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Fra il 2010 e il 2016 le tariffe di rifiuti (+29%) e acqua (+39%) corrono più dei prezzi (+9%). Genova più cara del 50% della media nazionale

Presentato oggi alla Camera di Commercio il rapporto dell’osservatorio tariffe della Liguria su rifiuti urbani e servizio idrico nel 2016 per imprese e famiglie

I capoluoghi liguri fra i più esosi per le imprese: a Genova si spende il 50% in più della media nazionale

 

Il rapporto 2016 su rifiuti urbani e acqua potabile dell’Osservatorio tariffe per la Liguria, realizzato da REF Ricerche per conto della Camera di Commercio di Genova e presentato oggi dal segretario generale della Camera Maurizio Caviglia con Fulvio Bersanetti di REF, conferma anche quest’anno un quadro sconfortante, soprattutto per quanto riguarda le imprese e in particolare per i ristoranti: Genova, Savona, Imperia e La Spezia si confermano tra le città più onerose per il costo dei servizi pubblici locali.

Genova, in particolare, resta fra i comuni più “esosi” quando si tratta di far pagare il conto di acqua e rifiuti alle imprese: in media, le piccole e medie imprese del capoluogo spendono per questi consumi il 50% in più del dato nazionale.

Il caro-tariffe non è certo una novità per la nostra regione: negli ultimi 6 anni, fra il 2010 e il 2016, mentre l’inflazione cresceva del 9% le tariffe dei servizi locali correvano ben di più, del 29% per i rifiuti e del 39% per l’acqua.

I rifiuti solidi urbani

I quattro capoluoghi della Liguria sono tutti nella parte alta della classifica delle città più care d’Italia per lo smaltimento rifiuti. Uno dei dati più eclatanti è senz’altro quello della Tari per i ristoranti: a Genova, il conto annuale è di 7.390,00 euro, contro i 5.200,00 euro della media nazionale, dato che colloca il capoluogo ligure al quarto posto in Italia dopo Venezia, Roma e Napoli.

Bolletta dei rifiuti salata per la ristorazione anche in altri Comuni della provincia: 5.970,00 euro a Santa Margherita, 5.430,00 ad Arenzano, 4.930,00 a Cogoleto e 4.900,00 a Casarza Ligure. Il conto si fa più leggero a Rapallo (2.370,00), Sestri Levante (2.200,00) e Cogorno (1.980,00).

Tariffe alte ma comunque inferiori a Genova negli altri capoluoghi della regione, dove i ristoratori pagano in media 4.420,00 euro a Imperia, 4.340,00 a Savona e 4.260,00 a La Spezia.

Passando ad esaminare le tariffe dei rifiuti per le altre tipologie di imprese, il punto dolente è la grande variabilità fra impresa e impresa e tra comune e comune: a parità di consumi, per un albergo si passa dai 5.049,00 euro/anno di Imperia ai 10.291,00 euro/anno di La Spezia, mentre per l’industria alimentare il dato massimo è quello de La Spezia con 25.940,00 euro/anno e il minimo quello di Imperia, con 11.246,00 euro/anno.  Variazioni più contenute per i parrucchieri, che spendono in media 548,00 euro/anno a Savona e 727,00 euro/anno a La Spezia.

Bollette così alte e così variabili non sono giustificate dalla qualità del servizio:  la raccolta differenziata migliora rispetto all’anno scorso, raggiungendo in media una percentuale del 35%, ma resta la più bassa del Nord Italia, 10 punti sotto il dato nazionale del 45% e a più di 30 punti di distanza dalle eccellenze di Veneto e Trentino Alto Adige.

 

 

Acqua potabile

 

La situazione non migliora per quanto riguarda il servizio idrico, con una regione spaccata in due sia dal punto di vista dei costi che da quello della gestione delle tariffe.

La bolletta dell’acqua delle famiglie genovesi e spezzine resta più alta della media nazionale, anche se Genova e La Spezia hanno avviato un percorso di ammodernamento della rete e adottano i criteri tariffari previsti dall’autorità nazionale (AEEGSI, Autorità per l’Energia Elettrica il Gas ed il Servizio Idrico). A Imperia e Savona, invece, la bolletta è inferiore alla media nazionale ma il processo di adeguamento deve ancora partire e la competenza spetta ancora ai Comuni.

 

Resta alto in Liguria anche il divario tra spesa minima e spesa massima per ciascuna tipologia d’impresa: in particolare nel caso dell’albergo, che a parità di consumi può spendere da 4.260,00 a 39.970,00 euro a seconda del comune di appartenenza, e del ristorante, che può spendere da 997,00 a 8.237,00. Anche nel caso dell’acqua potabile, quindi, i ristoratori genovesi si confermano i più tartassati.

 

Dal punto di vista delle infrastrutture, l’analisi ribadisce la necessità di un piano di investimenti per migliorarle che preveda una spesa di almeno 90 euro anno per abitante. Il piano da 200 milioni di investimenti programmato dagli operatori fra il 2016 2019 è un buon inizio, ma per ora prevede una quota pro-capite intorno ai 50 euro.

 

Il portale

 

L’analisi è stata effettuata grazie al portale TASP (Tariffe Servizi Pubblici), realizzato a partire dai dati prodotti dall’osservatorio, grazie al quale un’impresa può calcolare facilmente il costo della bolletta per acqua e rifiuti nel proprio comune di appartenenza, confrontarlo con quello degli altri comuni limitrofi e orientare meglio le proprie scelte.

 

Il portale è liberamente consultabile all’indirizzo web: http://liguria.repertoriotariffe.it

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