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L’INCHIESTA – Ordinanza Movida, i locali corretti muoiono e gli abitanti continuano a non dormire. Ecco perché

L’ordinanza “anti movida” sta mettendo in ginocchio i locali corretti, quelli che, pur criticandola e chiedendone la modifica, la rispettano, ma gli abitanti continuano a non dormire anche molte ore dopo l’orario di chiusura imposto dal Sindaco. Perché? Fondamentalmente perché il chiasso e i locali non sono sempre direttamente connessi. Succede, ad esempio, che in salita Pollaiuoli il rumore prosegua fino alle prime ore della mattina e che venga dal dehors del Caffè degli Specchi, che però chiude alle 21. Il dehors viene infatti colonizzato da ragazzi che le bottiglie se le portano da casa. Capannelli si formano anche in via e piazza San Donato e in piazza San Bernardo anche dopo la chiusura dei locali e anche in questo caso restano a far baccano fino alle prime ore del mattino seguente. Dagli abitanti le cui finestre si affacciano su piazza San Bernardo ci è arrivata anche la denuncia di un locale che a loro dire non rispetterebbe gli orari. Abbiamo, per questo, deciso di documentare la situazione con un video. Ad aiutarci a raccontare come stiano veramente le cose è l’orologio della piazza che segnala come il locale in questione in effetti non venga chiuso all’orario indicato e come la saracinesca ieri sera (cioè stamattina, tra venerdì 18 e sabato 19 novembre) sia stata definitivamente abbassata solo alle 4.10. Il provvedimento del Sindaco prevede che la chiusura avvenga il venerdì e il sabato sera alle 2 e nel resto della settimana all’1. Questo locale, uno di quelli più antichi della movida alla genovese, alcune sere, quelle di minore affluenza dei ragazzi (come la domenica, il lunedì e il martedì), non apre nemmeno e, quando apre, spesso lo fa solo dopo le 22. In sostanza, apre davvero solo per la movida mentre molti altri sono aperti già dalla mattina, per le colazioni.
Guardando il filmato prestate particolare attenzione all’orologio.


Come è documentato dal fermo immagine qui sotto, in piazza San Bernardo si fermano spesso ragazzi fino a tardi e alcuni hanno in mano anche bottiglie di vetro.

birra
Uno dei giovani che ieri notte nella piazza si sono fermati fino al mattino, come si vede nel filmato, esce dal locale e si ferma lì a fare baccano con gli altri, impedendo agli abitanti (tra questi ci sono bambini, malati, anziani, persone che la mattina dopo devono andare a lavorare presto) di dormire almeno fino alle 4. A pochi metri di distanza ci sono locali corretti che devono smettere di lavorare.
I titolari dei market (obbligati a chiudere alle 21), sono stati messi dall’ordinanza nelle condizioni di non nuocere, tanto che i proprietari bengalesi ora stanno acquisendo licenze di pubblici esercizi messe sul mercato dai titolari italiani che non reggono all’impatto del provvedimento del sindaco e scappano per salvare il salvabile. Di problemi da risolvere, però, ce ne sono ancora molti e, così com’è strutturata, l’ordinanza non sembra in grado di sistemare le cose, almeno non senza controlli che si spingano fino al mattino. I pubblici esercizi, sono divisi in due “categorie”: quelli corretti che subiscono l’ordinanza e anche in questo caso rispettano le regole dalle quali vengono messi economicamente in ginocchio) e quelli che se ne fregano. C’è chi chiude all’orario stabilito e riapre dopo poco (perché uno degli errori dell’ordinanza è quello di non stabilire quando si può riaprire) magari servendo alcolici tutta la notte anche in barba al codice della strada che prescrive che la somministrazione termini alle 3, chi continua a servire alzando e abbassando la saracinesca, chi fa finta di fare le pulizie e lo fa per un paio d’ore, ma in realtà resta aperto. Sono questi i più grandi nemici dei colleghi rispettosi dell’ordinanza e del territorio e allo stesso tempo degli abitanti, quelli per i quali la stanno pagando tutti. Ma, siccome i controlli si esauriscono poco dopo le 2 (perché gli agenti di polizia municipale lasciano il territorio verso le 2,30 per tornare a Bolzaneto, sede del Reparto Commercio, per verbalizzare le sanzioni comminate), dopo quell’ora il centro storico diventa davvero terra di nessuno, in cui i furbetti (tra cui anche un circolo teoricamente senza somministrazione che tutte le sere non chiude prima delle 5 facendo musica ad alto volume) possono fare quel che vogliono senza nemmeno rischiare la multa. In sostanza, per come viene gestita, l’ordinanza danneggia solo chi la rispetta.

Ieri sera, durante l’orario di apertura dei locali, si è registrato anche un controllo dei carabinieri in divisa. La sera prima c’era la Finanza in borghese insieme agli agenti di polizia municipale del commercio, ma titolari dei locali e abitanti (stavolta con una sola voce) chiedono controlli che funzionino anche come deterrente per comportamenti scorretti, spaccio e borseggi. Ieri la “ronda” dei carabinieri ha sortito gli effetti sperati, a testimonianza che la richiesta di un controllo delle forze di polizia durante gli orari di maggiore afflusso, espressa dalle due diverse petizioni consegnate al Sindaco, era azzeccata. Nella foto sotto un momento dei controlli di ieri sera in via San Bernardo.

controlli-dei-cc-nella-movida
Manca ora il duplice controllo (annonario e di polizia) dopo l’orario canonico, quando lo spaccio continua a impazzare (ultimamente si è esteso a vico Dietro il coro di San Cosimo e carruggi limitrofi), i locali “furbetti” continuano a stare aperti e i ragazzi che le bottiglie se le portano da casa continuano a fare baccano, anche fino alle 5 del mattino.

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