Fiera, nel bilancio potenzialità e criticità dell’azienda nel bilancio 2014

fieraCosa c’è nel futuro della Fiera, quali sono le opportunità e quali le difficoltà per portare avanti l’attività dell’azienda, magari (come è probabile) unita alla Porto Antico Spa, operazione che permetterebbe anche di risparmiare 500 mila euro di costi di gestione l’anno?

Molto si può capire dalla relazione di bilancio al 31 dicembre 2014 votata all’unanimità dal consiglio di amministrazione qualche giorno fa. 
<Le incisive azioni di risanamento previste nel “Piano di riorganizzazione societaria e linee di sviluppo hanno riportato la Società in una situazione di pareggio di bilancio dopo sette esercizi consecutivi in perdita, ponendo le basi di una situazione di riequilibrio economico – finanziario, indispensabile per la prosecuzione dell’attività sociale. Gli esercizi 2014/2015 chiudono un ciclo di ristrutturazione necessario per la tenuta di Fiera di Genova, durante il quale sono state risolte molte delle criticità ereditate dal passato, anche se rimangono da definirsi, da parte degli azionisti, ulteriori passaggi strategici per la definizione degli obiettivi futuri> comincia così, dopo la precisazione che l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 rileva un utile pari a 39.388 euro al netto di ammortamenti per 254.254 euro, la relazione sulla gestione al bilancio di Fiera di Genova Spa firmato dal presidente Sara Armella (che ha presentato le proprie dimissioni nei giorni scorsi) e dall’amministratore delegato Antonio Bruzzone, dimessosi a metà maggio per accettare l’incarico di direttore generale di Bologna Fiere. Secondo la relazione, il futuro dell’azienda a capitale pubblico è meno a rischio rispetto a quanto fa capire la relazione del collegio dei sindaci. <È stato portato avanti un profondo riassetto finanziario, gestionale e strutturale e una responsabile politica di riqualificazione dell’attività, che permette di tornare a guardare al futuro, nonostante una difficoltà generalizzata per il mercato fieristico italiano – si legge nella relazione -. La razionalizzazione degli spazi, con la restituzione al Comune di Genova dell’utilizzo del Palasport, del padiglione C e della Palazzina Uffici, ha consentito la ridefinizione dei rapporti economici e patrimoniali con il Comune, chiudendo una pesante esposizione bancaria, e consentirà una complessiva riqualificazione dell’area, motore di sviluppo per la Genova del futuro, con ricadute significative anche per Fiera. Parallelamente è stata attuata una riorganizzazione societaria, con la fusione per incorporazione di Marina Fiera di Genova Spa, la società controllata cui si deve la realizzazione degli spazi a mare immediatamente prospicienti i padiglioni B e D e delle opere collegate, che, grazie al prolungamento della concessione demaniale ottenuto a novembre 2014, è ora in grado di svolgere sia un’opportuna pianificazione di attività ed eventi fieristici che una migliore valorizzazione della vocazione nautica del quartiere>.

