Genova non è un caso isolato. I mercati abusivi in Italia e in Europa

Tutti dicono che il problema del mercato abusivo di via Turati “va risolto”, ma in pochi – compreso il cardinale Angelo Bagnasco – hanno indicato al Comune una strada realistica per metter mano alla situazione. Semplicemente, perché la bacchetta magica non esiste e perché la realtà dei flussi migratori, che certo non è competenza del Comune, è un tema pesante e complesso di geopolitica anche economica e non consente che piccoli interventi “topici” sugli effetti collaterali delle migrazioni. Quasi tutte le medio-grandi città europee stanno cercando (spesso senza successo) di contrastare il fenomeno. Ecco cosa succede in Italia e in Europa secondo un dossier del Comune che rilancia articoli di diversi giornali.

I mercati abusivi nelle città italiane ed europee

Mercati abusivi, Genova non è un caso isolato. Molte città italiane ed europee devono confrontarsi con simili situazioni in cui convivono cittadini spesso extracomunitari che cercano di sbarcare il lunario e guadagnare il necessario per comprare da mangiare e pagare l’affitto di una camera e venditori di oggetti rubati e ricettati, circostanza, quest’ultima, che deve essere affrontata come un problema di criminalità. In alcuni di questi mercati vengono venduti anche prodotti ortofrutticoli e cibo. Si vendono cose usate, ma anche oggetti di provenienza dubbia. Le forze di polizia, ovunque cercano di intervenire per circoscrivere le aree di vendita, limitare i disagi legati al fenomeno, In tutte le città si segnalano difficoltà a reperire le forze di polizia necessarie a garantire un servizio costante e puntuale. Alcune amministrazioni locali hanno avviato progetti di delocalizzazione per liberare piazze centrali dalla vendita in condizioni che non rispettano il decoro della città.

Il caso Marsiglia, il “centro commerciale delle pulci”

La seconda città di Francia dopo Parigi deve fare i conti con un mercato enorme, al quale danno vita oltre 300 persone. Così grande da essere ribattezzato dalla stampa “il centro commerciale delle pulci”.
Il giornale online “Provence.com” racconta che, anche se a intervalli regolari la polizia si sforza di contenere il fenomeno, il mercato continua a guadagnare terreno, ingrandendosi sempre di più. Il sito d’informazione segnala che il controllo viene talvolta a mancare, in concomitanza con eventi che “assorbono” le forze a disposizione, come nel caso di incontri di calcio che si svolgono in città. Sono circa 50 mila le persone che visitano il mercato ogni domenica per fare i loro acquisti. Al mercato di Marsiglia si vende e si scambia, si possono acquistare sigarette di contrabbando, frutta, capi di abbigliamento, piccoli oggetti venduti a un euro, trapani, telecomandi e telefoni cellulari. Il servizio del giornale online racconta anche di tre televisori a schermo piatto, fotocopiatrici e forni a microonde messi in vendita. A chi chiede come siano arrivate lì tutte quelle cose, viene risposto che “sono cadute dal camion”, un modo di dire che a Marsiglia significa che sono state rubate. In mezzo alla gente che compra, vende e baratta c’è anche chi offre merce “in conto vendita” a chi vuole guadagnare qualcosa trattenendo per sé una percentuale dell’incasso.

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Nella città francese, il mercato viene ormai tollerato. “Paix sociale oblige”, scrive Denis Trossero, il giornalista che ha scritto l’articolo. Cioè “È necessario per la pace sociale”.

http://www.laprovence.com/article/actualites/3247951/marseille-le-marche-aux-puces-deborde.html
A Nizza la protesta dei commercianti e degli abitanti

Ad Arboras, zona ad ovest di Nizza, si tiene ormai da anni il mercato abusivo a cui danno vita cittadini magrebini e dell’est europeo che accorrono da tutta la regione. I venditori occupano completamente il grande parcheggio del campus della facoltà universitaria dello Sport. I commercianti regolari della zona, oltre a dover sopportare la concorrenza sleale, si trovano costretti a ripulire l’area da tutti i rifiuti e dalle deiezioni umane lasciate dagli stranieri quando abbandonano la zona. I frequentatori dei vicini impianti sportivi che si trovano nelle vicinanze non trovano posteggio e se ne devono andare, rinunciando così a fruire delle iniziative previste. Anche in questo caso, un gruppo interforze di polizia, a seguito delle proteste dei cittadini, interviene per sequestrare la merce.

