Fosdinovo, visita al Castello Malaspina e al fantasma della marchesa Bianca Maria Aloisia

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Domani la visita guidata

Anche Fosdinovo, in Lunigiana, ha il suo fantasma. Si tratta della marchesa Bianca Maria Aloisia figlia di Giacomo Malaspina e di Oliva Grimaldi. La giovane era nata albina e, per questo veniva tenuta segregata nelle sue stanze, ma questo non le impedì di innamorarsi dello stalliere che vedeva dalla finestra. I genitori, contrari a questo sentimento, che portava alla famiglia, disonore e vergogna, fecero assassinare il giovane stalliere e misero la loro figlia in convento. Diventata badessa poté ritornare al castello, ma il padre la fece segregare in una stanza nei sotterranei del castello. La poverina fu costretta a vivere di stenti e solitudine per qualche anno, con la sola compagnia di un cane, che rappresentava la fedeltà verso il suo amore e di un cinghiale, che significava ribellione al volere del padre. Infine la sfortunata fanciulla morì. Morirono con lei i suoi compagni di sventura e a riprova di ciò, nel 1980, nel corso di lavori di consolidamento del castello, furono trovati i resti di una giovane figura femminile e di due animali. Sul soffitto della sala del trono si evidenziano macchie che, a ben guardare, formano delle figure e precisamente una figura di donna con una che sembra un cane e un’altra che rappresenta un cinghiale. Inoltre, si dice che nelle notti di luna piena, vaghi per le sale del castello, una giovane donna con lunghi capelli e una tunica bianca.
Domani, venerdì 14 agosto, visita guidata a liume di candela “a caccia” del fantasma. Appuntamento alle 22.
La costruzione dell’imponente fortezza, innalzata a dominio e difesa del primitivo Castro di Fosdinovo, ebbe inizio nella seconda metà del XII secolo. Il castello oggi si compone di una pianta quadrangolare con quattro torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni (uno centrale), camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati e terrazze. Protetto anticamente da un ponte levatoio, l’ingresso si apre su un piccolo cortile dove si trovavano i cannoni difensivi, con una colonna marmorea romanica che sostiene i loggiati superiori. Da qui partono le larghe rampe di scale (ci si passava con i cavalli) che conducono al grande cortile centrale.

Attraverso l’elegante porticato rinascimentale con colonne in pietra, si accede alle sale del Castello, arredate ed affrescate alla fine del 1800: la Sala d’ingresso, la Sala da pranzo col grande camino settecentesco e le ceramiche da farmacia del ‘600, la Sala del trono, la stanza di Dante, il grande Salone con gli attigui salotti e la camera del trabocchetto con la sottostante sala delle torture. Dalla sala del trono delle piccole scale conducono ai camminamenti di ronda e alla torre merlata.

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