IL NUOVO PORTALE

<In tale complessivo riassetto – si legge nella relazione – si inserisce il progetto di realizzazione del nuovo portale, riformulato per tenere conto della nuova perimetrazione del quartiere e attualmente in fase di approvazione da parte di Comune e Regione, finanziato per 5.680.000 € dai ministeri per lo Sviluppo economico e delle Infrastrutture, che consentirà di realizzare una nuova viabilità di accesso a Fiera, completando la riqualificazione e il recupero del padiglione D e delle banchine oggi nella disponibilità di Fiera di Genova a seguito della fusione per incorporazione. I significativi interventi di razionalizzazione e di riprogettazione degli spazi, che necessariamente radicano la propria ragion d’essere anche sulla definitiva e positiva deliberazione del progetto di riqualificazione del nuovo portale, richiedono tuttavia un più accelerato percorso decisorio delle istituzioni coinvolte e degli azionisti, che tenga conto anche dei futuri assetti del quartiere, necessario per il completamento del Piano di riorganizzazione, anche per evitare il maturarsi di una significativa esposizione della società che ha acquisito la proprietà degli spazi non più finalizzati all’attività fieristica>. L’ammontare del progetto è pari a 7,1 milioni di euro (5,68 + 1.42 milioni), Iva compresa. La realizzazione è finanziata per l’80% dal ministero per lo Sviluppo economico (Mise) e dal Ministero per le Infrastrutture (quota parte al 50%) e per il restante 20% tramite confinanziamento da parte di Fiera di Genova stessa. Ad oggi Fiera di Genova ha trasmesso ufficialmente il progetto a Regione Liguria e proposto a quest’ultima ed al Comune di Genova due nuove bozze di Accordo di Programma e di Convenzione a valle dei quali sarà possibile procedere ai passaggi progettuali di dettaglio ed attingere ai fondi, ora nella disponibilità del Comune.
IL PERSONALE
<Come richiesto dall’assemblea dei soci – si legge ancora nella relazione -, le azioni relative alla riduzione dei costi strutturali, con particolare riferimento all’incidenza del costo del personale, hanno determinato la necessità di procedere in un percorso virtuoso, teso non soltanto all’ottimizzazione della spesa ma anche alla riduzione, nella massima misura possibile, del disagio sociale; tale percorso innovativo, anticipando di oltre una anno la politica di mobilità interaziendale nel settore pubblico, ha consentito alla struttura organizzativa di Fiera di Genova di adeguarsi alle nuove esigenze di mercato, passando da 57 a 33 dipendenti a tempo indeterminato, con un costo del personale sceso da 3,5 a 1,65 milioni di euro e si completerà definitivamente nel 2015, raggiungendo il valore atteso>.
LA CONTINUITA’ AZIENDALE, LE INIZIATIVE FIERISTICHE
La continuità aziendale, messa in forse da più punti della relazione dei sindaci, sarebbe invece favorita dai provvedimenti sopra citati oltre che dall’<avvio di una profonda azione di risanamento dell’esposizione bancaria – passata da 16.999.199 a 0 euro – e, in contemporanea, con la riqualificazione dell’offerta commerciale che tuttavia ha registrato l’assenza di risorse da investire in start up e nell’acquisizione di nuove iniziative fieristiche. Nonostante ciò, è proseguito l’attento controllo dei prodotti in termini di massimo rendimento che ha garantito, come per l’esercizio precedente, un sostanziale miglioramento dei risultati commerciali e reddituali delle manifestazioni, nonché lo sviluppo di nuove collaborazioni con altri organizzatori di manifestazioni, senza assunzione di ulteriori rischi imprenditoriali>. In sostanza, il motivo per cui non sono state avviate nuove iniziative fieristiche viene spiegata con la totale assenza di risorse che potessero giustificare un rischio d’impresa. <Nel 2014 – si legge nella relazione -, si sono registrati 17 nuovi eventi privati e manifestazioni, con un afflusso stimato di pubblico di circa 720 mila persone, molte delle quali provenienti da fuori Regione e, particolarmente per il Salone Nautico e la riunione internazionale Iccat, anche dall’estero, rafforzando il ruolo di Fiera di Genova quale attrattore e veicolo di visibilità e promozione turistica del territorio>.
LA CARENZA DI FONDI PER LA PROMOZIONE
Altro tema delicato è quello della promozione. <Il contenimento dei costi per pubblicità, promozione e comunicazione ha rappresentato, in considerazione della tipologia di attività svolta, una limitazione significativa per la visibilità delle iniziative di rilancio e di migliore competitività, solo parzialmente compensate dall’utilizzo di strumenti più economici quali i social network> si legge nella relazione.
IL SALONE NAUTICO
L’azienda, nelle condizioni in cui era, con debiti enormi legati al sovradimensionamento del personale rispetto alle esigenze che non erano più quelle dei tempi d’oro delle fiere in tutto il mondo, ma soprattutto al debito contratto per la costruzione del padiglione B “Jean Nouvel” a carico di Fiera ma su sedime comunale (una decisione risalente ai tempi in cui l’amministratore delegato–direttore era Roberto Urbani e il sindaco Beppe Pericu), secondo i suoi vertici non poteva più farsi carico di alcun rischio d’impresa. Per questo, alla scadenza dello storico contratto Fiera-Ucina (terminato il 31 dicembre 2013), <all’esito di un percorso individuato con gli azionisti di Fiera>, si legge nel documento, per inquadrare il fatto che la scelta non è stata presa dai soli vertici dell’azienda, <si è scelto di trasferire il rischio imprenditoriale del Salone Nautico consentendone la realizzazione alla società I Saloni Nautici S.p.A., che ha quale unico azionista la Blue Boating Events S.r.l., società a sua volta partecipata al 100% da Ucina, attivando appositi contratti di messa a disposizione di aree e servizi fieristici che hanno coinvolto Fiera di Genova e le società partecipate, con ricadute positive sui ricavi dell’esercizio. Tale impostazione ha pertanto consentito, da un lato, di ritrovare la necessaria remunerazione dei