Le ultime notizie

Il patto dell’apericena

Potrebbero soprannominarlo e potrebbe passare alla storia come il patto dell’apericena. C’è persino chi ha azzardato una data per renderlo pubblico. Anche se di mezzo c’è il giorno del giudizio universale con i suoi risultati in bilico fra il si è il no per la riforma costituzionale di Matteo Renzi. Quel premier che si appresta sabato a far visita alla nostra città cercando di risalire la china dei sondaggi che darebbero la sua riforma costituzionale in svantaggio. Eppero’ il patto dell’apericena prevederebbe il congelamento delle primarie nel Pd, sebbene siano già state promesse qualche mese fa dal segretario provinciale Alessandro Terrile. Consultazioni ridotte all’angolo in nome di una candidatura unitaria che metterebbe fuorigioco l’autocandidato Simone Regazzoni, il popfilosofo che nel frattempo ha già iniziato la sua personale campagna elettorale a suon di iniziative. Con un programma che ha visto crescere attorno a se supporter e simpatizzanti fuori e dentro il partito e spinto gli esponenti dell’establishment del Pd a bruciare le tappe. Ma andiamo con ordine, citando un articolo del collega Odoardo Scaletti, pubblicato su Liguria business journal “Sembra che Claudio Burlando dal suo ritiro di Marzano nel Comune di Torriglia sia sempre più spesso attratto dalle sofferte vicende genovesi e liguri e sempre più attivo nella ricerca di un candidato a sindaco di Genova che possa mettere d’accordo le varie anime e correnti del partito. Con Burlando lavorerebbero il ministro della Difesa Roberta Pinotti e l’imprenditore Alessandro Garrone”.
burlando
La scelta sarebbe caduta su Lorenzo Cuocolo professore associato di Diritto pubblico comparato alla Bocconi di Milano.
cuocolo
Figlio di Fausto Cuocolo, democristiano ed ex presidente della Regione, e docente con oltre cinquanta pubblicazioni scientifiche al suo attivo. Di più . Rivela infatti Scaletti “La sua candidatura dovrebbe essere lanciata il 30 novembre al Nabù Restaurant di piazzale Kennedy, a Genova”. E si dice ancora nell’articolo, esaminando la situazione locale del Pd “Dovrebbe essere una candidatura “unitaria”, tale da evitare il ricorso alle primarie, istituto che in passato ha inflitto non pochi dolori allo stato maggiore del partito. Non soltanto a Genova e in Liguria, ma per restare dalle nostre parti le primarie di coalizione per l’elezione del sindaco di Genova hanno portato alla vittoria, nel maggio 2012, di un candidato, Marco Doria, che non soltanto non è del Pd, ma era sostenuto da un elettorato con aspirazioni spesso divergenti da quelle dei democratici. Sembra che pochi vogliano assumere questi anni di giunta Doria come modello per la prossima amministrazione. Le primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione hanno poi provocato una contrapposizione così feroce tra renziani-paitiani e anti- che alla fine Raffaella Paita ha vinto le primarie e perso le elezioni. E il Pd regionale è tuttora commissariato (da David Ermini). Nuove primarie potrebbero esasperare vecchie divisioni”. Situazione reale quella rappresentata da Scaletti che ha generato liti e polemiche all’interno del partito con il candidato alle primarie Simone Regazzoni che ha etichettato come dinosauri i rappresentanti che in questi mesi hanno lavorato nell’ombra -lui li ha chiamati “salotti-caminetti”- nel tentativo di far rimangiare a Terrile la promessa e di impedire al popfilosofo di gareggiare. Naturalmente la contraerea di Regazzoni non si è fatta attendere. Il professore a contratto dell’Università di Pavia ha postato una lunga replica sulla sua bacheca social “Se queste sono davvero le manovre del Pd genovese, ordite dai soliti dinosauri, per non farmi fare le primarie significa che non abbiamo imparato nessuna lezione politica a Genova”. Al riguardo osserva ancora l’estensore dell’articolo su Liguria Business Journal “Un altro motivo per evitare le primarie potrebbe essere costituto dalla presenza di Simone Regazzoni. Quarantunenne, genovese, professore a contratto di Estetica all’Università di Pavia, già membro della Commissione dei garanti, renziano convinto, anzi “nuovo renziano”, cioè, secondo il termine adottato dai media, appartenente al gruppo dei più decisi nel chiedere il rinnovamento del partito, Regazzoni si è candidato da sé, criticando fortemente la giunta Doria e la conduzione del partito. Nessuno poteva impedirglielo e lui lo ha fatto. E ora sta raccogliendo adesioni tra i circoli del partito e anche nell’opinione pubblica. È difficile valutare il suo seguito, attuale e potenziale, ma quello che probabilmente disturba l’establishment del Pd genovese non sono al momento le sue chance di vittoria ma gli argomenti della sua campagna elettorale, sui cui gli altri candidati sarebbero obbligati a confrontarsi. Sono argomenti con cui il Pd e la sinistra non si trovano a loro agio. Perché Regazzoni, che ora parla anche di welfare