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Il Civ di Sarzano e il pasticciaccio delle multe “irregolari”

Pesanti accuse sul sito di Confesercenti che investono l’amministrazione e la polizia municipale: <Sanzioni illegittime, lo dicono anche assessore e comandante>. Ma loro smentiscono. L’assessore Dagnino: <Strisce disegnate stamattina, manca ancora il cartello>. La sosta, quindi, non è ancora concessa.  Il comandante Tinella: <Multe regolari, vanno pagate>.
I sindacati si infuriano: <Dar adito a polemiche in modo così gratuito scrivendo che il Comandante ha disconosciuto il lavoro svolto dai suoi uomini è inaccettabile>

“Giudici popolari” del terzo millennio, fustigatori di costumi, moralizzatori capaci di puntare il dito e dopo di dichiarare che i superiori di chi è “caduto in errore”, interpellati in merito, avrebbero detto che la ragione sta dalla parte dei novelli “tribuni del popolo”: ha questi contorni il processo e la condanna a mezzo stampa degli agenti di polizia municipale che hanno “osato” multare quindici moto in (vero) divieto di sosta. È tutto nero su bianco sul sito della Confesercenti. Quantomeno c’è quello che sostiene una sola campana, quella del Civ di Sarzano.
Peccato che, secondo la Municipale, non sia proprio tutto come raccontato, che i “superiori interpellati in merito” smentiscano categoricamente e che esistano, particolare non insignificante, leggi (il codice della strada) che smantellano le tesi di un processo sommario via web a un’intera categoria, quella della polizia municipale. Fin troppo facile sparare sulla “Croce rossa”.
Personaggi e interpreti di questo “processo popolare” che si è celebrato, appunto, sul sito dell’associazione di categoria (senza diritto al contraddittorio, però) sono il comandante della Polizia Municipale Giacomo Tinella, l’assessore alla mobilità Anna Maria Dagnino, i “cantunè” dell’Autoreparto di turno giovedì scorso nella zona di Mura della Marina. Sono loro ad aver multato una quindicina di moto posteggiate su un marciapiede dove, secondo il codice della strada, è prevista una sanzione di 80 euro più le spese di notifica e la rimozione del veicolo. All’articolo 7 del codice della strada è prevista anche la “regolamentazione della circolazione nei centri abitati da parte dei Comuni” attraverso un’ordinanza del Sindaco che, per avere validità, deve essere segnalata da cartelli e strisce per terra. Il cartello, al momento in cui scriviamo, non c’è ancora mentre le scrisce per terra sono state dipinte in tutta fretta stamattina e, quindi, giovedì scorso non c’erano. Si trattava, insomma, di un marciapiede qualsiasi su cui, appunto, è vietato sostare e le moto multate, invece, erano proprio lì. Gli agenti della municipale sono intervenuti senza alcun intento persecutorio nei confronti di “poveri cittadini che erano nel giusto”. Sono arrivati per sanzionare le molte auto posteggiate abusivamente nel tratto precedente e che quasi sempre impediscono ai pedoni di utilizzare i marciapidede, costringendoli a scendere in strada. Poi hanno continuato con le moto, perché le regole valgono per tutti, indipendentemente dalle ruote su cui possono contare.
A questo punto entra in campo la guest star nel ruolo di “grande accusatore” e giudice unico: Antonella Davite, presidente del Civ Confesercenti di Sarzano, transumante, negli ultimi anni, dal Pd alla lista Doria (elezioni comunale ottenne 181 voti, pochi per essere eletta), di nuovo al Pd, quindi sostenitrice di Luca Pastorino (nella foto la potete vedere a una manifestazione mentre regge un cartello che lo sostiene) e, negli ultimi tempi fortemente critica nei confronti del proprio candidato sindaco e vicina ormai al M5S, meritevole di averla sostenuta nella parte finale (in realtà, già dopo che tutti i giochi erano fatti) della sua battaglia contro il “progetto chance” varato dall’amministrazione comunale che ha utilizzato un’area di corso Quadrio da tempo richiesta dal Civ (e promessa dall’allora sindaco Marta Vincenzi) come posteggio a rotazione-blu area da dividere con i residenti.

