Mercati, Durc, risistemazione di Sestri Ponente, manifestazione Aval domani in consiglio comunale

Mercato di TerralbaLa moratoria sul Durc (documento unico di regolarità contributiva) scaduta la scorsa settimana e metà dei circa 800 operatori genovesi a rischio chiusura, un mercato “provvisoriamente” (ma da 25 anni) sistemato in via dei Costo a Sestri Ponente, gli orari da adeguare alle nuove abitudini dei consumatori, l’eterno abusivismo commerciale che non è solo il suq di via Turati, ma anche (e soprattutto) quello degli stranieri che vendono griffe contraffatte, ma anche quello dei verdurai abusivi spesso italiani. Poi, circa 250 posti rimasti vuoti nei mercati, che ora vanno alla spunta (cioè, vengono assegnati di giorno in giorno a chi si presenta e secondo una graduatoria che si basa sull’anzianità di presenza) e la categoria vorrebbe, invece, assegnati a seguito della riorganizzazione dei mercati.
Per questo, domani, in occasione della seduta del consiglio comunale, gli ambulanti di Aval, l’associazione dei venditori ambulanti della Liguria, andranno in consiglio comunale dove chiederanno di parlare coi capigruppo per chiedere il loro appoggio perché l’amministrazione metta finalmente mano al capitolo “bancarelle”, un tema che da anni (anzi, decenni) non viene affrontato organicamente. I mercati “moderni” sono nati come camera di decompressione sociale. Vi trovavano lavoro le persone che non riuscivano a metter su un negozio e non riuscivano nemmeno a trovare un lavoro. Chi vi acquistava, poteva risparmiare un po. Nel tempo, le cose sono cambiate. parte della categoria si è evoluta e, prima che cominciasse la crisi, rilevare un banco con posteggi sui mercati “buoni” (piazza Palermo, Tortosa, Terralba) poteva costare anche moltissimo. Oggi, di fatto, le licenze non hanno valore. In special modo quelle dei “poveri” mercati del ponente cittadino, ma anche le altre, visto che sulla categoria pende la spada di Damocle della “Bolkestein”, la “direttiva servizi” europea che ha l’obiettivo di “eliminare gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei prestatori negli Stati membri e alla libera circolazione dei servizi tra Stati membri nonché garantire ai destinatari e ai prestatori la certezza giuridica necessaria all’effettivo esercizio di queste due libertà fondamentali del trattato. Per gli ambulanti, così come per gli stabilimenti balneari, significherebbe perdere le concessioni e andare continuamente in gara, magari contro giganti della grande distribuzione organizzata e questo farebbe perdere valore alle loro licenze. Pare che, grazie a un’escamotage messo a punto da alcune Regioni italiane (tra cui la Liguria) nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, i mercati possano essere esclusi, ma, per ora, non c’è alcuna certezza.
C’è poi la questione degli orari: in alcuni luoghi (come, ad esempio, piazza Palermo), gli ambulanti chiedono di allungare gli orari per “acchiappare” anche le persone che lavorano quando vanno in pausa pranzo, ad esempio. Le donne che possono permettersi di farsi carico solo del lavoro casalingo (e, quindi, di andare al mercato la mattina) sono sempre di meno. In attesa di metter mano alla questione, l’assessore comunale alle attività produttive Emanuele Piazza ha dato indicazione alla polizia municipale di utilizzare la persuasione (e, quindi, il buon senso) e non le sanzioni immediate su chi si attarda.
Per quanto riguarda il mercato di Sestri Ponente, gli ambulanti, che da anni e anni chiedono che le bancarelle tornino nel centro della delegazione, sono riusciti a “forzare la mano”, ottenendo in commissione comunale, la settimana scorsa, un “impegno per il sindaco e la giunta a traferire il mercato di merci varie nella zona adiacente il mercato rionale del Ferro”.
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Fortemente contrario è il presidente del Municipio Medio Ponente Giuseppe Spatola. Il Civ di Sestri, invece, chiede di valutare lo spostamento tenendo presenti i problemi di viabilità, anche alla luce di una strada della zona chiusa per lavori e dei cantieri che stanno per aprire. Il presidente Agostino Gazzo teme, infatti, il maxi ingorgo. Secondo Mauro Lazio, presidente Aval, invece, lo spostamento del mercato salverebbe anche il mercato del Ferro che, nonostante i lavori di ristrutturazione che hanno permesso di riusare l’ingrosso di Sestri come mercato rionale, ricollocando gli operatori dei commercianti dei diversi mercatini della delegazione, non decolla e vede continue chiusure di aziende. L’assessore aveva cominciato a metter mano al problema, la cui soluzione non è affatto facile, La commissione, la cui nuova presidenza si è appena insediata, ha forzato la mano e adesso dovrà prendersi in carico, visto che il consiglio è sovrano, di far quadrare le esigenze di tutti. Un compito davvero non facile. Piazza stava anche pensando al trasferimento in un’area nel levante della delegazione, attualmente oggetto di lavori di recupero.
Spinosissimo, poi, è l’argomento “Durc”. Un gruppo di commercianti chiede una nuova proroga per i pagamenti.
Manifestazione No Durc(Una delle manifestazioni dei “no Durc”)
Come le altre due associazioni, Anva Confesercenti e Fiva Ascom, Aval chiede che non ci siano altre moratorie sulla presentazione del Durc per ottenere la concessione degli spazi nei mercati. Secondo i commercianti che aderiscono alle categorie, oltre ai colleghi che sono stati colpiti dalla crisi, tra quelli che non pagano ci sono troppi che fanno del non pagare tasse e contributi una strategia aziendale che permette di intascare tutti i guadagni e di praticare su chi paga una forte concorrenza sleale visto che possono allegerire i prezzi della percentuale che dovrbbero impegnare per tasse e contributi.
Pare che ci sia chi ha anche 500 mila euro di arretrati e non paga da anni e chi non fa mistero di spendere al gioco tutto quello che dovrebbe versare, irridendo i colleghi che, invece, pagano puntualmente facendo sacrifici. Ambulanti contro, quindi, sul tema del documento di regolarità contributiva. Anche se tutti si rendono conto che, se la legge venisse applicata, oltre la metà degli ambulanti (almeno 400 su 800) non potrebbero versare anche volendo il dovuto. Le normative, infatti, prevedono la sospensione della licenza e, quindi, l’impossibilità di lavorare e guadagnare.
Tra gli ambulanti regolari, c’è chi è per la “tolleranza zero” e chi, invece, chiede di trovare un sistema per salvare capra e cavoli, cioè chi paga dalla concorrenza sleale e chi non paga dalla chiusura. Nessuno, però, ha la soluzione in tasca ed è in grado di suggerire come. C’è anche il timore che i molti stranieri che hanno l’autorizzazione al commercio e quindi, oggi, partecipino ai mercati, vedendosela sospendere torinino ad alimentare la folta schiera degli abusivi.

Sabato scorso siamo andati al mercato di piazza Terralba ad ascoltare dalla voce degli ambulanti la loro posizione circa l’obbligo di presentare il Durc. In questo filmato potete ascoltare le loro motivazioni.

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