Stasera appuntamento col Ghost Tour

ghostUn intrigante e misterioso viaggio alla scoperta di vecchie e nuove leggende tra i tesori del Centro Antico di Genova.
Dalle ore 20,30 in Piazza Matteotti a Genova verranno distribuite gratuitamente fino ad esaurimento le Cartine che serviranno per trovare le piazza ove si svolgeranno le performance fantasmatiche. La partecipazione al ghost tour potrà essere svolta in forma, individuale o collettiva
Grazie all’utilizzo di una cartina, il visitatore potrà orientarsi nel groviglio dei carruggi genovesi trovare 9 piazze ed assistere alle simpatiche performance svolte in chiave: storica, teatrale, musicale e di danza.

Le performance verranno ripetute dalle ore 21.00 alle ore 23,45.
Il Ghost Tour terminerà improrogabilmente alle ore 23,45 per permettere a tutti di raggiungere Piazza Matteotti dove alle ore 24,00 verrà acceso il Falò di San Giovanni
In piazza Matteotti preludio al Falò di San Giovanni intrattenimenti Musicali dalle ore 20,00 in poi

ore 20,00: Gruppo Folk Città di Genova (canti tradizionali genovesi)
ore 20,30: distribuzione cartine del Ghost Tour
ore 21,00: La Notte dei Cantautori
Partecipano: Max Manfredi, Federico Sirianni, Cristiano Angelini, Rebis, Valentina Amandolese, Sabrina Napoleone, Cristina Nico, Lorenzo Malvezzi, Sergio Alemanno, Luigi Rizza, Massimo Schiavon, Luca Masperone. Conduce Guido Festinese
Direzione Artistica Edmondo Romano
Ore 24,00 Falò di San Giovanni,
In Centro Storico le tappe del Ghost Tour:
Apertura straordinaria del Camminamento delle mura del Barbarossa da salita Coccagna a via Eugenia Ravasco .

La leggenda di Scarpe e Lin – Vico Dritto Ponticello

A Sestri Ponente, ancor oggi, si narra di un malefico agnellino nero trovato da due donne sulla Strada del Monte Gazzo. Dopo che le donne lo presero in braccio, divenne pesantissimo e si tramutò in un terribile demone, con gli occhi rossi come il fuoco.
Gruppi Storici Sextum e Sestrese

La Leggenda di Fosca dei Fieschi – Campo Pisano

Rivive il dramma d’amore di Isabella Fieschi, battezzata a furor di popolo “Fosca”e del suo sfortunato amante. In quel di Savignone le due anime cercano ancor oggi ricongiungersi, ma sono prepotentemente divise dall’apparizione di un enorme serpente: si dice essere Luchino marito d’Isabella, il quale stemma blasonato è appunto un grosso biscione bicefalo.
Gruppi Storici Fieschi e Doria

La leggenda di Aisha Kandisha – Piazzetta San Luca
si manifesta sotto sembianze umane, spesso come una donna bellissima, la si può riconoscere da un particolare: ha zampe di cammello al posto dei piedi e delle gambe
Hanaita e la compagnia di danze orientali Persepolis

Le Fiabe della Notte di San Giovanni – Piazza Grillo Cattaneo

Nella notte più magica dell’anno, gli storytellers di Narrazena, vi racconteranno le storie e le fiabe della tradizione folkloristica europea. La Vigilia di San Giovanni ci tramanda i racconti, senza tempo, di magie, di trasformazioni, d’incantesimi e stregonerie, dove il buio e la notte sono i protagonisti che incantano grandi e piccini.
Gruppo Narrazena

Una Strega chiamata Caterina – Piazza San Giovanni il Vecchio

In una piazza di Genova una lastra di pietra pare sprigioni calore anche d’inverno. Su quel punto del terreno nel settembre del 1630 fu eretto un rogo sul quale fu arsa viva la strega Caterina, detta la Cagna Corsa. La notte prima dell’esecuzione i dubbi le tormentano lo spirito, e i rimorsi sono tremendi quanto il supplizio che dovrà affrontare al momento della condanna.
Compagnia Teatrale la Pinguicola

Notte di San Giovanni sul Monte Castello – Piazza Santa Maria in Passione

Il bene e il male, si scontrano a passi di danza, nel contrasto tra la notte dominata da creature maligne e le anime di morti tumulati in terra sconsacrata, e il giorno con il suono delle campane che relegano queste creature nelle viscere della collina di castello
Gruppo di Danza Zara

Il Miracolo delle Reliquie di Frate Cipolla – Piazza della Scuole Pie

Una novella di Boccaccio ci racconta di Frate Cipolla che promise ai contadini di mostrare loro la penna delle ali dell’Arcangelo Gabriele. Pare che tale penna sia stata trovata nello stesso luogo dove furono trovati i carboni, che furono usati per alimentare il fuoco che arrostì San Lorenzo, santo al quale è dedicata la Cattedrale di Genova.
Compagnia Balestrieri del Mandraccio