servizi fieristici e degli spazi interessati da ingenti investimenti di Fiera di Genova e soggetti pubblici, padiglione B e Darsene in particolare, garantendo al tempo stesso il radicamento della manifestazione a Genova e consolidando il rapporto storico con l’associazione di categoria del settore nautico>. Quanto alla più volte rilanciata disponibilità di Fiera di Genova di entrare nella compagine sociale della società che organizza l’evento, <Rimane da individuare, e sul punto occorre un indirizzo coeso e chiaro da parte degli azionisti, la strategia da assumere in relazione all’ingresso di Fiera nella compagine societaria de I Saloni Nautici S.p.A., direttamente o indirettamente anche attraverso partner istituzionali> si legge nella relazione di bilancio. Chiaro che con la formula di affidamento a una società terza della manifestazione e con la Fiera che ha fatto, praticamente, solo da padrone di casa, si sono azzerarti i rischi d’impresa, ma si sono abbassati anche i ricavi. <I minori ricavi per euro 5.699.896 rapportati all’esercizio 2013, cui sono correlati minori costi per euro 5.764.951 – recita dil documento di bilancio -, sono ascrivibili al cambiamento di impostazione della gestione del Salone Nautico: fino all’esercizio 2013, vigente il vecchio contratto tra Fiera di Genova e Ucina, la Società risultava essere unica titolare del rischio d’impresa e, a fronte di ricavi e di costi come sopra indicati, aveva erogato euro 1.103.544 a Ucina per la collaborazione prestata. A decorrere dal 2014, superata l’impostazione contrattuale precedente, Ucina, mediante la società I Saloni Nautici S.p.A., ha assunto il rischio d’impresa e ha erogato a Fiera di Genova un corrispettivo, stabilito sulla base di una serie di criteri di riferimento, per la messa a disposizione di spazi e la fornitura di service qualificati per la gestione del prodotto Salone>. Sono inoltre in corso di definizione anche i contratti con I Saloni Nautici S.p.A. per la messa a disposizione di spazi espositivi e servizi fieristici inerenti l’organizzazione del Salone Nautico 2015, per un importo di oltre 400 mila euro.
LE AREE DISMESSE
Gli amministratori di Fiera specificano che <Sono raggiunti o in avanzata fase di realizzazione tutti gli obiettivi fissati nel Piano di riorganizzazione societaria e linea di sviluppo del 2013: progettazione e organizzazione di manifestazioni fieristiche, espositive e congressuali, ridimensionamento degli spazi espositivi e riutilizzo aree non più funzionali allo svolgimento dell’attività fieristica. Sono in fase di definizione e all’attenzione delle istituzioni e degli azionisti i rimanenti obiettivi individuati dal Piano: necessità che le aree non più funzionali all’attività di gestione fieristica, sotto una coordinata regia di natura pubblica, vengano destinate a funzioni compatibili con l’attività fieristica e necessità di nuovi investimenti per potersi adeguare alle best practice del mercato di riferimento. internazionalizzazione e valorizzazione prodotti leader>.
IL PADIGLIONE B E IL FINANZIAMENTO NON ANCORA CONCESSO
Il Comune si accollato il debito perché il padiglione B è suo e l’importo scritto a bilancio è la locazione che figura come debito, ma si compensa con il credito di circa 16 milioni che Fiera vanta presso il Comune fino al 2034. Proprio per questo, secondo i vertici dell’azienda, non c’è passività finanziaria ma solo contabilistica. <Il Comune di Genova, con atto ricognitivo del 26 maggio 2014 ha riconosciuto, per accessione ex art. 936 c.c., la proprietà del Padiglione B; a fronte della ricognizione di tale situazione proprietaria, il Comune di Genova, ha contestualmente riconosciuto a Fiera di Genova l’indennizzo dell’importo di circa 41 milioni di euro, da riconoscersi in parte in denaro ed in parte mediante compensazione sia con canoni scaduti che con canoni futuri, fino al 2034 – si legge nella relazione -. Comune di Genova e Fiera di Genova, in attuazione della delibera sopra citata, hanno determinato che l’indennizzo spettante a Fiera, per la specifica parte da riconoscersi in denaro, dovesse essere destinato alla chiusura dell’esposizione con l’istituto di credito che ha finanziato parzialmente la realizzazione del padiglione B; tale indennizzo, coerentemente a quanto convenuto in sede di ricognizione di debito, è stato pagato dalla società Nuova Foce S.r.l., partecipata al 100% dal Comune per il tramite di Spim Spa., che ha acquistato dal Comune gli immobili resi. Le parti hanno inoltre previsto che il contenzioso con Coopsette inerente la realizzazione del Padiglione B resti a carico della Società. Sempre in data 26 maggio 2014 Comune di Genova e Fiera di Genova hanno sottoscritto un contratto di locazione per i padiglioni B e D, definendo così un titolo giuridico mai perfezionato, nonostante la sdemanializzazione delle aree del quartiere fieristico fosse avvenuta nel 2003>. Con delibera di Consiglio comunale 8 luglio 2014, si è determinata l’eliminazione del vincolo fieristico sulle aree rientrate nella disponibilità del Comune, a fronte della rinuncia da parte della Società all’utilizzo delle medesime per l’esercizio dell’attività fieristica. La riperimetrazione degli spazi fieristici con contestuale definizione dei rapporti patrimoniali ed economici tra Fiera di Genova e Comune di Genova, avviata dal Piano di ri-organizzaione della Società interconnesso con la delibera del Consiglio Comunale 30 luglio 2013, n. 51, si è definitivamente compiuta il 22 settembre 2014 con il versamento dell’importo di 18,6 milioni di euro canalizzati per la quota capitale direttamente su Bnl (istituto bancario che aveva finanziato Fiera di Genova per i lavori di costruzione del padiglione B) e di 4.,092 milioni di euro, canalizzati a titolo di Iva su Banca Carige) registrando tempi di realizzazione di oltre 10 mesi superiori agli indirizzi determinati dalla delibera (30 novembre 2013), determinando maggiori costi di esercizio non prevedibili e condizionando il risultato di esercizio finale.

