Teatro dell’Archivolto, debutta domani in prima nazionale “Il racconto della sirena”

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Debutta domani alle 21 in prima nazionale al Teatro dell’Archivolto la nuova produzione “Il racconto della sirena” in scena nella Sala Gustavo Modena sino al 14 maggio.Lo spettacolo, costruito da Giorgio Gallione su alcuni racconti di Stefano Benni, autore tra i più cari al regista genovese, che dalle sue pagine ha tratto alcuni degli spettacoli di maggiore successo del Teatro dell’Archivolto, dal “Bar sotto il mare” a “L’isola degli Osvaldi”, da “Amlieto” a “Pinocchia”, è caratterizzato da un allestimento molto particolare, che propone al pubblico una prospettiva rovesciata. La platea dell’ottocentesco Teatro Gustavo Modena, svuotata per l’occasione dalle poltroncine, accoglierà un immenso abito scultura – ideato dallo scenografo Guido Fiorato in occasione dell’inaugurazione del nuovo Padiglione Cetacei dell’Acquario di Genova a luglio 2013 e allora utilizzato per una performance dedicata a Palazzo Ducale – a cui invece questa volta faranno da sfondo gli ordini dei palchi con i loro fregi dorati. Il costume, ma sarebbe più giusto chiamarlo installazione, con le sue infinite balze azzurro-blu rappresenta il mare con le sue onde e le sue sfumature. Issata in cima, una sirena – l’attrice Rosanna Naddeo – con i suoi racconti e le sue canzoni suadenti incanterà gli spettatori, che assisteranno allo spettacolo seduti sul palco del teatro. La narratrice tesserà per loro una rete di storie bizzarre e surreali, pervase dalla poesia e dalla comicità tipiche di Stefano Benni.

Così, accompagnati dalle musiche di Paolo Silvestri e dai giochi di luce di Aldo Mantovani, conosceremo le sventure del camionista Orlando, furioso e follemente innamorato di una Angelica scomparsa nel nulla; la storia di due pensionati talmente timidi e impacciati da non riuscire a confessarsi i propri slanci amorosi; le gesta del pappagallo rivoluzionario cubano Ramón Pérez Teófi¬lo Juantoreña e della balena “raccapricciofona e trucinfame” Charlotte, che non si sa se ci farà morire più dalla paura o dal ridere.

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