davite

Qui comincia il processo sommario a mezzo web e senza contraddittorio messo in atto oggi sul sito ufficiale della Confesercenti. Si legge: <Una nuova tegola nel rapporto, sempre più complicato, tra i commercianti del centro storico di Genova e la pubblica amministrazione: è quella che si è abbattuta, lo scorso giovedì 17 dicembre, sugli incolpevoli motociclisti multati per avere parcheggiato la loro due ruote al Marina Park, in un’area riservata alle moto dall’ormai lontano 2010, come stabilito da una delibera dell’allora giunta Vincenzi>.
L’ordinanza che concedeva la sosta non era in vigore da diversi anni
No, l’ordinanza del 2010 non era più valida. Era stata ritirata qualche anno prima, quando il cartello fu rimosso e le strisce furono cancellate. Non come scrive Davite perché cancellate dall’alluvione, ma per scelta precisa. La presidente del Civ da tempo ne chiedeva la reintroduzione. Anna Maria Dagnino conferma che c’erano stati incontri col Civ per tornare a regalare alla zona quei dieci o quindici posti moto, ma aggiunge, appunto, che sono stati tracciati solo questa mattina e che il cartello non c’è ancora perché i lavori di installazione sono stati fermati, appunto stamattina stessa, dalla pioggia. Nei giorni scorsi c’erano stati altri incontri, proprio a seguito delle multe, e si era presa la decisione di far partire una nuova ordinanza sindacale. <Il Municipio Medio Levante mi chiede di cancellare i posti moto in viale Caviglia, ma io non sono d’accordo – dice Dagnino -. In un mondo ideale sarebbe bellissimo, ma noi dobbiamo fare i conti con le esigenze reali. Intorno al centro storico ci sono pochissi posti auto a corona, troppo pochi>.
Per tornare alla questione-multe, le dichiarazioni di Anna Maria Dagnino (che dice di non avere competenza sulla polizia municipale, della quale la resaponsabile è Elena Fiorini, da tempo nel mirino di Davite per la questione “progetto chance) mettono in luce che i motociclisti erano, giovedì, tutt’altro che incolpevoli. Hanno sostato sul marciapiede e non esisteva alcuna segnaletica che indicasse che potessero farlo.
Dichiarazioni azzardate
Nella continuazione delle sue dichiarazioni sul sito Confesercenti, Davite “stabilisce le regole” e, quindi, giudica: <Giustissimo quindi multare le auto, ma i vigili hanno fatto il verbale anche ad una quindicina di moto il cui stazionamento, invece, era perfettamente regolare>. Cosa che, come abbiamo visto, non è suffragata dai fatti. Ma non basta: a questo punto Davite dice di aver contattato subito il comandante della Polizia Municipale Giacomo Tinella e l’assessore alla Mobilità Anna Maria Dagnino e aggiunge «Entrambi hanno confermato che moto e scooter possono effettivamente sostare in quel punto del Marina Park, dove devono però essere ripristinati gli stalli ed il cartello che autorizza la sosta>.
Il chiarimento del Comandante
Come si è visto, la sosta senza cartelli non può essere sosta autorizzata. E i cartelli non devono essere “ripristinati”, ma messi ex novo, con una nuova ordinanza. Lo conferma Tinella, infastidito per essersi sentito attribuire dichiarazioni che non ha fatto. Il comandante chiarisce poi che l’operato dei suoi uomini è stato corretto e che per questo le multe comminate giovedì non possono essere “tolte”. Con i cartelli e la segnaletica sarà un’altra storia, che comincerà solo quando il cartello sarà, appunto, sistemato.
I cittadini della zona chiedono la pedonalizzazione di Sarzano
<L’assessore si è impegnata a prendere una decisione a breve – prosegue Davite -, ma questo episodio non fa che rendere ancora più grande la sensazione di abbandono in cui versano i commercianti del centro storico: del parcheggio di via Quadrio, che pure ci era stato promesso (dalla giunta Vincenzi n. d. r.), non si sa più niente, e la situazione della viabilità e della sosta è ogni giorno più insostenibile». Già, la sosta e la viabilità in piazza Sarzano dove una selva di auto si infila ovunque, spesso in divieto, tanto che i pedoni non sanno più dove passare. Ci sono anche quelle di alcuni residenti che hanno ottenuto di poter acquistare i posti nel silos di Mura della Marina a prezzo molto agevolato, i quali trovano però più comodo lasciarla sotto casa e magari affittano lo spazio sotterraneo. Questo è il motivo del raffreddamento dei rapporti tra il Civ e lo storico comitato degli abitanti che non ha voluto sostenere Davite nella sua battaglia per i posti in corso Quadrio. Se tutti mettessero le auto nel posteggio (che hanno comprato a poco più di 20 mila euro in pieno centro, un prezzo concesso e concordato con l’Amministrazione dell’epoca per omberare la piazza e poterla poi pedonalizzare ) anziché “mollarla” davanti al museo di Sant’Agostino e nello spazio davanti a San Salvatore, proprio l’area, che doveva essere pedonalizzata (anche questo aveva promesso la Vincenzi) sarebbe vivibile per gli anziani e i bambini della zona. E invece no. Sergio Vecchio, leader storico dei cittadini della zona, quella pedonalizzazione la chiede da sempre.