<Nello specifico il ritardo nel completamento della “monetizzazione” ha determinato, in assenza di una confermata continuità aziendale, in primo luogo l’impossibilità di accedere al finanziamento richiesto, in primis a Bnl, per poter gestire l’attività ordinaria, finanziamento che, oltre a BNL, anche gli altri istituti di credito hanno subordinato – e quindi rinviato – al completamento del percorso e, in secondo luogo, non ha consentito, a luglio 2014, di entrare nel capitale sociale della nuova società I Saloni Nautici S.p.A., cui è stata affidata l’organizzazione del prodotto Salone Nautico> si legge ancora nella relazione dove, qualche riga dopo, sta scritto: <Nonostante l’operazione di risanamento della Società sia stata strutturata anche tenendo in considerazione i rapporti contrattuali intercorrenti con l’istituto di credito Bnl, che ha partecipato alla finalizzazione degli atti giuridici relativi alla c.d. monetizzazione, primo tassello di una piena ristrutturazione finanziaria della Società articolata nel contestuale rilascio di una linea di credito (per 3 milioni di euro) per la chiusura di una serie di debiti pregressi, ad oggi la Banca non ha concesso il finanziamento, che si confida di ottenere in tempi brevi proseguendo l’approfondimento dei profili di concessione dello stesso>.