cittadino e di lavoro, ha lanciato la sua campagna elettorale sulle questioni della sicurezza, della politica di accoglienza dei migranti e del decoro urbano. Questioni su cui tradizionalmente picchia la destra ma che stanno a cuore agli elettori tanto di destra quanto di sinistra, specialmente a quelli che non risiedono a Castelletto o a Carignano – dove vive la borghesia genovese tollerante e riflessiva, facile da incontrare da Feltrinelli, e si incontrano pochissimi migranti – ma vivono nel centro storico, al Campasso e a Sampierdarena in generale, a Cornigliano. Lì l’elettorato è meno riflessivo, forse perché i problemi sono più urgenti”. La quadra del cerchio vedrebbe infine la nomina di Massimiliano Morettini, candidato di Burlando, alla segreteria Regionale al posto del commissario David Ermini. C’è ancora un problema e non di secondaria importanza perché per scongiurare l’ipotesi delle primarie l’assemblea provinciale del Pd dovrebbe assegnare al candidato, in questo caso Lorenzo Cuocolo, i tre quinti dei propri voti. Una rappresentatività non facile da raggiungere anche perché il partito è già diviso fra renziani e minoranza. Burlando e Pinotti si troverebbero infatti a dover fare i conti anche con il consigliere regionale Pippo Rossetti. Spiega ancora Scaletti “Rossetti sembra non abbia nessuna ambizione di diventare sindaco di Genova, né di essere il prossimo segretario regionale del Pd. Gli andrebbe bene un posto in Parlamento. Un’aspirazione che richiede cautela nel trattare con le varie componenti del partito. Specialmente in questi giorni di grave incertezza: il referendum incombe e l’esito è imprevedibile”
Inoltre sembrerebbe che l’ex assessore al bilancio della giunta Burlando abbia chiesto garanzie proprio in vista delle politiche del 2018. E, dal punto di vista della mera convenienza, una eventuale gara con Regazzoni per un posto in parlamento non lo troverebbe certamente entusiasta. Tanto che proprio in quel varco si è inserito trattando il popfilosofo, dopo il patto del Karaoke, nato nel ritorno in treno al termine della giornata romana per il si, con un riavvicinamento al consigliere comunale Cristina Lodi che fa riferimento proprio a Rossetti. L’ultima variabile e’ costituita, come dicevo, dal risultato del referendum. Perché, ove, come è probabile, avesse la meglio il no, anche i renziani genovesi si troverebbero in fuori gioco. A quel punto riprenderebbe respiro il progetto della minoranza, con in testa Terrile alleatosi con Giovanni Lunardon e il deputato dem Lorenzo Basso, e, alle spalle il parlamentare Mario Tullo e il sempreverde Mario Margini. A quel punto due sarebbero le possibili candidature. O Tullo che dovrebbe rinunciare alle ambizioni di una terza candidatura a Montecitorio, oppure il presidente della Fondazione di Palazzo Ducale Luca Borzani, che fra l’altro, non avendo la tessera del Pd sarebbe gradito anche ad una coalizione di sinistra. Quest’ultimo ha già dichiarato, comunque, di non aver alcun interesse a succedere all’amico Marco Doria, a cui deve, fra l’altro, la posizione ai vertici della fondazione culturale. Per smuoverlo occorrerebbe,  probabilmente, un passo indietro di Doria, che al momento stenta a venire, e una richiesta unitaria da parte della coalizione di centro sinistra. Si tratterà comunque di attendere ancora qualche giorno. Sempreche’ la visita di Matteo Renzi non scompigli ulteriormente le carte. Intanto Tiziana Notarnicola, delegata nazionale Ncd, schierata per il sì al referendum ha iniziato a fare propaganda sulla sua pagina facebook per l’appuntamento di mercoledì prossimo
cuocolo manifesto
“Cari ragazzi , care ragazze , desidero invitarvi mercoledì 30 novembre al ristorante Nabù ( Fiera di Genova) dalle ore 18. Si parlerà di Riforma Costituzionale! Saranno presenti il prof. Cuocolo e il prof. Munari,  due professori Universitari di Diritto, il dott. Alessandro Garrone , importante imprenditore di Genova ed il ministro Pinotti! Al termine verrà offerto un apericena .Vi aspettiamo!”.
Insomma una platea di  giovani per suggellare un patto fra vecchie conoscenze del Pd. Con buona pace del quarantunenne Regazzoni che, al pari del rottamatore presidente del consiglio, da tempo invoca un rinnovamento pena la sconfitta elettorale nelle prossime amministrative.
Sull’altro fronte, dall’altra parte della barricata, come se si trattasse della pena del contrappasso, la parola primarie, che sino a qualche tempo fa veniva vissuta come un blasfemia, ricomincia a farsi strada. Ne aveva parlato appena qualche giorno fa Giorgi Meloni, rilanciandole nel corso dell’incontro al Teatro della Gioventù, per investire il capo dell’opposizione di centro destra? Le  rincorre da tempo con i suoi post, dopo il tradimento di Stefano Parisi, Andrea Cevasco, un attento osservatore delle aspirazioni della coalizione che in Liguria fa riferimento a Giovanni Toti. In epoca non sospetta Cevasco aveva scritto “

