Legge del commercio, cinque proposte del Pd

Domani in consiglio regionale si parlerà di commercio. Sarà messa ai voti la nuova legge della giunta Toti, già sensibilmente variata rispetto all’impianto originale in commissione. <Anche se la maggioranza, accogliendo una nostra richiesta emersa anche dal dibattito con associazioni e sindaci, ha eliminato dalla Legge sul Commercio i siti per la grande distribuzione sostituendoli con i criteri e ha deciso – dicono i consiglieri regionali del Pd Giovanni Lunardon e Juri Michelucci. – di estendere da 800 a 1000 metri dai centri storici zone A la fascia di rispetto entro la quale non è possibile insediare la grande distribuzione, pensiamo che la norma che approderà domani in Consiglio regionale possa avere ancora margini di miglioramento. Proprio per questo, come Pd, presenteremo alcuni emendamenti – riproponendo, in alcuni casi, quelli già portati in Commissione nelle scorse settimane – che avranno come obiettivo quello di modificare e migliorare, per quanto possibile, questo testo>.

Le proposte che il Gruppo del Partito Democratico avanzerà sono:

  • il ripristino del divieto di insediamento per la grande e la media distribuzione nelle aree S.U. e I.U., quelle cioè considerate di particolare pregio dal piano paesistico regionale;
  • individuare una fascia di rispetto di 500 metri attorno ai Civ entro la quale non è possibile insediare la grande distribuzione;
  • estendere il contributo di solidarietà che il ddl prevede a carico delle grandi superfici di vendita in favore dei piccoli esercizi, anche alla media superficie di vendita;
  • introdurre, fra i criteri obbligatori previsti dalla legge, anche gli indicatori su mobilità e viabilità individuati dallo studio dell’Istituto Tagliacarne, che al momento non sono presenti nella norma;
  • tenere conto, nei criteri escludenti, della coerenza con gli strumenti di pianificazione urbanistica comunale.

 

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