LE DARSENE NAUTICHE E LA MANCATA “CONCESSIONE LUNGA”


Questo il testo integrale della relazione di bilancio laddove tratta delle darsene.


Nel 2013, anche in considerazione dell’andamento negativo delle società partecipate, gli amministratori hanno intrapreso una serie di iniziative volte ad individuare le ragioni dello squilibrio, rappresentate non soltanto dalla crisi del mercato del diportismo, ma anche dall’assenza di adeguata remunerazione dei rilevanti investimenti effettuati in passato sui beni demaniali (complessivamente per oltre 15 milioni) in assenza di titoli concessori parametrati agli investimenti sostenuti.

Il Piano industriale approvato dai Soci nel luglio 2013 prevedeva, come noto, la gestione congiunta delle due Darsene quale tassello fondamentale sia per una ritrovata e stabile redditività della Società, sia per definire il percorso intrapreso da Fiera di Genova nell’anno 2005, attraverso l’investimento di circa 7 milioni di euro per il completamento della Nuova Darsena, con l’autorizzazione dell’Autorità Portuale e nel presupposto di una concessione pluriennale di utilizzo.

Si è quindi esperito un tentativo di individuazione di potenziali partner per la gestione delle Darsene, nella prospettiva dell’eventuale acquisizione della concessione pluriennale anche sulla Nuova Darsena. Tale progetto, salvaguardando la funzionalità del Salone Nautico, si poneva l’obiettivo da un lato di costituire una gestione coordinata delle due marine, in allora gestite da Marina Fiera di Genova Spa e Marina Fiera Spa, e, dall’altro, di trovare meccanismi di ricollocazione professionale per almeno 6 dipendenti della Società.

A seguito di numerosi incontri e tavoli di coordinamento organizzati dalle Istituzioni locali azioniste della Società, in considerazione della strategicità dell’obiettivo di preservare una strutturata forma di collaborazione con l’Associazione di categoria Ucina, si è individuata la possibilità di costituire una società paritetica tra la Società e Ucina, con l’obiettivo di organizzare congiuntamente il Salone Nautico e altre manifestazioni di carattere nautico, nonché di gestire la Nuova Darsena.

Nel mese di aprile 2014 è stata presentata dalla nuova società I Saloni Nautici S.p.A., con il consenso di Fiera di Genova quale società controllante dell’allora concessionaria Marina Fiera S.p.A., istanza per il sub ingresso nella concessione demaniale marittima con contestuale istanza di prolungamento pluriennale dei termini temporali. Va purtroppo segnalato che, nonostante i tentativi profusi nella direzione di una più efficace gestione della Nuova Darsena, che necessita del rilascio di una concessione di durata di almeno 4-5 anni al fine di consentire al possibile gestore delle aree di realizzare ulteriori investimenti a completamento delle opere (indispensabili per la sua operatività) che possano essere remunerati in un sufficiente periodo di tempo, ciò non è stato possibile anche e soprattutto in ragione dell’intervenuta presentazione del progetto denominato “BluePrint”.

Il progetto presentato è certamente importante e prevede per il waterfront cittadino uno sviluppo strategico in linea di principio del tutto condivisibile, tuttavia non si può non considerare che già dal suo avvio il progetto ha comportato un forte impatto sul completamento del Piano industriale.

Autorità Portuale, proprio in relazione al suddetto nuovo progetto generale, ha ribadito l’intenzione di non voler concedere la Nuova Darsena nautica oltre il 31 dicembre 2015, in considerazione della necessità di trovare collocazione in quell’area per imbarcazioni ed attività oggi presente nell’area di Duca degli Abruzzi. Inoltre, la mancata disponibilità della Nuova Darsena invalida, nei fatti, l’impegno espresso da Autorità Portuale di inserire la clausola sociale nel bando di assegnazione che prevedeva l’assunzione da parte del futuro gestore di almeno 6 dipendenti in esubero di Fiera.