(Foto dal quotidiano online “Nice Matin”)

“Nice Matin” parla di un gruppo interforze composto da 20 agenti di polizia municipale, 5 della polizia nazionale, due agenti della gendarmerie con le unità cinofile (anche in questo mercato, infatti, c’è chi spaccia droga) e tre operai dell’azienda di pulizia e di manutenzione del verde. Gli oggetti sequestrati, come a Genova, vengono gettati nella spazzatura. In vendita, le divise francesi hanno trovato pane, prodotti ortofrutticoli che i venditori hanno detto provenire dalla Tunisia, pneumatici, pezzi di ricambio per le auto, computer. Le lamentele dei commercianti locali sono le stesse dei colleghi genovesi. Denunciano la concorrenza sleale, il mancato pagamento delle tasse e delle tariffe di occupazione del suolo pubblico da parte degli abusivi, le condizioni igienico-sanitarie degradate e inadatte alla vendita, soprattutto nel caso degli alimentari.
Il Comune di Nizza ha fatto bloccare per un paio di settimane l’accesso al parcheggio per tentare di scoraggiare gli abusivi, ma non è servito. <Tutti i fine settimana succede l’inferno – racconta un abitante della zona . I bambini hanno paura ad uscire di casa e se qualcuno di noi si sente male o scoppia un incendio i mezzi di soccorso non possono arrivare>.

(Foto dal quotidiano online “Nice Matin”)

La protesta riguarda anche le condizioni in cui viene abbandonata l’area al termine del mercato, coperta di rifiuti di ogni genere, di prodotti ortofrutticoli andati a male e per quello invenduti, pacchetti di sigarette. Il sabato e la domenica sera non è previsto il servizio di pulizia dell’area per carenza di personale e i cittadini lamentano di essere costretti a vivere nella puzza.

http://www.nicematin.com/article/nice/nice-coup-de-balai-sur-le-marche-des-arboras.42489.html

http://www.nicematin.com/nice/un-marche-illegal-souleve-la-colere-des-riverains-des-arboras-a-nice.1390529.html

Lisbona: Feira da Ladra, attrazione turistica, refurtiva e spaccio

 Nella capitale portoghese, la “Feira da Ladra” ha un nome che si commenta da solo. È un’attrazione turistica, risale al XIII secolo, ma ancora deve fare i conti con problemi di criminalità. Si trova oltre il convento di São Vincente al quale si arriva salendo le scalinate dell’Alfama o prendendo il famosissimo tram “E28” (frequentatissimo dai borsaioli) che porta al Castello. Si scende un paio di fermate dopo, si passa il voltino sul lato sinistro del convento e si arriva al Campo de Santa Clara, dove, il martedì e il sabato, ci sono i robivecchi e, dall’ultima decade del secolo XX, anche qualche banco che vende merce nuova. A dar vita al mercato sono 368 operatori: 65 per la merce nuova, 272 per quella usata, 28 per l’artigianato e 3 che propongono merci nuove e usate assieme. A questi, si uniscono circa 300 venditori “casuali”: studenti universitari, persone che decidono di vendere oggetti che non servono più a casa loro, ma anche, è noto, persone che tra un oggetto e l’altro, espongono anche refurtiva. Chi vende merce nuova paga 9,5 euro al metro quadrato mentre chi vende oggetti usati ne paga solo 2,3. La “Feira da Ladra” è uno dei “mercato francos”, mercati delle pulci, di Lisbona. Il più grande, il più conosciuto. Tanto famoso da essere citato tra le attività commerciali- attrazione turistica persino da TripAdvisor. Nonostante questo, tra le 13 e le 14, si riempie di refurtiva. Questo accade, spiega il quotidiano lusitano “Correio da Manhã” perché in quell’ora c’è il cambio turno della polizia di stato, della polizia municipale e dei funzionari del Comune e, per questo, manca ogni controllo. Lisboeti e turisti lo sanno e salgono alla proprio a quell’ora, quando si possono trovare oggetti rubati a prezzi incredibili. In quell’ora sono molti i tossicodipendenti che arrivano al mercato per borseggiare i turisti e comprare la dose. Per questo, Luís Monteiro, vice direttore generale del Comune di Lisbona, spiega che negli ultimi tempi è stato rinforzato il contingente di polizia municipale. <Al di là di questo – aggiunge -, abbiamo già sollecitato rinforzi e una maggiore attenzione da parte della polizia di Stato proprio nel periodo del cambio turno>.

