Amt, il futuro della Valbisagno viaggia sul tram. Ma servono ingenti risorse

Un quartiere dove il trasporto pubblico inquina meno, dove la sosta è regolata alla perfezione e dove tram o filobus sono in grado di soddisfare un’area che contiene tante persone quante ne vivono alla Spezia. Questo quartiere ideale è la Valbisagno del futuro sulla quale si sono concentrati gli studi per proporre un sistema di trasporto pubblico efficace, che tenga conto del complicato sistema urbanistico di cui è costituito e del Bisagno che lo attraversaconvegno rid

di Michela Serra

<Lo studio porta a due risultati importanti – spiega Anna Maria Dagnino, assessore a mobilità e trasporti del Comune di Genova – uno è l’individuazione del tracciato qualunque sia il vettore, tram o filobus, l’altro è una soluzione al problema della sosta. È stato fatto uno studio di compensazione che va a zone che potrebbe dare una risposta>. Da qui la richiesta ai presidenti di Municipio di fare approfondimenti per una possibile realizzazione. Ma parliamo del futuro e l’intoppo è dietro l’angolo. Il più semplice da individuare: i soldi. Per fare questi interventi servono risorse che al momento non ci sono, data la difficile situazione di Amt, ma delle casse comunali in genere: <È evidente che l’investimento dev’essere pubblico – continua Dagnino – ma non si può escludere il coinvolgimento di un privato come è accaduto a Firenze. Certamente se parliamo di tram il coinvolgimento economico è notevole>. Ecco perché si parla di futuro. L’immediato ha problemi che aspettano soluzioni da tempo, dalle manutenzioni in poi. Non è un caso che oggi fossero presenti anche i sindacati che ne hanno approfittato per dare il loro volantino a Livio Ravera, presidente di Amt.ravera rid <Il servizio in giro per la città è scadente – dice Michele Monteforte della Filt Cgil – tutte le volte che ci avviciniamo alla campagna elettorale si pensa alla Valbisagno, ma i problemi in quella zona ci sono da anni>. Insomma, prima di pensare a tram o filobus, prima di ogni altra cosa bisogna pensare ai problemi di oggi o almeno a mantenere le promesse fatte in Prefettura al termine delle cinque giornate di sciopero del 2013, come l’arrivo dei bus nuovi anche se quella partita è di competenza della Regione Liguria.

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