Caldo record, aumentate del 22% le richieste di soccorso a Genova

Sos del 118 alle istituzioni: <Attrezziamoci per l’ondata di calore che sta arrivando>
Aumentano le morti improvvise per arresto cardiaco: a Genova sono cresciute del 10% , ma in altre città va anche peggio. In Lombardia sono cresciute del 30%, a Taranto del 26% È l'”effetto caldo”, almeno secondo Francesco Bermano, presidente del Sistema118 e responsabile del 118 della nostra città. I dati sono stati resi noti oggi nel corso di una giornata di studio organizzata proprio dal “Sis118″. Gli esperti della società lanciano un appello alle istituzioni alla luce delle pevisioni per i prossimi giorni che parlano di un ulteriore rialzo della temperatura. Genova è nella fascia di allerta 2, la arancione, che è quella mediana. Si parla di temperature percepite di 36 gradi. Perché al caldo bisogna aggiungere i disagi legati all’afa e, quindi, all’umidità. A Genova, spiega Bermano, gli interventi della settimana scorsa sono stati 6.500 a fronte di una media di 500 richieste. È proprio Bermano a chiedere alle istituzioni di prepararsi il più in fretta possibile per l’ondata di caldo attesa già da domani. <Gli ospedali devono essere pronti nonostante il fisiologico calo di attività tipico dell’estate – dice il responsabile del 118 -, ma deve essere anche potenziata l’informazione e l’educazione a prevenire le conseguenze del caldo, soprattutto per le persone fragili”: anziani e malati di cuore e di malattie respiratorie>. Si rischia di bissare l’esperienza dell’estate 2003 quando l’Europa fu colpita da una massiccia ondata di caldo, la quale raggiunse il suo apice nei primi quindici giorni di agosto. Questo fenomeno fu eccezionale sia per la durata che per l’intensità; in effetti numerosi record di temperatura furono battuti in diverse città europee. Questa canicola seguì ad una primavera ed un inizio dell’estate particolarmente siccitosi, che ricordavano l’anno 1976. In Italia, dove le temperature furono per settimane intorno ai 40 °C in molte città, secondo l’Istituto nazionale di statistica le morti durante l’estate del 2003 furono 18000 in più rispetto all’anno precedente[. Altre fonti riportarono cifre molto più basse: la rivista New Scientist, come anche il Ministero della Salute italiano indicò in 4000 i decessi in Italia attribuibili all’ondata di calore. Ecco, silla mappa, le temperature più alte registrate quell’anno.
Secondo l’Istat, spetta a Torino e L’Aquila il record dei morti “da caldo” fra gli over 75 nell’estate di quell’anno. Da un confronto sulla mortalità registrata nelle città italiane tra il 16 luglio e il 15 agosto 2003 rispetto al 2002, Torino aveva registrato un aumento del 108% di decessi, L’Aquila un +105,3%, Genova un +79,4%.
Temperature_massime_2003

Anche se i consigli per sottrarsi a malori o a conseguenze anche più gravi sono ormai risaputi da tutti, vista la particolare situazione è meglio ripeterli.

In condizioni di caldo estremo, le fasce di popolazione più colpite sono specialmente quelle che vivono nelle grandi città, in zone con poco riparo all’ombra, in abitazioni surriscaldate e con scarsa ventilazione. Rischiano di più le persone anziane, specialmente se malate e in solitudine, che possono sviluppare rapidamente disidratazione, subire un aggravamento di patologie croniche (come quelle cardio-respiratorie), o essere vittime di un colpo di calore. In generale, però, una serie di semplici abitudini comportamentali e misure di prevenzione possono contribuire a ridurre notevolmente le conseguenze nocive delle ondate di calore.

Si tratta di 10 semplici regole comportamentali in grado di limitare l’esposizione alle alte temperature, facilitare il raffreddamento del corpo ed evitare la disidratazione, ridurre i rischi nelle persone più fragili (persone molto anziane, persone con problemi di salute, che assumono farmaci, neonati e bambini molto piccoli).

Ecco il decalogo delministero della Salute.