http://www.cmjornal.xl.pt/domingo/detalhe/como-vender-artigos-roubados.html

A Catania il braccio di ferro tra amministrazione e abusivi

 

Nella città siciliana il mercato di piazza Dante stava diventando un problema. Così il comune ha deciso di chiuderlo per un mese e poi delocalizzarlo. Per impedire che gli abusivi piazzassero, era stato disposto il servizio di una pattuglia della polizia municipale che, però, non è riuscita a fermare i venditori. A quelli che solitamente commerciavano oggetti usati, si sono aggiunti ambulanti con merce nuova. <Bisogna considerare – ha detto l’assessore alle Attività produttive Angela Mazzolla – che quando si tratta di abusivi certi problemi diventano di ordine pubblico e non possono certo essere gestiti soltanto dalla Polizia municipale, come già positivamente avvenuto in altre occasioni>.

http://www.cataniatoday.it/cronaca/piazza-dante-mercatino-pulci-abusivo.html

A Milano un enorme suq

In viale Puglie, accanto al tradizionale “Festival Park” di fine settimana, si è unito il mercato sfrattato da San Donato. Il risultato è stato un immenso suq. Il Corriere della Sera dà conto della rivolta della zona, capitanata dal Municipio locale, che ha chiesto l’esproprio dell’area e l’ampliamento del vicino parco Alessandrini <per consentire il ritorno alla normalità del quartiere che vive attorno a piazzale Cuoco>.


Il Municipio, nella propria richiesta al Comune ha redatto un bollettino del degrado: <Da tre anni – recita la lettera -, la presenza del “Festival Park” aveva portato ad un accumulo di rifiuti nell’area su via Varsavia, di proprietà comunale, che è sempre stata pulita da Amsa a spese del Comune; grandi problemi di viabilità su viale Puglie; la presenza di venditori abusivi nel Parco Alessandrini e in piazzale Cuoco e nelle vie Molise e Monte Cimone>.

Gli ambulanti, si legge sul Corriere della Sera dell’11 gennaio scorso «hanno rimosso la recinzione che divideva l’area di proprietà privata da quella comunale» in via Varsavia, spiegano i consiglieri di Zona nella loro relazione. Il bazar del baratto è talmente cresciuto che, per sostenere la pressione delle auto dei visitatori e delle bancarelle, anche il parcheggio è stato spostato dal terreno privato a quello comunale e nella recinzione sono stati addirittura aperti un passaggio carraio e uno pedonale. La Polizia locale è intervenuta per chiudere gli accessi illegittimi, ha intimato ai gestori di non rioccupare l’area comunale, ha posto cavalletti a protezione del verde. Come nulla fosse, la settimana seguente i varchi erano stati sfondati anche sull’area accanto, di proprietà della Ferrovia. L’anarchia è arrivata al culmine nel mese di permanenza del Circo, quando il parcheggio abusivo s’è spinto fin negli spazi di pertinenza del parco Alessandrini. Se, poi, non fosse sufficiente, di recente il suk è diventato meta di comitive che lo raggiungono addirittura con pullman turistici. «La situazione non è più tollerabile, l’anarchia continua nonostante i verbali fatti dalla Polizia locale – spiega Tosi -. Occorrono interventi immediati, nell’attesa di un esproprio dell’area. Chiediamo che su viale Puglie sia tracciata la doppia riga centrale, come sul cavalcavia Pontinia e lungo via Rogoredo, che sia riaperta la via Tertulliano e trasformata in senso unico, per consentire l’uscita delle auto sul lato opposto a viale Puglie, più controlli sanzionatori e, infine, che sia soppressa la fermata Atm, presente sullo stesso viale Puglie in direzione Corvetto, ogni domenica mattina, per evitare che i visitatori attraversino un’arteria a quattro corsie e ad alto scorrimento».

