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Case di tolleranza a Marassi e San Fruttuoso chiuse dai carabinieri. Ecco dove erano – LE FOTO

Si chiama Alberto Bergamo ed è stato arrestato dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “regina di cuori bis” perché ha organizzato case di tolleranza scoperte dai militari a Marassi e San Fruttuoso. Ecco dove erano

 

(Le attività commerciali che si vedono nelle foto sono totalmente estranee alla vicenda. Vengono mostrati gli edifici in cui erano state allestite le case d’appuntamento)

Arrestato dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Genova San Martino in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Genova e conseguente alle risultanze investigative di una complessa attività di indagine iniziata nel marzo del 2016, il pregiudicato 52 enne genovese Alberto Bergamo, ritenuto responsabile di aver organizzato, nel quartieri genovesi di Marassi e San Fruttuoso, diverse “case di prostituzione” utilizzate da alcune meretrici di origine centro-americana.

Le indagini condotte dagli investigatori traevano origine da una serie di esposti pervenuti presso la Compagnia Carabinieri di Genova San Martino segnalanti la presenza di prostitute all’’interno di appartamenti individuati in corso Sardegna, corso De Stefanis, via Cagliari e piazza del Canto.

L’attività investigativa, condotta preliminarmente attraverso il monitoraggio degli annunci pubblicati su siti di incontri specializzati e quindi con il ricorso a servizi di appostamento e pedinamento, intercettazioni telefoniche ed ambientali, permetteva di ricostruire dettagliatamente l’’attività del Bergamo (conosciuto nel particolare ambiente con il diminutivo di Alby) che, dopo aver preso in affitto i 4 appartamenti ammobiliati, con canoni di locazione oscillanti tra i 500 ed i 1000 euro mensili a sua volta vi alloggiava all’ interno, subaffittandoli”di fatto, altrettante prostitute che vi esercitavano il meretricio. Queste ultime (che restavano nei citati appartamenti per periodi variabili tra i 4 ed i 15 giorni e quindi ruotavano tra le varie case di prostituzione”), pagavano a loro volta per i periodi di occupazione degli stessi cifre variabili, alla settimana, oscillanti tra i 200 ed i 500 euro mediante versamenti anticipati su una carta postpay in uso all’uomo.

Bergamo inoltre si occupava direttamente delle incombenze inerenti la gestione degli alloggi, come la riparazione o sostituzione degli elettrodomestici ivi presenti oppure forniva appoggio logistico alle varie prostitute fornendo loro indicazioni in ordine ai percorsi per raggiungere gli alloggi, ovvero prelevandole direttamente alla stazione ferroviaria. Si preoccupava soprattutto di gestire l’attività diretta a pubblicizzare le ragazze e le loro prestazioni sessuali fornite sul sito di incontri.

Nel corso dell’intera attività i carabinieri del Nucleo Operativo hanno proceduto quindi anche al sequestro preventivo di tutti gli immobili utilizzati come case di prostituzione ed identificato 5 prostitute provenienti da Santo Domingo.

Alberto Bergamo, dopo l’esecuzione della misura cautelare, è stato sottoposto al regime di detenzione degli arresti domiciliari.

 

 

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