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Spaccio, consumo di droga, schiamazzi. Ecco la mala movida (senza locali) dei tredicenni

Appello degli abitanti per i più giovani “trasgressori” della movida: <Qualcuno faccia qualcosa per questi ragazzini>

minori movida
Sempre più giovani. Questi della foto sembrano avere tra i dodici e i quindici anni. Proprio perché li abbiamo riconosciuti evidentemente minori ne abbiamo occultato il volto. Si capisce, comunque, che sono appena poco più che bambini.  <Sono giovanissimi senza alcun controllo – spiegano -. La droga viene scambiata e consumata ad ogni angolo. Ci sono urla e cori da stadio a tutte le ore e l’area è diventata un’orinatoio a cielo aperto. Si registrano scorribande di giovani e pericolose gang di minori>: i residenti sono esasperati, ma, invece di protestare per gli schiamazzi come farebbero in molti, chiedono aiuto per i minorenni. <Che razza cittá vogliamo essere? Che futuro vogliamo offrire ai nostri ragazzi? Dove si parla del problema di questi giovanissimi? Ci piacerebbe partecipare attivamente ad eventuali iniziative, se ne esistono>.
No, di iniziative pratiche sul territorio non ce ne sono, se si eccettua quelle, private, di alcuni gruppi di abitanti che talvolta scendono in strada per tentare di parlare coi ragazzi. È successo anche ieri quando un gruppetto di loro, che ha deciso di presidiare il territorio, ha tentato di intavolare una discussione con i giovanissimi che a decine si muovono la notte tra piazza delle Lavandaie e pizza Sarzano. Il tentativo è servito solo a placare gli animi per qualche minuto, poi, appena “i grandi” sono rientrati in casa, tutto è ricominciato come prima. La gente del quartiere non si fa tentare dalla “voglia di ronda”, ma non rinuncia al presidio e chiede controlli e iniziative sociali. L’approccio sociale sarebbe il migliore, quello definitivo, anche se i risultati non si potrebbero vedere a breve scadenza e dovrebbe essere accoppiato al controllo del territorio almeno per un po’. Ma è palese che esiste un problema da affrontare e comincia a casa di questi ragazzi, lasciati uscire di casa alla loro età fino a notte fonda. È possibile che rientrino devastati da droga e alcol. I genitori non li vedono? Se questo accade, certamente non prendono evidentemente alcun provvedimento. C’è, poi, tutta la partita della necessità di luoghi e occasioni positive di aggregazione giovanile. Cosa offre Genova ai ragazzi di questa età in alternativa allo sballo?
L’appello è rivolto ovviamente ai servizi sociali e al Comune, che in questo caso deve affrontare, oltre al problema di vivibilità, anche quello di salute e crescita formativa dei poco più che bimbi che affollano la notte il reticolo dei vicoli che sta a valle di via Ravecca dove non c’è nemmeno un locale, ma la mala movida impazza comunque.

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