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Smaltimenti illecito di rifiuti, indagato anche Enzo Fanelli, generale dei carabinieri

Generale fanelli

Con l’ex comandante della Legione Liguria, indagati anche il tenente colonnello dei cc Massimo Milli, ex comandante della caserma dei carabinieri Vittorio Veneto di Genova, l’ex direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo e la funzionaria della casa circondariale Marta Ghio oltre ad Angelo Priarone, ex presidente della società “Terme di Genova”

Il generale di brigata dei carabinieri Enzo Fanelli è il più illustre tra gli iscritti nel registro degli indagati  nell’ambito dell’inchiesta coordinata dai magistrati Paola Calleri e Francesco Cardona Albini  per la quale ieri sette persone sono finite agli arresti domiciliari (Maurizio Dufour, socio e presidente del cda di Switch, Roberto Curati e Stefano Ionadi, socio e dipendente della società, Massimo Bizzi, dirigente di Amiu Genova e i dipendenti Roberta Malatesta, Tonito Magnasco e Claudio Angelosanto) per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione ed al traffico illecito di rifiuti. Altre trenta persone sono indagate, accusate di diversi reali. Tra questi anche alcuni vigili del fuoco che, in occasione di un incendi che si erano svuluppati pressolo stabilimento della “SwitchH 1988 Spa” (azienda appaltatrice) a causa della rimozione intenzionale dei sistemi di sicurezza di alcuni macchinari allo scopo di permettere il funzionamento oltre i limiti previsti dal progetto non hanno denuniato il fatto alla Procura della Repubblica in cambio di una sponsorizzazione per la loro squadra sportiva ed altri favori. Secondo l’accusa, il prezzo edl silenzio è stato di 800 euro.
Lui, l’
ex comandante della Legione Liguria (oggi presidente della Commissione per la condizione generale del personale dell’Arma) è indagato, con l’accusa di truffa aggravata, insieme all’ufficiale Massimo Milli, ex comandante della caserma Vittorio Veneto. Proprio la ristrutturazione di quell’edificio militare sarebbe al centro dei fatti che gli inquirenti stanno analizzando. Secondo quanto emerso dalle indagini, i due avrebbero risparmiato sui costi di smaltimento del materiale di risulta accordandosi con i dirigenti Amiu e della Switch, che avrebbero fatto figurare i detriti come rifiuti urbani provenienti dalla bonifica del territorio, cioè frutto della raccolta di rifiuti abbandonati per strada. Il tutto sarebbe accaduto nel 2013. Ad inchiodare i militari sono state le indagini dei colleghi, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Genova. Secondo la magistratura <i funzionari Amiu procuravano al comando generale (non a se stessi n. d. r.) un ingiusto profitto con danno patrimoniale per la società>.
L’ex direttore del penitenziario genovese, Salvatore Mazzeo (oggi al Provveditorato penitenziario a Torino) e la funzionaria Marta Ghio sono, invece, accusati di abuso d’ufficio: avrebbero fatto ritirare rifiuti elettronici passandoli come rifiuti urbani
. Tra gli indagati anche Angelo Priarone, ex presidente della società Terme di Genova, con l’accusa di truffa aggravata.

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