Vinai bianconero ritrovato ancora una volta sul carro giusto

A ottobre era tra quelli che cercavano in qualche modo di elaborare il lutto nell’unico modo esistente per certi tifosi. Cioè, scagliandosi contro allenatore e dirigenza. Ci sono volute undici vittorie consecutive per farlo ricredere. Dopo 25 gare utili consecutive e grazie al 32/34 scudetto della Juventus si  è ritrovato ancor una volta sul carro del vincitore. Per parafrasare le parole del presidente bianconero Andrea Agnelli era fra quelli che si preparavano al funerale e ora celebrano la vittoria. Della sua nemmeno tanto perentoria inversione di rotta avevamo parlato in questa rubrica a fine gennaio. Già, perché  Pierluigi Vinai, segretario generale dell’Anci, ha due fedi, una religiosa ed una calcistica. Quella terrena, come molti liguri del ponente, e’ la Juventus, compagine partita fra i favori del pronostico nel pre campionato, poi precipitata in classifica. Zero punti dopo le prime due partite, soltanto 12 nelle prime 10 gare. Con Vinai nei panni di Pietro (“prima che il gallo canti due volte, tu mi rinnegherai tre volte”) e il povero Max Allegri, complice della dirigenza e di una campagna acquisti apparsa sulle prime discutibile, in quelli del predicatore tradito. E ci sono voluti parecchi successi perché il tifoso juventino deluso chiedesse scusa per aver dubitato. È accaduto tra la undicesima e la dodicesima vittoria consecutiva al temine di una partita in cui la “Vecchia signora”  aveva battuto i giallorossi di Garcia con un gol di Dybala e la vittoria debordante, lontana dal terreno amico. Quando la Juve ne aveva rifilati 4  agli onesti predatori del Chievo Verona. Ed era tornata in testa alla classifica. Era il 27 gennaio quando il Nostro, ispiratosi al bue per pazienza e forza quieta, con l’umiltà che l’ha sempre contraddistinto  nella sua carriera politica e amministrativa, si era cosparso il capo di cenere e pubblicamente si era ricreduto sull’operato del tecnico. Aveva perciò cinguettato sulla sua pagina twitter “Esiste un momento in cui bisogna riconoscere di aver sbagliato. Ad inizio stagione l’ho aspramente criticato. Ero fra quelli di Allegri vattene. Non era il mio allenatore preferito, ma sta facendo un capolavoro”. Poi la strada, almeno per Vinai era stata tutta in discesa, ad iniziare dal successo di misura sul Genoa. C’è stato, a dire il vero, nella prime due settimane di marzo qualche lieve nuovo tentennamento. Legato alla sconfitta rimediata ai rigori in coppa Italia contro l’Inter e alla brutta sconfitta ed eliminazione in Champions in casa del Bayern. Un amarissimo 4 a 2 a Monaco. Il 2 marzo aveva contestato i procuratori di Neto e Rugani che si erano lamentati perché i loro giocatori avevano, fino ad allora, trovato poco spazio nella corazzata bianconera. Il 16 marzo la delusione era stata ancora maggiore “E’ dal primo ottobre del 1958 al Prater di Vienna che finiamo così. Basta, non giochiamo più la Champion”. Ma la squadra di Allegri in campionato non gli aveva consentito altri malumori. Prima il record di imbattibilita’ di Gigi Buffon nel derby, poi la cavalcata con altri tredici risultati utili consecutivi. Sino al 20 aprile, nel turno infrasettimanale, in cui la Juve aveva regolato la Lazio 3 a 0. “Mancano solo 4 punti al trentaquattresimo scudetto. Il quinto consecutivo. Se penso ad agosto, settembre, ottobre… Incredibile”. Ieri c’è stata la vittoria al Franchi contro la Fiorentina. Un 2 a 1 maturato con un po’ di fortuna e qualche episodio dubbio. Un tifoso della Fiorentina gli retwitta il cinguettio di Maurizio Pistocchi, giornalista ed ex moviolista al fianco del compianto Raimondo Vianello “Dunque Tagliavento annulla a Bernardeschi un gol regolare, non vede un fallo da rigore di Rugani su Marcos Alonso. Si inventa un rigore su Kalinic”. E il tifoso viola commenta ironico “come dire partita perfetta”. E Vinai risponde secco “Non si può essere sempre aprioristicamente prevenuti. Ci avete rotto gli zebedei. Fatela finita. Abbiamo stravinto questo scudetto”. Il Trap con il suo solito linguaggio colorito lo avrebbe ammonito “Non dire gatto sinché non l’hai nel sacco”. Eppure Vinai continua “Ma come si fa a non tifare Juve. Ad averli contestato ad ottobre. Ci siamo quasi, ci siamo quasi”. Poi l’attesa con una raffica di foto della presidente della Camera a Genova per la commemorazione del 25 aprile. Attendendo ansioliticamente le notizie del pomeriggio. Ma… niente. Anche senza scaramanzia finisce bene. Perché nel pomeriggio di oggi la Roma, che nel frattempo è stata affidata a Spalletti, supera il Napoli, secondo con un distacco di 9 punti dai bianconeri, con un gol di Nayngolan. La Juve aumenta il suo vantaggio a 12 lunghezze e festeggia in poltrona il quinto scudetto consecutivo. Sulla pagina Twitter di Vinai esplode la gioia. Posta il video di Leonardo Bonucci, difensore della Juve che insieme ai compagni festeggia la vittoria in campionato dopo l’allenamento a Vinobo. Poi titilla i giallorossi “Grazie Roma. Ci date sempre tante soddisfazioni” e ritwitta l’immagine del sito bianconero con lo slogan We Made Hi5story. Tutto qui. È la storia di un tifoso, ex pentito. Ala critica, resuscitato da una rincorsa storica. Che il Nostro ha testimoniato sul suo sito tra comunicati dell’ Anci e tante frasi dalle sacre scritture con logo cimiteriale di ceri consumati. Vinai, abituato a riposizionamenti politici che qualche volta hanno fatto storcere il naso ancora una volta ha avuto il fiuto allenato per risalire in corsa sul carro giusto. Quello dei vincitori. Ma lui di nome fa Pierluigi che con il Pietro, apostolo che rinnego’ Gesù, ha pur sempre qualche cosa in comune.
Il Max Turbatore

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