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Siete felici, vi dirò la verità

Stufo dell’irrealtà della politica, o dalla realtà farsesca in cui l’autoesiliato deputato europeo Sergio Cofferati, detto il cinese, scende in campo per sostenere la candidatura di Doria, sindaco sull’astronave, ma con i piedi per terra se si tratta di tutelare la progenie, viro con piacere sul surreale che mi suggeriscono certi coccolati amici di social attraverso i loro post. Intanto, però non posso prescindere dal prof. Francesco Gastaldi, fresco come un’acciuga in carpione da Pausa Caffè, che mi sostiene nelle mie irriverenze politiche e asserisce sulla sua bacheca “Ma davvero ieri sera a Primocanale, Sergio Cofferati ha detto che lui sarebbe per una ricandidatura di Doria? Che politico illuminato e lungimirante!!!”. Ecco dicevo, stufo dell’irrealtà della politica, che come sempre riesce a superare i confini del fantastico, vorrei parlarvi di un altro personaggio social. Di quel Giovanni Giaccone, lucidissimo commentatore storico dell’appetizer, che da sempre mi stravolge con le sue criptiche citazioni buone per ogni interpretazione, più o meno come il libro delle risposte di Carol Bolt, che funziona così “Questo libro è un vero oracolo che, come per magia, ti rivelerà la risposta a tutte le domande sulla vita, l’amore e il futuro che ti aspetta. Ecco come:  1)Tieni il libro chiuso tra le mani. 2) Fai una domanda precisa. 3) Lascia scorrere le pagine fra le dita e quando “senti” che è il momento giusto, apri il libro: la tua risposta è lì. È tutto così facile, ma soprattutto, funziona! Ecco perché Il Libro delle Risposte è un clamoroso fenomeno di costume. Giova o Jack – come lo chiamano i suoi ammiratori e adepti, perennemente sospesi fra spirito alcolico ed elucubrazione artistica – esausto dopo aver lanciato un post generazional-professional-sindacal che gettava qualche macchia oscura sulla limpidezza dell’informazione alla partenza della campagna elettorale, ricevendo centinaia di commenti di colleghi e non colleghi, coscienziosi, superficiali, senza coscienza, superficialmente coscienti, coscientemente superficiali, superficialmente coscienziosi, coscientemente senza coscienza, inconsciamente e incoscientemente superficiali e via dicendo, le variabili potrebbero essere infinite, Jack dicevo,,ha deciso di cambiare registro, o forse di virare sull’etereo e proseguire la sua querelle. Tanto come accade spesso via social, gli imputati o i presunti tali, in contumacia, avevano tranquillamente e indefessamente proseguito la loro attività. Il peggior sordo è quello che non vuole sentire. E dunque, fate un po’ voi, criptico il Giaccone, sventuratamente rispose “Andiamo dalle persone felici a dirgli la verità. (cit.)” che sembrerebbe l’ideale proponimento conclusivo di una diatriba sviluppata a monte, le cui conclusioni sono rimaste a mezz’aria e ognuno parrebbe essere tuttora prigioniero del suo punto di vista originario. E invece quello del Giova è pensiero autonomo che, naturalmente,  nella sua incompiutezza genera reazioni tipo, citazione per citazione, continuiamo così, facciamoci del male.
Appunto aggiungendo verità per verità, e assoggettati a continuiamo così, facciamoci del male,  c’è’ il post di Filippo Paganini, presidente dell’ordine dei giornalisti liguri e di Acab (Alle cinque al Bar) che ha lasciato da parte la querelle sindacal-generazional-professional per approcciare il problema generale nazionale”Mi è capitato di leggere sul Gazzettino di Venezia un articolo sulla trasmissione dedicata ai “rich kids” italiani. Quasi tutti veneti. C’è’ il figlio dell’industriale padovano Franceschi del quale mi dichiaro infatuato. Ha 21 anni. Per la titanica impresa di essersi laureato in due anni e mezzo anziché tre ha avuto in regalo dal papi una Maserati Ghibli che ha fatto ricoprire in velluto nero liscio, un suo vezzo. Fa pendant con l’auto avuta in dono per il primo esame passato nel corso di studio: una Ferrari. Al polso esibisce con vanto un Tudor: non basta la liquidazione di un professore di scuola per comperarlo. Vive in una villa a Trebaseleghe nella campagna patavina, ma si annoia. Così ha anche una casuccia a Milano. Il bimbo per raggiungerla e per tutti i suoi spostamenti, malgrado la disponibilità delle due utilitarie, usa l’elicottero. Apprezzabile anche Giovanni Santoro, 26 anni, che la Bently l’ha voluta tinta in oro per non confonderla con la Ferrari e vive da solo, poveretto non trova l’anima gemella, in un “monolocale” a Notting Hill a Londra, quartiere notoriamente abitato dalla working class e dai londoners commuters. Usa dire un simpatico collega pisano: in culo a poveri e comunisti…Sull’altra rete il viceministro dell’economia spiegava che non si possono alzare le pensioni minime. Al massimo si possono rivestire di velluto nero liscio”.
Eccolo lì il paese in bilico tra surreale e realtà. Paganini che è un signor giornalista, ancorché come il sottoscritto in pensione, adesca sapientemente con il gossip, flirta con quella mania tipica del momento di anestetizzarci con le belle storie, anche se un po’ cafonal, poi vira di colpo sul gergo e sulla cruda realtà.
Un altro collega, Mauro Boccaccio, ex capo ufficio stampa in Regione, pure lui pensionato, satireggia sulla crisi di Ericsson con le sue “Le Moleskine “Senza parole.

