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Licenziamento per i lavoratori Fergen. I sindacati: “Il nodo ferroviario non finisca su un binario morto”

<Genova e la Liguria non possono permettersi di perdere altri 100 lavoratori> lo dicono i rappresentanti sindacali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil Genova. <È di ieri la notizia che, dopo tre mesi di cassa integrazione, i 100 lavoratori del consorzio Fergen, consorzio tra CMB, UNIECO e CLF saranno licenziati – continuano a Fillea, Filca e Feneal -. La stazione appaltante Italferr ha rescisso il contratto con il consorzio per potenziare l’infrastrutturazione ferroviaria cittadina. Alla base di tutto ciò le difficoltà finanziarie del consorzio, il problema dello smarino ed il ricorrente tema del ribasso. Il paradosso è che l’opera è finanziata per intero ovvero per 300 milioni di euro e lo stato di avanzamento lavori non raggiunge il 40 per cento. Insieme al dramma di tante famiglie che rischiano di perdere il loro sostentamento, una città carente di infrastrutture ferroviarie a favore di merci e persone. Fillea Cgil FIlca Cisl Feneal Uil chiedono che il nodo ferroviario di Genova non sia la 839 esima opera incompiuta del nostro Paese. Un’opera nevralgica per il nostro territorio  finanziata integralmenteche deve necessariamente proseguire. Cos’è il Nodo ferroviario? Il Nodo di Genova – potenziamento infrastrutturale Genova Voltri – Genova Brignole è un importante progetto strategico del Piano di Priorità degli investimenti di RFI per la realizzazione dei nodi urbani ed eliminazione dei “colli di bottiglia”. L’opera è fondamentale per separare i flussi di traffico passeggeri a lunga percorrenza e merci da quello metropolitano regionali tra Voltri e Brignole. Nel merito tra gli interventi previsti: quadruplicamento dei binari tra Genova Voltri e Genova Sampierdarena, sestuplicamento dei binari tra Genova Principe e Genova Brignole, riassetto degli impianti di stazione di Genova Voltri, Genova Sampierdarena, Genova Brignole con ottimizzazione dell’interscambio con la metropolitana comunale e risistemazione dei servizi nell’area di Terralba, ammodernamento degli impianti di sicurezza e controllo. L’intervento fu approvato dal CIPE per un importo totale di 622,4 milioni di euro suddivisi in 4 lotti. L’inizio lavori eraa gennaio 2010, la fine era programmata ad aprile 2016. La gara conseguente fu bandita da ITALFERR, aggiudicata il 16 dicembre 2009 dal CONSORZIO EURECA (CMB, UNIECO, CLF) per un importo di euro 272.871.948,08 al netto del ribasso di gara pari a 25,777%. Una gara concepita quindi ante Nuovo Codice degli Appalti che ha evidenziato tutte le criticità di quel sistema: dal ribasso insostenibile alla problematiche delle riserve e varianti. La stazione appaltante nei giorni scorsi ha rescisso il contratto con l’appaltatore, motivo per cui il Consorzio Eureca intende licenziare i 100 lavoratori attualmente occupati. L’opera deve proseguire garantendo l’impiego di tutti i lavoratori attualmente impiegati presso le imprese che subentreranno a partire dalla seconda in graduatoria della gara. A questo scopo e per quanto esposto sopra, Fillea Cgil Filca Cisl Feneal Uil di Genova hanno chiesto un intervento urgente con le istituzioni>.

fergen

 

 

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