Ordinanza movida/3 – Il Pd al sindaco: “Trovi la mediazione tra abitanti ed esercenti”

Terrile, segretario Pd: <Non escludo una riunione di maggioranza per venire a capo della questione>
Fasce, segretaria del circolo Pd del centro storico: “L’ordine pubblico non dipende dalla chiusura dei locali”

Movida

<Bisogna trovare il punto equidistante tra residenti, commercianti e fruitori della movida. Mi sembra che tutte le polemiche stiano rotando attorno all’orario. Da ex abitante del centro storico, dico che un’ora in più o in meno non è la soluzione al problema>: lo dice Alessandro Terrile, segretario provinciale del Pd, dopo la decisione del Sindaco di lasciare inalterata la tanto criticata “ordinanza movida”. <Il vero rischio – prosegue terrile – è che il provvedimento resti sulla carta. Il vero punto da affrontare è quali sanzioni e quali concrete le polizia municipale e le altre forze di polizia possono imporre a chi non rispetta le regole. Bisogna distinguere tra chi è ligio a leggi e regolamenti e chi invece non li rispetta>. Più o meno quello che chiedono le associazioni di categoria dei pubblici esercizi, Fepag Ascom e Fiepet Confesercenti, oltre che ad Arci, che rappresenta i circoli.
<Bisogna trovare un punto equidistante tra le esigenze di tutti in modo da non aumentare la tensione – prosegue Terrile -. Penso che gli assessori Elena Fiorini (legalità n. d. r.) ed Emanuele Piazza (commercio e centro storico n. d. r.) abbiano trovato una possibile strada da seguire. Due assessori della giunta di Marco Doria hanno seguito tutta la vicenda cercando di dialogare con le forze sociali>. La soluzione pareva essere a portata di mano, ma la decisione spetta proprio al sindaco, visto che il provvedimento è un’ordinanza che lui deve firmare. Ieri, il primo cittadino ha dato uno strappo all’equilibrio che si stava instaurando: Doria ha ricevuto una parte dei comitati, non tutti i comitati del centro storico, ma quattro comitati, due dei quali dell’area esclusa dal provvedimento: il Molo e la Darsena. Al termine dell’incontro ha inviato ai giornali un comunicato in cui spiegava di aver deciso di non modificare l’ordinanza secondo le richieste delle categorie che volevano il prolungamento dell’orario dalla domenica al giovedì fino alle 2 e, quindi, di non dover chiudere all’una. <Così si aumenta la tensione – spiega Terrile -. pensio sia utile capire qual è lo stato dell’arte, capire quante sanzioni sono state comminate dalla polizia municipale>, anche per comprendere quali sono i locali che creano problemi e quelli che rispettano le regole. <Se si modulano le regole – prosegue il segretario Pd – e si trova una soluzione che salvaguardi i cittadini senza penalizzare troppo i pubblici esercizi si può evitare il ricorso al Tar> che se avesse successo cancellerebbe tutta l’ordinanza, l’intero strumento messo a punto, e non solo la regola degli orari. <La politica deve mediare e giungere a una soluzione operativa. Tagliare l’orario non è necessario a tutti i costi. Il senso dell’ordinanza deve essere quello di difendere chi abita in centro storico, non penalizzare circoli e locali corretti – aggiunge il segretario del Pd -. La politica ha il compito di fare ancora uno sforzo e di trovare l’equilibrio. Bisogna lavorarci. Non escludo una riunione di maggioranza perché il consiglio e la giunta possano confrontarsi sui provvedimenti da prendere, trovando un accordo sulle modifiche>. Insomma, il Pd, alla luce delle polemiche, vuole portare l’ordinanza al tavolo della discussione tra tutte le forze politiche che sostengono il Sindaco che, come si è visto al momento del voto sul bilancio, sono bastate di misura e solo grazie ad astensioni, assenze e al voto favorevole di un consiglie del Pdl, Guido Grillo, a garantire la stabilità dell’Amministrazione. L’assessore Piazza, espressione del partito, aveva provato a portare alla ribalta la necessità di scegliere in fretta sui temi posti dalle categorie e sui quali, insieme all’assessore Fiorini, aveva fatto un lavoro di mediazione tra esigenze di esercenti e abitanti. Entrambi non giudicavano irrinunciabile un ritocco dell’orario infrasettimanale per salvaguardare il resto dell’impianto dell’ordinanza, minacciato dai ricorsi. La proposta è rimasta a lungo al tavolo di Doria. Fino a ieri mattina, quando il Sindaco ha allestito una riunione senza assessori, senza Arci, senza categorie e con una rappresentanza dei comitati giudicata dagli altri soggetti strumentale a sostenere la propria decisione di non spostare alle 2 l’orario di chiusura infrasettimanale che ha tagliato ogni possibilità di accordo e ha rilanciato con forza il ricorso al Tar dei titolari di bar e ristoranti. E le due righette in fondo al comunicato del primo cittadino che promettevano massima apertura alla discussione sul tema è stata interpretata da Arci, Fepag Ascom e Fiepet Confesercenti come una presa in giro.
Esattamente come gli esercenti e come la gran parte degli abitanti, Terrile ritiene che il punto nodale della “partita movida sostenibile” siano i controlli. Non solo quelli della polizia municipale (che sta procedendo col reparto commercio e dopo aver informato uno ad uno tutti i titolari, ai controlli e ha già comminato le prime sanzioni ) ma anche quelli delle forze di polizia. È necessario un presidio a garantire che le regole imposte vengano fatte rispettare cosa che, dicono gli abitanti dei carruggi, oggi non accade. I “regolari” si attengono a vecchie e nuove norme, mentre quelli che da sempre creano problemi continuano a crarne. Solo un presidio, anche a semplice scopo deterrente, è assolutamente necessario. <Deve essere una presenza operata con intelligenza> conclude Terrile, cioè senza scopi punitivi, ma teso a garantire il rispetto di leggi e regolamenti da parte di tutti.
Anche la segretaria del circolo Pd del centro storico, Michela Fasce, si schiera per la “mediazione virtuosa”, <Il centro storico ha bisogno di riacquistare le proprie forze positive – dice – che sono i cittadini che ci abitano, le attività commerciali presenti sul territorio e gli artigiani che ci lavorano. Bisogna dire “basta” alla tolleranza di chi continua a creare degrado in maniera sistematica. Bisogna smetterla di contribuire a che la città vecchia resti un luogo pericoloso, terra di nessuno, alla mercé di chiunque. I problemi non sono legsati a un’ora di apertura in più o in meno, ma agli spacciatori e a tutti coloro che creano degrado. Bisogna che il Sindaco chiede al Questore un intervento deciso e puntuale, che chieda cosa sta facendo. Bisogna smetterla con i rimpalli di responsabilità: mi pare che Questura e Comune si dividano queste responsabilità, Mancha un’operazione seria di riordino del centro storico che deve essere attuata da tutti i soggetti coinvolti in base alle proprie competenze>. Il Comue deve scrivere norme adeguate, le forze di polizia devono applicarle: senza l’impegno di uno o dell’altro soggetto tutto sarà inutile.

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