A Genova i telefonini non allungano la vita. Licenziano centinaia di lavoratori”. Che riporta prepotentemente alle due facce del paese, in cui, forse, per continuare ad essere felici  basta internet ad edulcorarci quella realtà che ostinatamente non si vuole guardare in faccia. E continuiamo così…. A seguire il post di un altro mio amico Facebook, Max Morales, osservato speciale, forse per affinità di nome, che lascia da parte l’illusorio intrattenimento televisivo per l’approfondimento “Ieri sera ho visto la prima parte del programma di Iacona sul tema delle pensioni. La mia riflessione è che non ci possiamo arrendere, ma il terreno da cui partiamo è più che drammatico. Ci vogliono scelte forti e coraggiose nell’interesse della maggioranza, non si può essere amici di tutti, neanche per ragioni elettorali. Per una volta è assolutamente necessario definire politiche in grado di dare un futuro al sistema pensionistico ed evitare di preoccuparsi di chi potrebbe arrabbiarsi per questo. Ritengo che sia incredibile che non sia in corso una guerra civile, è un vero miracolo. Questo tema deve essere alla base dell’agenda politica di un centro sinistra serio e da questo si devono risolvere gli altri: occupazione, fiscalità, welfare state, corruzione e tutto il resto. Altro che referendum…”.  Come se referendum e Italicum improvvisamente avessero la funzione del panem et circenses. E a pietra tombale il cammeo del mio amico ed assessore al traffico Arcangelo Merella. Divento’ ingiustamente famoso per le merellate, in epoca in cui già Antonio Cassano faceva del suo meglio, ma oggi raffrontato alle giovani leve politiche lui pare uno statista “350 persone hanno perso, stanno perdendo, perderanno il lavoro in questi giorni, nella nostra Città e nella nostra Regione. In altri tempi gli Amministratori e i politici avrebbero dato l’assalto al Governo,magari facendo la figura di quelli che sono sempre con il cappello in mano, ma almeno “correndo il rischio” di portare a casa qualche risultato. Che di fronte alla crisi di Piaggio, Eriksson, Bombardier e Hanjin vi siano atteggiamenti e risposte rituali mi sconvolge. Spero che sottotraccia qualcuno stia lavorando per evitare una simile nuova catastrofe. Mi auguro che i silenti parlamentari e gli autorevoli ministri liguri abbandonino per qualche minuto i loro ( legittimi) interessi e si dedichino alla loro Regione cui sono tributari per quanto hanno avuto. E’ ora che qualcuno pensi a chi non ha garanzie invece di correre sempre dietro a chi non vuol perdere un solo pezzettino di privilegio (naturalmente a danno della collettività)”. Allora, proprio a concludere, citazione da usare in alternativa, scegliete un po’ voi, oppure, che neppure sarebbe male, da concatenare strettamente ad evidenziarne l’effetto. Perciò  : Andiamo dalle persone felici a dirgli la verità e continuiamo così, facciamoci del male. Accludendo le istruzioni per l’uso 1)Tieni il libro chiuso tra le mani. 2) Fai una domanda precisa. 3) Lascia scorrere le pagine fra le dita e quando “senti” che è il momento giusto, apri il libro: la tua risposta è lì. È tutto così facile, ma soprattutto funziona! Sempreche i nostri politici siano in grado di risalire alla domanda e pur felici, decidano una volta per tutte di dire la verità.

Il Max Turbatore
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