Piazza delle Erbe, il progetto di riqualificazione del Civ “Il Genovino”

Porotto

Il Civ Ascom “Il genovino” ha presentato un progetto per riqualificare piazza delle Erbe, cioè della porzione del centro storico compresa tra vico Notari e piazza delle Erbe, elaborando alcune soluzioni utili alla vivibilità e alla convivenza tra abitanti e operatori commerciali. Il progetto è stato inviato agli assessori competenti, al Municipio e allo sportello Civ.

<La piazza deve essere uno spazio sociale, è questo l’aspetto fondamentale che dobbiamo recuperare – dice la presidente Marina Porotto -. La riqualificazione di piazza delle Erbe, iniziata da quasi un ventennio, deve proseguire attraverso una commistione di funzioni rivolte a un’utenza eterogenea: un’area commerciale, una sede naturale per manifestazioni varie con un arredo urbano che possa agevolare la socializzazione. Da sempre la piazza è considerata lo spazio dell’incontro umano, dove le differenze sociali possono essere valorizzate. Purtroppo il suo ruolo rischia di essere assorbito da nuovi spazi quali i centri commerciali e le grandi catene di distribuzione, luoghi in cui, privilegiando la funzione economica, si tralascia la dimensione umana e sociale. Secondo l’antropologo francese Marc Augè si tratta di non-luoghi, caratterizzati dall’assenza di identità, relazione e storia, che provano a rieditarsi come “superluoghi” isolati però dalla realtà cittadina e che provano, con   fatica, a reinventare, almeno in parte, nuove dimensioni di scambio sociale, sempre però sotto la stella polare del consumo. La volontà degli operatori commerciali è quella di ridare al centro storico la sua dignità, di salvarlo dal degrado, dalla delinquenza e dall’incuria; ricordiamoci che, “un ambiente ben curato porta la comunità (anche quella non naturalmente “curata”) a curare l’ambiente che la circonda; estendendo il concetto ai comportamenti: una persona aggressiva porterà i vicini ad essere aggressivi, una costruttiva stimolerà gli altri ad esserlo altrettanto e così via.” La cultura della cura si può sostituire alla cultura dell’incuria>.

<Su questo punto, come presidente del Civ Genovino – continua Prorotto – intendo sviluppare un progetto, insieme a tutti i miei colleghi, operatori commerciali della zona, che possa invertire questo processo di dilagante degrado; il messaggio “Vivi il centro storico” vuole essere il nostro messaggio, un augurio, un desiderio e speriamo una certezza di riuscita. Ripercorrendo le forme di espressione moderne se ne possono individuare alcuni simboli tra cui un esempio caratteristico è lo “Speaker’s corner” a Hyde Park; Proprio da questa esperienza londinese nasce la nostra idea per contribuire a riqualificare un luogo e renderlo fruibile ai molti e da qui, soprattutto, la speranza di animare un recupero più strutturale ristrutturale di uno spazio inutilizzato per restituirlo agli abitanti del centro storico. Grazie alla proficua collaborazione avviata con “RiprendiamociGenova” vogliamo, infatti, creare, nello spazio delle scalette accanto alla “Pizzeria dei biscotti”, tuttora lasciate all’incuria e al degrado, e divenute luogo, soprattutto nelle ore serali mal frequentato, un palco naturale da usare come spazio per manifestazioni, come luogo di scambio culturale>.

LA VALORIZZAZIONE DI UN’AREA

Cosa sono le scalette in Piazza delle Erbe ora? Sono un luogo in cui gruppi di persone, nelle ore serali soprattutto, bivaccano senza uno scopo, sporcando e disturbando, con urla e schiamazzi, sia i fruitori delle attività commerciali presenti, sia gli abitanti stessi, costretti a sentire per ore urla e rumore.

Riqualificazione piazza delle Erbe - progetto

Cosa possono diventare? Possono diventare un luogo in cui le persone possono usufruire di uno spazio libero di espressione, vincolato dal rispetto delle attività commerciali e degli abitanti, un palco usato per dibattiti, musica, letture di poesie e quant’altro. Una sorta di arena letteraria e musicale a disposizione della città. Un luogo votato alla produzione ed espressione culturale secondo l’idea che la cultura è l’antidoto per incuria.

Il progetto si sviluppa su un’area di circa 4 mt x 2 mt, che potrebbero essere valorizzati da una scenografia semipermanente, che possa essere uno sfondo neutro per tutte le manifestazioni. L’idea è di lasciare liberi i mt necessari al passagio pedonale (comunque sempre garantito dalla recente riapertura di Vico del Fico).

Attraverso un sito internet realizzato e gestito dal CIV, si vorrebbe sviluppare, attraverso una calendarizzazione di eventi ed interventi per i soggetti che abbiano manifestato la richiesta di esibirsi: dagli artisti ai dibattiti, lettura di poesie e quant’altro.

