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La Festa dell’Unità chiude la somministrazione all’orario dei locali. Polemiche per la “kermesse blindata”

I ristoranti della Ripa Maris “murati” alla vista dei turisti e raggiungibili con difficoltà, soprattutto dalle persone diversamente abili. Il segretario Pd Terrile promette di analizzare la situazione e di vedere se si può mettere un rimedio anche “in corsa” – IL VIDEO – LE FOTO

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Mai più birra e cocktail dopo l’orario stabilito dall’ordinanza del Sindaco dedicata alla movida alla festa dell’Unità. Lo assicura il segretario provinciale del Pd Alessandro Terrile che dopo la nostra denuncia sulla vendita oltre l’orario deciso da Marco Doria e addirittura dopo l’orario previsto dalla legge nazionale, il Codice della strada, che vieta gli alcolici dalle tre di notte. GenovaQuotidiana aveva raccolto la segnalazione dei titolari dei pubblici esercizi che aderiscono ai Civ della zona che devono sottostare, appunto, alla tanto discussa ordinanza e che avevano visto l’apertura del chiosco fin quasi alle 4 del mattino come a una beffa oltre al danno delle chiusure anticipate a loro imposte. Il presidente di Fepag Ascom e vice presidente di Ascom Confcommercio Genova, Alessandro Cavo,  commentava ieri pomeriggio: <È evidente che si sta creando una zona franca fra Varco Quadrio e Caricamento> non volendo dimenticare che già dall’ordinanza sono esclusi i locali dell’Expo oltre che, incomprensibilmente, i chioschi davanti all’area, vicino a Palazzo San Giorgio. I Giovani Democratici hanno pubblicato all’una di stanotte un messaggio sulla loro pagina Facebook.

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Ciò che è successo ieri sera, per il quale siamo stati giustamente ripresi è stato un errore di valutazione per il quale chiediamo scusa e siamo molto dispiaciuti. Ciò che ci preme sottolineare è il fatto che in nessun modo volevamo danneggiare i commercianti della zona; pertanto nonostante il nostro spazio rientri nella zona del Porto Antico abbiamo deciso di applicare gli orari di vendita indicati dall’ordinanza sulla movida. Perciò da lunedì a domenica saremo aperti fino all’una e nel weekend fino alle due.

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Già ieri mattina l’assessore al commercio Emanuele Piazza, Pd,  diceva che non era opportuno “forzare” l’orario e che quanto era accaduto non doveva ripetersi. Ieri pomeriggio il segretario Terrile, insieme all’organizzatore Giorgio Ravera e alla persona che si occupa degli approvvigionamenti, Michele Latorre, aveva convocato i Giovani Democratici che l’altra sera si sono lasciati andare a un orario davvero troppo lungo chiarendo che la cosa non doveva più accadere. Il Pd ha appoggiato continuamente l’ordinanza della giunta che sostiene per tentare di limitare i disagi collegati alla movida e nemmeno per errore può permettersi di lanciare un messaggio contrario. Così ha convinto i più giovani sostenitori del partito a fare rispettare non solo la legge nazionale, ma anche il “Piano Doria”, nonostante lo stand sia sistemato in aree Expo, quindi non soggetto all’ordinanza del Sindaco.

Risolta la questione alcol, resta quella degli spazi. Anche dell’assedio ai pubblici esercizi della piazza si era lamentata Marina Porotto che, oltre ha essere la portavoce della consulta Civ e la portavoce dei Civ del centro storico, è anche la vice presidente di Fepag, la federazione dei pubblici esercizi di Ascom Confcommercio. Siamo andati a vedere e abbiamo scoperto che la Festa dell’Unità è quest’anno circondata nella parte più a ovest da una griglia.

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I tre ristoranti della piazza risultano completamente isolati da quella e dalle altre griglie, a Levante, quelle che proteggono l’impianto del gas che quest’anno s’è sentito il bisogno di proteggere con un’enorme incastellatura che impedisce l’accesso ai ristoranti e costringe a passare per la Festa. I tre pubblici esercizi “spariscono”, coperti da quella struttura, dai chioschi della Festa dell’Unità che anno loro “le spalle”, isolati dalla griglia che servirebbe secondo alcuni a impedire che certe cattive frequentazioni della piazza si possano intrufolare a rubare nelle borse come è successo lo scorso anno, secondo altri (compreso Terrile) a imporre il pagamento di una consumazione obbligatoria per l’ingresso nella vasta area assegnata a un’associazione-scuola di ballo-locale durante le esibizioni.  Solo che la griglia impedisce di fatto che la gente dalla piazza arrivi ai ristoranti lasciati alle spalle della kermesse di giorno e di sera ghettizzando e danneggiando, di fatto, le attività che lì il dehors lo pagano tutto l’anno, che tutto l’anno sono alle prese con le cattive frequentazioni di Sottoripa e che oggi sono “chiuse tra quelle, le griglie, la palizzata dei chioschi della Festa dell’Unità, la griglia dell’impianto del gas e le barriere architettoniche rappresentate dai chioschi della Ripa.