  1. USCIRE DI CASA NELLE ORE MENO CALDE DELLA GIORNATA. Evitare di uscire all’aria aperta nelle ore più calde cioè dalle ore 11.00 alle 18.00. Se si esce nelle ore più calde non dimenticare di proteggere il capo con un cappello di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole; inoltre proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo.
  2. INDOSSARE UN ABBIGLIAMENTO ADEGUATO E LEGGERO. Sia in casa che all’aperto, indossare abiti leggeri, non aderenti, preferibilmente di fibre naturali per assorbire meglio il sudore e permettere la traspirazione della cute.
  3. RINFRESCARE L’AMBIENTE DOMESTICO E DI LAVORO. Schermare le finestre esposte al sole utilizzando tapparelle, persiane, tende, ecc.. Chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche della giornata (la sera e la notte). Se si utilizza l’aria condizionata, ricordarsi che questo efficace strumento va utilizzato adottando alcune precauzioni per evitare conseguenze sulla salute e eccessivi consumi energetici. In particolare, si raccomanda di utilizzarli preferibilmente nelle giornate con condizioni climatiche a rischio; di regolare la temperatura tra i 24°C – 26°C; di coprirsi nel passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo; di provvedere alla loro manutenzione e  alla pulizia regolare dei filtri; di evitare l’uso contemporaneo di elettrodomestici che producono calore e consumo di energia.
  4. RIDURRE LA TEMPERATURA CORPOREA. Fare bagni e docce con acqua tiepida, bagnarsi viso e braccia con acqua fresca.In casi di temperature molto elevate porre un panno bagnato sulla nuca.
  5. RIDURRE IL LIVELLO DI ATTIVITÀ FISICA. Nelle ore più calde della giornata evitare di praticare all’aperto attività fisica intensa  o lavori pesanti.
  6. BERE CON REGOLARITÀ ED ALIMENTARSI IN MANIERA CORRETTA. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione del medico curante). Gli anziani devono bere anche se non ne sentono il bisogno. Evitare di bere alcolici e limitare l’assunzione di bevande gassate o troppo fredde. Mangiare preferibilmente cibi leggeri e con alto contenuto di acqua (frutta e verdura). Porre particolare attenzione alla conservazione degli alimenti ed evitare di lasciarli all’aperto per più di 2 ore.
  7. ADOTTARE ALCUNE PRECAUZIONI SE SI ESCE IN MACCHINA. Se si entra in un’auto parcheggiata al sole, prima di salire aprire gli sportelli, poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Prestare attenzione nel sistemare i bambini sui  seggiolini di sicurezza, verificare che non siano surriscaldati. Quando si parcheggia la macchina non lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone o animali nell’abitacolo.
  8. CONSERVARE CORRETTAMENTE I FARMACI. Leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci e conservare tutti i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. Conservare in frigorifero i farmaci per i quali è prevista una Temperatura  di conservazione non superiore ai 25-30°C.
  9. ADOTTARE PRECAUZIONI PARTICOLARI IN CASO DI PERSONE A RISCHIO. Quando arriva il gran caldo, le persone anziane, con patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, neurologiche, diabete ecc) e le persone che assumono farmaci, devono osservare le seguenti precauzioni:
    • consultare il medico per un eventuale aggiustamento della terapia o della frequenza dei controlli clinici e di laboratorio (ad esempio per i diabetici è consigliabile aumentare la frequenza dei controlli glicemici)
    • segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che sopraggiunga durante la terapia farmacolgica
    • non sospendere mai di propria iniziativa la terapia in corso.
  10. SORVEGLIARE E PRENDERSI CURA DELLE PERSONE A RISCHIO. Nei periodi prolungati di caldo intenso, prestare attenzione a familiari o vicini di casa anziani, specialmente se vivono da soli e, ove possibile, aiutarli a svolgere alcune piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmacia, ecc. Segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento, come persone che vivono in situazioni di grave indigenza o di pericolo per la salute (es. i senza tetto in condizioni di grave bisogno).
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