Polizia municipale, sindacati esterrefatti e agenti offesi
In tutto questo, si inseriscono i sindacati di categoria degli agenti di polizia municipale, niente affatto felici che l’operato dei colleghi sia stato strumentalizzato e che su di loro sia stata gettata un’ombra scura e fastidiosa.
<È l’ora di finirla di scaricare su chi fa il proprio dovere imposto dalla legge le mancanze di altri settori del Comune – commenta Maurizio Luciano la Cgil Fp -. Le moto quando sono state multate erano su un marciapiede. La domanda da porre alla direzione mobilità e all’assessore è come mai è chi ha deciso di eliminare quel parcheggio. Per poi di punto in bianco oggi ridisegnarlo>.
Il coordinatore Diccap Sulpm Claudio Musicò va oltre: <I colleghi della Municipale non sono liberi professionisti, benché nell’articolo la presidentessa del Civ lo lasci intendere ed è quindi impossibile che il Comandante possa aver rilasciato una simile dichiarazione – scrive Musicò -. Questo Sindacato è sempre stato molto critico e lo sarà sempre nei confronti del Comando e dell’Amministrazione, ma dar adito a polemiche in modo così gratuito scrivendo che il Comandante ha disconosciuto il lavoro svolto dai suoi uomini è inaccettabile>.
<Gli agenti di polizia municipale – continua a voce Musicò – non decidono cosa fare e dove andare> e pensarli longa manu di chissà quale disegno punitivo compiendo azioni scorrette e illegali li offende profondamente.
<Anche noi non siamo d’accordo con la collocazione del “progetto chance” in corso Quadrio, non ne abbiamo mai fatto mistero – conclude Musicò -, ma pensare che ci sia qualcuno che conduce battaglie solo perché al posto dei lenzuoli e della merce degli stranieri ci vuole quattro parcheggi è una cosa davvero triste>.
Le multe sono regolari e si devono pagare
In un successivo articolo-comunicato sul sito di Confesercenti, Davite chiede: <Che fare ora delle multe>? Pare chiaro: pagarle. Come deve fare ogni cittadino che sistema il proprio veicolo in divieto di sosta e non per questo scatena battaglie mediatiche scomodando la politica, gettando ombre sull’onesta e la capacità dei lavoratori e coinvolgendo un’intera categoria. <Restiamo ora in attesa di ulteriori chiarimenti, da parte dell’amministrazione, per capire se esistono gli estremi per un ricorso contro le multe comminate la scorsa settimana> scrive Davite. Il comandante Tinella su questo è chiarissimo: contrariamente a quanto scritto da Confesercenti sul proprio sito web (<Multe anche alle moto in regola> titola l’associazione), <Le multe sono regolari>, quindi vanno pagate.
Il segnale di tensioni politiche più ampie
Resta poi il fatto, squisitamente politico, che Confesercenti un’altra volta si è schierata contro l’amministrazione comunale, una circostanza che negli ultimi mesi è accaduta assai di frequente. Gli striscioni di protesta col marchio di Confesercenti bene in vista, nella sala rossa di Palazzo Tursi sono quasi più frequenti di quelli dei lavoratori delle aziende patecipate o quelle dei metalmeccanici dell’Ilva. E questo è un dato di fatto. Che sta succedendo? Interpellata in merito, la presidente dell’associazione Patrizia De Luise smentisce seccamente: <Non c’è alcuna questione politica – chiarisce -. Semplicemente diamo voce alla categoria. La gente è esasperata e chiede a noi di sostenerla nelle proprie richieste. Non c’è altro. La nostra organizzazione non fa capo a nessuno>. Quindi, il “pasticciaccio” sul sito di Confesercenti, con tanto di imprudente lapidazione mediatica degli agenti di polizia municipale (così i sindacati e i lavoratori l’hanno interpretata leggendo le dichiarazioni di Antonella Davite) non avrebbe valenza politica, così come le diverse manifestazioni contro il progetto chance e quelle per i posteggi di via Gerzi. Sarà il futuro a rivelarci se ci saranno altri motivi di dissidio e di polemica.

Questi gli articoli sul sito Confesercenti
http://www.confesercentiliguria.it/news/id/4463/cat/12/com/n/Sarzano-multe-anche-alle-moto-in-regola-Davite-«Abbandonati-dal-Comune».html

http://www.confesercentiliguria.it/news_leggi_2.php?id_news=4464&id_news_categorie=12&commenti_controllo=n&gett=s

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