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Scompare l’attrice Adriana Innocenti

Adriana Innocenti_archivio foto L'Unità

Il cordoglio di Lunaria: <Ospitammo uno degli spettacoli più belli, Erodiade, testo scritto per lei da Giovanni Testori  con la  regia straordinaria dello stesso autore, regia che lei osservava scrupolosamente anche dopo molti anni>

È morta Adriana Innocenti, una delle attrici più rappresentative della storia del teatro del Novecento. Nella sua lunga carriera – fino a poche settimane fa era ancora in scena al Teatro Erba di Torino a fianco di suo marito Piero Nuti ha affrontato molti generi dello spettacolo, teatro innanzitutto, ma anche cinema e televisione.
Diplomatasi negli anni quaranta all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, debutta in teatro con La cena delle beffe nella compagnia di Annibale Ninchi.
Nel 1965 è stata insignita con il Premio San Genesio per l’interpretazione teatrale de La Venexiana. Debuttò in televisione nel 1954 in Delitto e castigo, a dirigerla fu, in quella circostanza, il regista Franco Enriquez; quattro anni dopo, nel 1958 prese parte come interprete alla trasmissione Il teatro dei ragazzi. Ha dato la voce alla Gallina Tric Trac, programma per bambini di Guido Stagnaro. Come interprete caratterista per il cinema ha lavorato in film di qualità con registi di vaglia come, ad esempio, Pupi Avati, Ettore Scola e Pasquale Festa Campanile. Ha interpretato anche B-movie e film della commedia all’italiana: in Acapulco, prima spiaggia… a sinistra impersonava la madre dell’attore Andrea Roncato. Come attrice di teatro ha lavorato con Vittorio De Sica (Liolà), Franco Enriquez (La locandiera, Il Gabbiano), Giorgio Strehler (Per tre anni Madama Peatchum ne L’Opera da tre soldi, con Domenico Modugno e Milva). Per il Teatro Verdi (Trieste) nel Teatro Stabile Politeama Rossetti ha debuttato nel 1972 come Cecilia ne La principessa della Czarda con Elio Pandolfi, nel 1974 La Principessa Elisabetta di Kuddenstein in Gräfin Mariza (La Contessa Mariza) di Emmerich Kálmán con Leopoldo Mastelloni e nel 1975 Pomerania ne Il Paese dei Campanelli con Aurora Banfi, Elena Baggiore e Sandro Massimini. Ha fondato il Teatro Popolare di Roma insieme a Piero Nuti e Maurizio Scaparro. Dal 1984 interpreta il monologo Erodiade, riscritto per lei da Giovanni Testori. Negli anni della senilità, trasferitasi a Torino, rimane attiva prevalentemente in teatro, conducendo ormai una carriera artistica sessantacinquennale. Nel 2008 esce A piedi nudi nel teatro, una divertente autobiografia in cui racconta aneddoti e incontri di una carriera variegata ed eterogenea
<Raccontava, già in là con l’età, come fosse riuscita anche a muoversi nell’arte della rivista e di come avesse, vestita solo di una farfallina, capito come si cammina davanti al pubblico – dice Daniela Ardini, direttrice artistica di Lunaria -. Per rimanere in teatro ha lavorato con i più importanti registi della sua generazione: Giorgio Strehler, Aldo Trionfo, Luca Ronconi. Con Trionfo fece Il Trigamo o la spartizione uno spettacolo dal romanzo di Piero Chiara a fianco di Valeria Moriconi, per il quale ricevette lei (e non la protagonista) un importante premio. Lunaria Teatro ha avuto la possibilità di condividere con lei –  e con Piero Nuti, genovese che ha sempre cercato di tornare nella sua città – tante avventure, fin da una delle prime edizioni del Festival in una notte d’estate a San Matteo a Genova. Nel 2001  ospitammo uno degli spettacoli più belli, Erodiade, testo scritto per lei da Giovanni Testori  con la  regia straordinaria dello stesso autore, regia che lei osservava scrupolosamente anche dopo molti anni>.
«Ricordiamo ancora l’edizione 2014 del nostro Festival in una notte d’estate – conclude Ardini -quando presentò, sempre a Piero, uno spettacolo dedicato a Socrate e Santippe. Durante un accenno di danza il tacco le si infilò in una buca della pavimentazione del sagrato della Chiesa di San Matteo ed entrambi caddero con molta eleganza abbracciati. Un grande applauso del pubblico sottolineò l’effetto che sembrava di regia, lo stesso applauso che il pubblico vorrà tributare alla memoria di una interprete che ha fatto del teatro la sua vita, standoci autorevolmente, come dice la sua autobiografia, “a piedi nudi”».

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