In assenza di un candidato condiviso dai partiti facenti parte della coalizione, per me le Primarie sono un’ottimo strumento di scelta. Sono sempre stato favorevole e sono perchè si facciano anche per la scelta del futuro Sindaco di Genova”. Anche perché il tema delle primarie nel frattempo ha ripreso quota anche a livello nazionale. I quotidiani Il Tempo e Libero hanno lanciato un sondaggio fra i loro lettori. Ne dava notizia sempre Cevasco a rafforzare la sua tesi “Primarie ONLINE CDX. Finora sono state solo un’illusione. Presto potrebbero diventare realtà. Nell’attesa Il Tempo e Libero hanno deciso di aprire le votazioni on line per permettere agli elettori del centrodestra di esprimere le loro preferenze. Dodici nomi tra i quali scegliere: Silvio Berlusconi, la figlia Marina, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Angelino Alfano, Stefano Parisi, Giovanni Toti, Raffaele Fitto, Mara Carfagna, Gianfranco Rotondi, Giulio Tremonti e Flavio Briatore. Votate!” Con risposte scettiche. Una per tutte quelle di Monica Magnani, figlia di Rinaldo, ex socialista, ex presidente della Regione, poi confluito in forza Italia “Tutti morti di fame, rappresentanti del popolo 😂😂Facciamo come nei concorsi? Partito azienda? Un tot di crediti sul passato. Curriculum , elezioni vinte, enti amministrati…cose già fatte da buon cittadino per il bene pubblico ( case, opere carità, istruzione…) “. Un casting, insomma, proprio come ha fatto l’Inter per trovare il nuovo allenatore. Comunque al di là dei risultati del sondaggio de Il Tempo e di Libero resteranno, probabilmente,  un sogno nel cassetto. Ieri sera Berlusconi, presidente di Forza Italia che per le primarie ha sempre dimostrato una speciale idiosincrasia era nel salotto di Porta a Porta, intervistato da Bruno Vespa.

berlusconi-2
Ne dava notizia anche Luciano Borneto da sempre sostenitore del Cavaliere “Stasera a #PortaaPorta torna il Cavaliere. Tanto per rinfrescare la memoria a qualcuno che non ha capito che senza di lui non sarebbe nessuno …”
berlusconi
Post che ha dato inizio ad una querelle a suon di contumelie fra l’autore e Cevasco che chiedeva chi avesse bisogno di rinfrescarsi la memoria. Tanto che per riportare la calma interveniva anche Monica Magnani “Non ci provo neppure …ma tutto questo nervosismo non aiuta!!! La forza italia che funzionava era quella che includeva e includendo non solo c’era spazio, ma bisogno di pluralità che garantiva anche la rappresentanza di tutti. Lo vorrei ricordare anche a me stessa, dai vertici alla base”. Ed Olga Ranieri che cercava di riportare la discussione sui giusti binari “sembrate due bimbi dell’asilo, l’importante i risultati, nelle discussioni ci vuole, bianco grigio e nero”. E Cevasco – un provocatore che semina zizzania, così lo aveva descritto Borneto – riprendeva a sognare, dopo il bagno di folla del Teatro della Gioventù’ ” Recuperata l’unione dei partiti di cdx a Genova bisogna lavorare per recuperare gli elettori”. E ancora “Sogno nel cassetto? Non mi interessa vincere il prossimo derby della Lanterna o far vincere il NO al referendum costituzionale. Il massimo per me, sarebbe riuscire a far cambiare colore politico alla mia città Genova. Per me, a differenza che per altri, è un punto d’orgoglio sapere che in futuro a Genova si potrà restare, vivere e lavorare. A differenza di oggi !!! E per fare ciò, sono pronto a impegnarmi per rimediare ai danni fatti in questi cinque anni da Doria. Non sarà facile”. Per finire “Pensare al bene della nostra povera Genova prima che ad interessi di schieramento può essere un “sogno” in cui tanti si riconoscerebbero. Ma è un sentiero strettissimo, perché si deve attrarre simpatie di cittadini non politicamente ortodossi a uno schieramento, senza confliggere con Toti, FdI e la Lega”. Con il brusco risveglio della quotidianità. Rosanna De Luca “Mission impossible. Purtroppo la popolarità non basta. Ma se si trovasse un personaggio sopra le parti, competente, colto, intelligente e popolare sai tu che scatenamento di invidie???”. Bentornati a Genova, città del perenne maniman, che non si addice alle primarie e alle coscienze libere. Francesco Gastaldi, professore universitario e osservatore di politica locale annotava proprio ieri”Quelli de PD dicono che sono di centrodestra, queli di centrodestra dicono che sono grillino, i grillini dicono che sono del PD, vuol dire che ragiono con la mia testa!!!”
Max Turbatore

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: