iCub, dall’Iit alla conquista del Mit

iCub_robot_bambino-1024x744iCub è arrivato a negli Stati Uniti per dimostrare quanto sia diventato bravo a “imparare” quanto vede e percepisce e, di conseguenza, a riconoscere, gli oggetti. Il robottino dalle sembianze infantili, insieme a un gruppo di ricercatori dell’Iit, eccellenza genovese e Italiana dell’alta tecnologia, capitanato da Giorgio Metta, partecipa, infatti, alla Summer school del Center for brains, mind and machines del Mit, Massachusetts institute of technology). I ricercatori dell’Iit, infatti, hanno implementato gli
algoritmi del Deep learning nello sviluppo dell’intelligenza artificiale del robot umanoide, il più diffuso al mondo.  Il Deep learning si basa sull’utilizzo delle reti neurali, nate negli anni ’80 ma rilanciate recentemente grazie al
progresso tecnologico e all’aumentata capacità di calcolo. Il principio alla base di questo metodo di apprendimento è l’impiego di diversi “strati” di reti neurali che consentono alle intelligenze artificiali di incamerare e organizzare dati
su livelli progressivi. Il risultato e’ una macchina capace di interpretare quello che “vede” intorno a se’ minimizzando l’intervento dell’uomo. <Gli studi relativi al Deep learning – spiega Giorgio Metta -, aprono numerosi scenari applicativi nel campo dell’Intelligenza artificiale. Utilizzando questi algoritmi, iCub sara’ in grado di analizzare e gestire grandi quantita’ di dati piu’ facilmente e, fra le altre cose, di riconoscere molti più oggetti con maggiore autonomia rispetto al passato>.
Fino al 3 settembre, studenti e ricercatori di tutto il mondo potranno apprezzare le applicazioni pratiche delle capacità di apprendimento legate al Deep learning targate Iit.

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