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Aggredisce una ragazza in via XX e manda all’ospedale poliziotti e militari dell’esercito. Tso per un quarantacinquenne “psichiatrico”

Aggredisce senza motivo e improvvisamente una ragazza in via XX, poi se ne va tranquillamente in stazione, a Brignole, dove viene riconosciuto da un uomo che aveva assistito a quanto era accaduto nel centro cittadino. Un energumeno alto 1 metro e 90, il quarantacinquenne S. P., è stato bloccato a fatica dagli agenti della polfer e dai militari dell’Esercito, presenti nel quadro dell'”Operazione strade sicure” a presidiare lo scalo ferroviario. L’uomo ha atterrato un poliziotto con un pugno per poi avventarsi contro i militari. L’imponenza del soggetto e la sua forza, ma soprattutto le sue condizioni di alterazione psicofisica, gli hanno consentito di dare del filo da torcere alle divise che, nel frattempo, avevano ricevuto il rinforzo di due Volanti della questura.
Quando è stato messo in condizioni di non nuocere è sembrato in stato confusionale, ha fornito false generalità e ha fornito un numero di cellulare che a seguito della verifica della Polfer è stato accertato appartenere a un compagmo di università del fratello. L’uomo aveva già precedenti ed era già stato in passato ricoverato in diverse strutture psichiatriche. Anche questa volta è finito nel reparto di psichiatria del Galliera dove è stato portato a seguito di un Tso, trattamento sanitario obbligatorio. Nel pronto soccorso dello stesos ospedale sono stati medicati poliziotti e militari.
Quanto accaduto in via XX e a Brignole riporta drammaticamente alla ribalta l’insufficienza delle misure e delle cure messe in campo dallo Stato italiano per contenere gli episodi di violenza da parte di persone con problemi psichiatrici. Aboliti, per fortuna, i manicomi come erano intesi prima della legge Basaglia, a distanza di anni resta il grave problema della gestione dei malati, alcuni dei quali rischiano continuamente di fare male a se stessi e agli altri. I Tso, solitamente effettuati dalla polizia municipale, sono quasi 400 ogni anno, più di uno al giorno.

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