La Pulzella d’Orlèans – Piazza Negri

Rivive la storia della paladina di Francia, ribattezzata la Pulzella d’Orlèans. Una donna diventata santa che grazie al suo sacrificio riunificò la Francia. Osteggiata dai suoi nemici e tradita dai suoi amici la storia ci parla dei suoi successi e del rogo che pose fine alla sua vita terrena.
D & E Animations

L’Abate Maggiolo, l’Ossesso di Murta – Piazza delle Lavandaie

Correva l’anno 1778 e a tal Abate Bartolomeo Maggiolo sacerdote del clero secolare, accadde qualcosa di veramente sconvolgente. Il prelato cominciò a esprimersi in una lingua della quale non si capiva l’espressione idiomatica. I più dotti tra gli ecclesiastici decretarono l’oscura sentenza: l’abate era posseduto dal Demonio

Partecipa il Gruppo Storico I Viaggiatori del Tempo.

Partecipano al Ghost Tour:
Circolo Culturale Fondazione Amon, Gruppo D & E Animations, Gruppo Viaggiatori del Tempo, Gruppo Storico Fieschi di Casella , Gruppo Storico Doria, Gruppo Storico Sextum, Gruppo Storico Sestrese, Gruppo Storico I Gatteschi, Scuola di Danza Zara , Hanaita e il Gruppo di danze Orientali Persepolis, Compagnia Balestrieri del Mandraccio. Inoltre partecipano, Gruppo NarraZena.

Il pubblico potrà chiedere informazioni scrivendo un Email all’indirizzo fondazioneamon@live.it

Storia della Festa di san Giovanni a Genova:

Descrizione:
La Storia: Tra la fine dell’XI e l’inizio del XII sec. si verificano a Genova due eventi di eclatante rilevanza: i Genovesi partecipano trionfalmente alla prima Crociata e si consolida il ruolo della ” Compagna Communis”,da cui prenderà forza e slancio l’affermazione di Genova come Comune. Genovesi, Baresi e Veneziani già da tempo erano alla ricerca delle reliquie di San Nicola da Myra; al ritorno dalla prima crociata e sotto la guida di Guglielmo Embriaco i Genovesi sbarcarono in quei luoghi, ma scoprirono di essere stati preceduti dai Baresi. Addirittura nel timore di un raggiro dei monaci finrorno per scavare comunque sotto l’Altare Maggiore e così rinvenirono le ceneri di San Giovanni Battista.L’arrivo delle Ceneri a Genova su tre vascelli nel 1098 fu davvero un avvenimento memorabile per la città.
La devozione al Santo cominciò a farsi sempre più fervente e a riflettersi in varie forme: numerose cappelle pubbliche e private, oltre alla realizzazione di varie edicole sacre dedicate appunto, al Battista vennero erette progressivamente.
Alla fine del Duecento venne istituita la Confraternita intitolata a San Giovanni, con il compito di accompagnare le reliquie al Molo in caso di tempesta in mare; nel 1327 la Repubblica proclamò il Santo “Patrono di Genova”, affiancandolo a San Giorgio e decretando una processione da tenersi ogni anno. Si ha notizia, già prima dell’XI secolo, di come sulle piazze principali di Genova e nei paesi di tutta la Liguria si accendessero enormi falò attorno ai quali si radunava la gente in festa: erano, queste, tradizioni di origine precristiana, infatti i pagani celebravano il 24 Giugno la festa di Fors Fortuna e quei fuochi accesi nella notte tra il 23 ed il 24 giugno erano finalizzati ad allontanare gli spiriti maligni e le streghe che si credeva uscissero dai loro antri per danneggiare i raccolti e uccidere bestiame e uomini. La Chiesa continuò a condannare più volte tali rituali ma, vista l’impossibilità di cancellarli, operò per trasformare i falò profani di tradizione pagana in fuochi sacri peraltro rievocativi dell’elogio di Cristo per il Battista: “Egli era lume ardente e illuminante” (Giovanni, V, 35).
Una “grida” del 1570 arrivò, di conseguenza, ad invitare i cittadini di Genova a festeggiare San Giovanni “con quella letizia con cui lo celebrarono i nostri antichi da tempo immemorabile”.
I fuochi diventarono pertanto motivo di festa e di convivio: ovunque vi fosse uno spazio- piazza Sarzano, Santa Maria di Castello, Principe, San Teodoro, e in tutte le alture- si innalzavano fiamme bruciando legna da ardere e roba vecchia, si ballava la “moresca” e si cocevano cipolle e lumache. Dove non si potevano accendere falò, si appendevano lanternine di carta colorata con dentro lumini e si scoppiavano mortaretti, girandole, razzetti in un tripudio di luci e colori.

Ancora oggi l’antica tradizione prosegue e la notte fra il 23 e il 24 giugno- dunque la notte della vigilia della festa di San Giovanni – la città si anima con giochi di strada, falò in paizza, e fuochi sul mare.

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