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Difficile che i turisti le vedano e ci arrivino. Chi invece le cerca perché è cliente e ha deciso di raggiungerle non potendo affrontare gli scalini da Sottoripa (anziani, disabili, famiglie con bimbi piccoli e passeggini), si trova a dover percorrere, per raggiungere i dehors, uno stretto budello lasciato libero, bontà loro, dai progettisti del Pd e dagli uffici comunali che hanno approvato il progetto, un viottolo largo, in certi punti, non più di 70 centimetri, difficilmente affrontabile con un bimbo in carrozzella e impossibile da imboccare per la carrozzina di un disabile. I viali interni della Festa sono spaziosi e non sarebbe un gran male se chi ha pensato l’evento si fosse messo una mano sulla coscienza e avesse rinunciato a un metro per non danneggiare le imprese della Ripa.

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La muraglia dei chioschi è interrotta in un solo punto, quello dove sono stati sistemati i contenitori dei rifiuti, davanti e a brevissima distanza dai tavolini e dai nasi dei clienti del primo locale di ponente.

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È evidente che la “geografia” della festa è stata pensata senza il rispetto delle attività preesistenti e dei cittadini che non dovrebbero essere necessariamente costretti a passare tra gli stand della festa per attraversare la piazza e dovrebbero poter avere libero accesso senza barriere architettoniche ai pubblici esercizi. L’interesse della scuola di ballo latinoamericano è stato anteposto a quello dei tre ristoranti e non sono state tenute in conto le esigenze di quelle attività. Se a danneggiare l’attività della prima  sono i cassonetti della “rumenta”, a far perdere clienti alla terza, la sera, sono i dibattiti della Festa. L’area dedicata è stata di fatto addossata al dehors. Non a tutti fa piacere cenare mentre a 70 centimetri discutono di temi politici rilanciati ad alto volume dall’amplificatore.

Non c’è da stupirsi, quindi, del fatto che le attività della zona, tutte l’anno alle prese con enormi problemi di ordine pubblico e pulizia (i frequentatori dell’area, solitamente, lasciano spazzatura e bottiglie dappertutto) siano ostili alla kermesse democratica che, tra l’altro, draga clienti dall’intera città e, in particolare, dal centro storico dove in questo periodo si registra il minimo annuale di frequentazioni. Non sarebbe male, visto che la manifestazione dura ben 17 giorni in uno dei periodi più turistici, se tutto fosse organizzato con maggiore criterio, lasciando una via accessibile anche ai diversamente abili per i locali della Ripa, evitando di “murarli” con grate e chioschi (che potrebbero essere girati verso di loro invece che dar loro le spalle) e magari, alla luce dei disagi causati, promuovendoli al di fuori della Festa.
Alessandro Terrile, che è di norma persona attenta e ragionevole (e che ovviamente non s’è occupato della progettazione tecnica della festa), promette ora di verificare tutto e di cercare di capire come poter mettere rimedio ai disagi, in particolare per quanto riguarda il passaggio angusto di accesso ai locali.
Se la Festa dell’Unità vuole essere rispettata dalla città bisogna che comincia a rispettare la porzione di territorio dove il partito decide di collocarla, altrimenti tutti continueranno a pensare che si tratta (come è legittimo, ma non certo elemento di grande immagine per il Pd) di un modo di dragare consumi sottraendoli alle attività economiche del luogo, giù in grave difficoltà per la crisi. Un tempo era questione di torta dei consumi da spartire, oggi è questione di sopravvivenza.
Sarebbe una buona cosa se Pd e imprese del territorio cominciassero a dialogare per la prossima edizione per costruire una “Festa” che non venga considerata un disagio per il territorio come è stato da quando ha traslocato dalla Foce. Dalla prossima edizione è certamente meglio pensarci prima, anche perché la soluzione non è difficile da trovare. Oggi, per alleviare i disagi, a manifestazione iniziata, basterebbe disallestire la griglia che chiude lo spazio della scuola di danza, mettere qualche cartello che promuova i locali “blindati” e coprire i cassonetti dell’immondizia piazzati proprio davanti al dehors di un ristorante.

Nel video sotto, le griglie, i passaggi troppo stetti e l’intervista alla ristoratrice Maria (foto sotto), titolare di uno dei tre locali “coperti” e resi quasi inaccessibili, soprattutto per i disabili, dalla festa dell’Unità. Maria annuncia che il giorno in cui arriverà Bersani e saranno previste forte affluenza di pubblico e, probabilmente, ingenti misure di sicurezza, chiuderà per evitare disagi e spese a fronte dell’impossibilità di fatto, a suo parere, di incassare una cifra sufficiente.

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2 thoughts on “La Festa dell’Unità chiude la somministrazione all’orario dei locali. Polemiche per la “kermesse blindata”

  1. Al di la di tutto, non è che quelle griglie da cantiere con le zampe in cemento, sono pericolose…. se i ballerini le scontrano o se la gente si accalca …. non è che cadono ?

    1. Ce lo hanno segnalato anche sulla pagina Facebook parlando anche di pericolosità a causa della grande quantità di persone dentro e ammassate al di fuori contro le griglie.

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