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Dal Rotary un pulmino per il “Villaggio del Ragazzo”

Il centro di Chiavari si occupa con sempre maggiore attenzione dei bambini e dei ragazzi autistici. Nel 2014 ha creato il settore specializzato “L’isola che c’è”, di cui oggi usufruiscono undici adolescenti con gravi disturbi del comportamento. Il pulmino viene utilizzato soprattutto da loro

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Non bastano competenze e volontà, servono mezzi. Per aiutare chi ne ha bisogno queste tre condizioni sono indispensabili. Per questo la donazione di un pulmino non è solo un regalo. Dal 12 ottobre, il giorno in cui i Rotary Club genovesi e del Tigullio hanno consegnato il Ducato a nove posti al Villaggio del Ragazzo di Chiavari, qualcosa è cambiato. Il Villaggio del Ragazzo è stato fondato nel 1946 e da allora, è attivo nel fronteggiare i bisogni emergenti delle persone, la stessa missione in cui si riconosce il Rotary, club di servizio sorto fondato a Chicago nel 1905, da molto tempo impegnato per risolvere le sfide sociali più urgenti. L’acquisto del pulmino rientra nel progetto rotariano “Un aiuto ai bambini autistici”, fortemente voluto dal presidente del Rotary Club Genova, Felice Repetti, ed è stato realizzato grazie alle indicazioni di Monsignor Marino Poggi e al sostegno della governatrice Tiziana Lazzari.

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L’autismo spinge chi ne è affetto a isolarsi ed evitare ogni situazione che comporti una relazione con l’altro, fino a sfuggire la comunicazione verbale con gravi ricadute sulle abilità cognitive e quindi sull’autonomia. Per questo è molto importante favorire esperienze di adattamento all’ambiente che stimolino le progressioni individuali. Il Ducato è servito per organizzare gite quotidiane in Val Chiappella, dove cucinano e si avvicinano agli animali da fattoria, per andare una volta la settimana in piscina o a scuola (due di loro la frequentano regolarmente), una volta la settimana al parco giochi finché il tempo lo ha permesso. Essendo particolarmente spazioso, è risultato gradito ai ragazzi perché permette a chi è affetto da difficoltà relazionali di sentirsi a proprio agio durante il viaggio. Sembrano banalità, ma per chi soffre di autismo e chi li aiuta a superarlo è la vita quotidiana. Il risultato è che i risultati già sono evidenti, con una significativa riduzione dell’aggressività e dei comportamenti disfunzionali, la regolarizzazione del ritmo sonno-veglia. Piccoli segnali su una strada complicata in cui ogni contributo è utile. Occorre la consapevolezza della società civile per favorire l’accelerazione di un circolo virtuoso che abbia come unico scopo la salute di tutti i cittadini.

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