<Il nostro progetto – dice Porotto – ambisce a coinvolgere l’Università di Genova, in prima battuta la Facoltà di Architettura, per creare un rapporto tra il tessuto commerciale, gli abitanti e gli studenti, in un’ottica di coesione e collaborazione. Secondo la nostra idea progettuale, avremmo intenzione di dare il via all’iniziativa con i primi eventi a partire da Settembre, approfottando del mese, ormai da parecchi anni, dedicato alle “Summer Night” con una serata inaugurale che potrebbe partire già nel primo pomeriggio con un momento di animazione per i bambini. Ricordiamo che lo spazio è adiacente all’edificio scolastico, recentemente restaurato, per poi proseguire nel corso dell’aperitivo con una serie di interventi volti a spiegare il progetto, intervallati da pause musicali, per terminare in un concerto e con un dj set. Il nostro progetto prevede, per la sua buona riuscita, vista l’attuale condizione di fragilità del centro storico e la necessità di coinvolgere la maggior parte di operatori commerciali, l’utilizzo di un efficace strumento di visibilità e comunicazione che prevede la possibilità di rendere visibili gli eventi e la vita della piazza anche attraverso l’apposizione e l’attivazione di schermi all’entrata della stessa, ovvero sugli affacci di Piazza Matteotti. Completano il nostro progetto la pedonalizzazione serale di Vico Notari e della parte alta di Canneto così da agevolare la creazione di un flusso di persone anche attraverso l’eventuale prolungamento straordinario dell’orario di apertura delle attività commerciali>.

One thought on “Piazza delle Erbe, il progetto di riqualificazione del Civ “Il Genovino””

  1. Mi fa piacere che i pubblici esercenti di piazza delle Erbe abbiano cominciato a pensare alla situazione attuale che imprigiona gli abitanti della zona in un universo fatto di rumore, musica a palla, vetri rotti e tutto il resto. Non mi convince invece neanche un po’ la giustificazione teorica portata che utilizza grossolanamente l’antropologia, utilizzando frusti luoghi comuni sui non-luoghi (scusate l’intreccio). Piazza delle Erbe è un luogo carico di storia e di bellezza, sconciata purtroppo dalla presenza invasiva dei tavolini e degli ombrelloni sistemati senza un minimo di decoro che riempiono tutti gli spazi. Anche il richiamo allo “Speaker’s corner” di Hyde Park è francamente ridicolo, là si tratta di un parco pubblico, qua si tratta di una piazza storica incastonata in mezzo alle case, altrettanto storiche, che purtroppo per voi ospitano una popolazione di giovani e anziani, bambini, lavoratori. Non sentiamo la necessità di un nuovo set musicale che non permette neanche di parlare in casa propria! E’ ora di dire che nel centro antico di Genova non devono più essere autorizzati concerti che utilizzano sistemi di amplificazione di grande potenza, neanche fossimo allo stadio. Gli spettacoli possono essere musicali acustici, oppure opere teatrali o qualunque altra produzione culturale consona all’ambiente, come nelle città antiche di tutto il mondo. Sul vostro progetto è scritto: “Proprio da questa esperienza londinese nasce la nostra idea per contribuire a riqualificare un luogo e renderlo fruibile ai molti e da qui, soprattutto, la speranza di animare un recupero più strutturale ristrutturale di uno spazio inutilizzato per restituirlo agli abitanti del centro storico.” Gli abitanti del centro storico non sono d’accordo che sia necessario aggiungere ulteriori servitù alle tante già sopportate; se lo spazio degradato sono le scalette del parcheggio noi pensiamo che basti spazzarle, lavarle e tenerle libere da ospiti indesiderati; questo è quanto devono fare le istituzioni (comune, circoscrizione) e le forze di polizia, sempre assenti nelle notti brave che si susseguono senza sosta. Se aggiungiamo anche l’opposizione strenua delle vostre associazioni di categoria a nuove regole sugli orari e sul consumo di alcol otteniamo un totale disaccordo tra voi e gli abitanti del centro antico; l’unica indicazione che date per migliorare la situazione è quella di controllare di più i mini-market, un po’ poco…..Invece proponete ulteriori aperture notturne per “agevolare la creazione di un flusso di persone anche attraverso l’eventuale prolungamento straordinario dell’orario di apertura delle attività commerciali”. Se vogliamo evitare che i rapporti già tesi tra gli abitanti e la “vita notturna” raggiungano livelli preoccupanti sarà opportuno che gli esercenti e gli altri attori di questa vicenda pongano maggiore attenzione verso le esigenze del quartiere e dei suoi abitanti.
    Adriano Silingardi
    Per i cittadini dei carruggi

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