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Sturla, la magistratura spegne la musica al “Le Sharm”. I titolari: “Costretti a lasciare a casa 4 dipendenti”

I problemi di convivenza tra divertimento e vivibilità dei quartieri si spostano ancora una volta a Levante. Qui, a Sturla, la magistratura ha disposto che “Le Sharm” venga spenta la musica. Il problema non è lo stesso del centro storico, dove a disturbare il sonno degli abitanti è il baccano fatto per strada dai frequentatori della movida. Qui il problema è la musica del locale, che accetta che il silenzio cali sulla spiaggia, ma non che vengano spenti gli altoparlanti all’interno. <Abbiamo anche insonorizzato e la polizia municipale ci ha dato l’autorizzazione – dice Cristina Traverso, la direttrice – ma al Tribunale non basta e saremo costretti a chiudere lasciando a casa 4 persone e privando la città di un altro punto di ritrovo dove si fa musica>

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La difficile convivenza tra le serate dei genovesi che vogliono tirare tardi, ballare, ascoltare musica, bere un drink e quella dei loro concittadini che desiderano dormire. Complice l’orografia della città, con le case strette le une alle altre, e in qualche caso l’effetto acustico che fa rimbalzare il rumore tra i muri troppo vicini e lo amplifica, ormai la popolazione è divisa in due squadre: i “pro” e i “contro”. Il problema è che a volte mancano le sfumature tra baccano infernale e silenzio tombale.
I gestori del locale “Le Sharm” di Sturla (via V Maggio) ha provato a farlo a cercare questa “sfumatura” insonorizzando la sala con la benedizione della polizia municipale che, secondo i gestori, ha effettuato i rilievi acustici e li ha promossi, autorizzando la musica all’interno. Questo, però, non è bastato al Tribunale al quale alcuni abitanti della zona, in particolar modo quelli di via del Tritone, si sono rivolti per dormire sonni tranquilli. Il giudice ha disposto lo stop alla musica e il sequestro delle attrezzature e questo, ovviamente, gli ha fatto perdere quasi tutti i clienti che lo frequentavano proprio per l’attività sonora. Per questo ora i gestori si trovano nella difficile soluzione di dover licenziare i quattro dipendenti e pensano alla chiusura.

<Da anni il nostro locale rappresenta un punto di riferimento in città per gli amanti della musica e del ballo – dicono i gestori – . Ma da circa un mese nel “Le Sharm” regna il silenzio, a causa delle lamentele e delle proteste dei residenti che chiedono a noi e ad altri locali vicini di limitare l’utilizzo della musica. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini, nell’ultimo abbiamo effettuato dei lavori di insonorizzazione della sala, ma i residenti sono comunque passati per vie legali. La decisione del giudice, però,che va a scontrarsi con la perizia fatta dalla polizia municipale che, in seguito al test di valutazione di impatto acustico, ha disposto l’impossibilità di fare musica all’esterno del locale, confermando però la validità del nulla osta acustico per quando riguarda la pista interna. Rimaniamo così intrappolati tra due voci diverse, con la magistratura che blocca le serate e la polizia municipale che, invece, dà il via libera. Il risultato di questo cortocircuito rischia di far tracollare il locale, costretto a un drastico ridimensionamento dello staff. Abbandonate le serate musicali, che tra danza e karaoke da anni costituivano il nostro punto di forza, Le Sharm oggi rimane aperto come ristorante e pizzeria. Ma sono già quattro i dipendenti lasciati a casa>.

<Possiamo accettare il provvedimento che riguarda la musica sulla spiaggia, ma non capiamo il senso di cessare la musica all’interno del locale – protesta Cristina Traverso, direttrice de Le Sharm –, In questi anni, più volte abbiamo parlato con i residenti delle case vicine non riscontrando alcun fastidio per quanto riguarda la pista interna. Di questo passo saremo costretti a chiudere e Genova perderà un luogo storico per la musica e l’intrattenimento cittadino. In un momento in cui la musica continua a spegnersi, vedi i recenti fatti del centro storico, rischiamo di cadere vittime anche noi>.
In realtà la situazione non è esattamente quella del centro storico, dove nel mirino non c’è il volume delle emissioni acustiche dei locali, ma il baccano fatto dai partecipanti alla movida che spesso non sono nemmeno clienti dei bar. La cosa, quindi, è molto diversa. Certo è che a Genova in passato s’è permesso un po’ tutto e un po’ troppo e gli abitanti di molte zone, che non si sono sentiti tutelati dagli organi preposti, sono ora esasperati, indipendentemente dal motivo per cui sono costretti a trascorrere notti insonni. In molti, in tutta la città, hanno scelto di ricorrere alla magistratura. Come purtroppo spesso accade, si è passati da un eccesso all’altro, dal baccano più indiavolato che determinava danni anche fisici agli abitanti al silenzio che uccide la vocazione turistica della città oltre a far chiudere le imprese e a cancellare preziosi posti di lavoro, come nel caso del “Le Sharm” e di tanti locali del centro storico. Una strada c’è, non è certo facile da seguire, ma è percorso obbligato se si vogliono salvare capra e cavoli. Un tassello di questo percorso è impedire che la musica sia diffusa all’esterno la notte se vicino ci sono case e salvo manifestazioni straordinarie aperte gratuitamente al pubblico (come la notte bianca dei vicoli). L’insonorizzazione autonomamente decisa e messa in pratica dal “Le Sharm” (e che molti altri locali dovrebbero effettuare) è un altro pezzo della soluzione. Per il centro storico, il percorso passa dai controlli di polizia su chi partecipa alla movida che si stanno finalmente affiancando con decisione  ai controlli annonari sui locali. Ma la soluzione non può solo passare dai divieti, quelli che ora stanno uccidendo i locali del centro storico e la movida e che un po’ in tutta la città hanno cancellato le iniziative musicali, tanto che persino la Siae, alla quale vengono pagati i diritti, sta accusando il colpo.

Il “Le Sharm” chiede di rivedere il provvedimento tenendo conto delle rilevazioni del reparto Ambiente della polizia municipale e i gestori dei locali del centro storico chiedono che l’ordinanza del Sindaco che chiude le saracinesche all’una dalla domenica al giovedì e dalle 2 il venerdì e il sabato. Un incontro tra Comune e associazioni di categoria è previsto proprio per oggi.

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