaudisti, neoguelfi e mazziniani), tutti uniti dalla volontà di esprimere aspirazioni comuni di indipendenza e libertà dallo straniero, in un clima di totale fratellanza. La manifestazione assunse quindi un chiaro significato patriottico ed antiaustriaco, dimostrando come il sentimento nazionale fosse ormai radicato nelle coscienze degli Italiani: si voleva protestare contro la presenza straniera in Italia ed indurre Carlo Alberto e gli altri sovrani ad abbracciare la causa nazionale.

Nel lungo corteo che si snodava ininterrotto attraverso le vie della città, fra i tanti vessilli che ricordavano luoghi e personaggi della rivolta del 1746 e le tante bandiere sabaude, papali e toscane, il ventenne Goffredo Mameli, alla guida degli studenti universitari, sventolò – malgrado il divieto della polizia – il tricolore della Giovine Italia, simbolo di una nazione unita e repubblicana. Quello stesso giorno, per la prima volta, fra gli innumerevoli inni che osannavano i principi riformatori, si udirono le note di Fratelli d’Italia, scritto da Mameli e musicato dal genovese Michele Novaro. L’Inno si distingueva dagli altri perché era un inno repubblicano, il solo in cui, per la redenzione della patria, si faceva appello non alla benevolenza dei sovrani ma alla volontà e alla forza del popolo italiano. Il 10 dicembre 1847 l’Italia democratica e liberale, quella dei patrioti e degli esuli, era ben viva a Genova in quella che fu la prima vera giornata del nostro Risorgimento, con Balilla assurto a simbolo del riscatto nazionale.

Ancora oggi ogni anno quei lontani avvenimenti vengono rievocati e rinverditi alla luce della contemporaneità, affiancando alla cerimonia ufficiale di scioglimento del voto alla presenza delle Autorità, una serie di iniziative (concerti, conferenze, rievocazioni storiche, visite guidate al Museo del Risorgimento situato nella casa natale di Giuseppe Mazzini), rivolte alla città e, in particolare, ai giovani, per mantenere vivo il ricordo di alcuni fra i momenti più memorabili della nostra storia.

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