Nella relazione si legge anche che <Il venir meno della possibilità di gestire congiuntamente le Darsene Nautiche ha determinato, oltre alla carenza di un flusso certo di ricavi, anche l’impossibilità di ricollocare almeno 6 dipendenti della Società per un valore di almeno 400 mila euro sul costo del personale. Si sono pertanto valutate le diverse possibilità attuando interlocuzioni con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Città Metropolitana per valutare possibili forme di collaborazione che consentissero di ritrovare gli attesi obiettivi del piano triennale. Ad oggi sono ancora pendenti le analisi. È stata infine avviata da parte di Fiera di Genova, quale società controllante di Marina Fiera Spa, con lettera datata 28 aprile 2015, la richiesta di riconoscimento degli investimenti operati nella Nuova Darsena a completamento del manufatto, in allora consegnato incompleto, nei confronti di Autorità Portuale di Genova. Per conseguire l’auspicata riduzione sul costo del personale sono in corso analisi volte ad agevolare l’uscita volontaria di alcuni dipendenti ormai prossimi alla pensione riattivando i meccanismi già attuati in precedenza>.

IL 2015
<Dopo la chiusura dell’esercizio sono proseguite le attività dirette al completamento del piano di riorganizzazione e risanamento – informa la relazione di bilancio -. Si è già rilevata la fusione per incorporazione di Marina Fiera di Genova. Con la fusione, Fiera di Genova ha acquisito il titolo concessorio demaniale marittimo con scadenza temporale al 31 dicembre 2027 per l’utilizzo della Darsena immediatamente antistante il quartiere fieristico e delle aree ad essa collegate, in relazione alla quale sono state avviate iniziative di più efficace valorizzazione sia attraverso attività ed eventi fieristici che mediante un contratto di gestione, relativamente alle attività nautiche per i periodi fuori Salone, per un canone pari a 215 mila euro. L’Università utilizza, senza interruzione di continuità, diversi locali all’interno del padiglione D per finalità istituzionali e di insegnamento universitario. È in pendenza di rinnovo il contratto che regola tale rapporto che tuttavia ha già ottenuto parere di conformità positivo, da parte di Agenzia delle Entrate, per la parte inerente il quantum dovuto a titolo di canone di locazione pari a 347.025 mila euro più Iva mentre, ad oggi, è ancora pendente il parere di conformità inerente il corrispettivo dovuto per i servizi accessori, indicati da Fiera di Genova in circa 34 mila euro. Il perfezionamento di tale contratto di locazione è previsto entro agosto 2015>.

Sempre secondo la relazione, in coincidenza della data di approvazione del bilancio da parte del Consiglio di Amministrazione, si è concretizzato il riconoscimento, da parte del Comune di Genova, del credito vantato dalla società in ragione degli oneri sostenuti per lo smontaggio ed il rimontaggio della Reception di Levante, di cui si è dato conto nella presente relazione.

Proseguono le interlocuzioni con gli istituti bancari per il rilascio di una nuova linea di credito di 3 milioni di euro (quella che secondo i sindaci deve essere fatta partire per evitare che la richiesta esecutiva di qualche creditore crei problemi all’azienda).

<Sono attese ulteriori razionalizzazioni sul costo del personale, tra il 2015 ed il 2016, anche in relazione al percorso di ottimizzazione di risorse e funzioni avviato con la Porto Antico S.p.A., con l’obiettivo di costruire un’offerta più forte e competitiva anche a livello internazionale ed allo scopo di liberare, attraverso risparmi di gestione e ritrovata efficienza, risorse da destinare alla promozione di nuovi ambiti e mercati – si legge, infine, nella relazione -. Tenuto conto di tali rilevanti situazioni in corso di definizione, la Società ritiene sussistano fondati elementi per il perfezionamento dell’erogazione delle linee di credito necessarie per la gestione da un lato delle partite di debito pregresse e, dall’altro, per consentire alla Società di operare con maggiore respiro. Tali significativi interventi fanno ritenere sussistente la continuità aziendale>.

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