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_11/piazzale-cuoco-invaso-abusivi-mercato-dell-usato-chiesto-sfratto-0da1d204-9973-11e4-a615-cfddfb410c4c.shtml

Roma invasa da abusivi e venditori di vestiti e oggetti usati

 

Roma è capitale anche dei mercatini abusivi. Le “retate” si susseguono senza, per altro, riuscire a risolvere il problema. Oltre ai venditori irregolari che si concentrano a San Pietro e attorno alla Fontana di Trevi, la polizia locale romana deve tenere sott’occhio il mercatino dei rom nella zona di San Giovanni e quello dell’Esquilino: retata contro il mercatino illegale dei giardini di via Carlo Felice <dove ogni giorno viene allestito un mercato in forma spontanea e abusiva> scrive “Roma Today”. La merce sequestrata consiste soprattutto in presidi medico chirurgici, prodotti alimentari, articoli di profumeria, apparati tecnologici e indumenti per centinaia di chili ogni volta. Proprio come gli operatori di polizia municipale genovese, gli agenti romani identificano quanti più venditori possono e, nel caso siano sprovvisti di documenti, li conducono in Questura.

Altro mercato abusivo romano è quello, notturno di via della Vasca Navale. Qui da ormai diverso tempo si svolge nelle notti di venerdi e sabato un mercato clandestino gestito da nomadi. Circa 800 persone pongono in vendita merci di diversa natura, dai materiali riciclati nei cassonetti a merce di marca ancora imballata, provento di furti e ricettazione, passando per l’immancabile contraffazione. Qualche tempo fa, la polizia municipale è riuscita a risalire al “capo” del mercato abusivo. L’uomo avrebbe chiesto da 20 fino a 40 euro in cambio di uno spazio abusivo di commercio nel mercato. I frequentatori, tra venditori e clienti, sarebbero 2 mila per notte. C’è poi il mercato abusivo dei rom a Ostia.

http://www.romatoday.it/cronaca/retata-mercato-illegale-via-carlo-felice.html

http://ostia.romatoday.it/ostia/protesta-contro-mercatini-abusivi-via-oletta-via-sirene.html

http://www.romatoday.it/cronaca/mercato-notturno-via-vasca-navale.html

Il “caso” Torino: la strategia del Comune
Nel capoluogo piemontese, il problema era rappresentato dal mercato abusivo sorto spontaneamente negli spazi pubblici attorno al Palafuksas, <una realtà di difficile controllo dove ai venditori di cianfrusaglie per pura sopravvivenza si affiancano i ricettatori di merce rubata e le bancarelle di prodotti taroccati, dai tom tom ai telefonini ai prodotti griffati> dicono all’Ascom per la quale l’Area di libero scambio la domenica a Porta Palazzo è “una risposta all’abusivismo”. L’associazione ha concordato col Comune il trasloco del mercato abusivo, la domenica, nell’area occupata gli altri giorni da un mercato alimentare. Del progetto hanno fatto parte diverse associazioni: ViviBalon e Bazar project. Erano stati gli stessi abusivi a chiedere l’applicazione di regole e controlli. La soluzione adottata è stata il frutto di un progetto presentato dal sindaco e discusso presso il Comitato per l’ordine e la sicurezza (che, come a Genova, riunisce attorno a un tavolo i vertici di Prefettura, Questura, Carabinieri, Palazzo di Giustizia ed Enti locali), che ha dato mandato alla città di agire tempestivamente. L’area di piazza della Repubblica è stata suddivisa in 275 stalli di 2 metri per 4. Cinque le regole imposte: l’espositore deve essere in regola con cittadinanza o permesso di soggiorno; deve vendere merce usata di provenienza non sospetta; non essere in possesso di licenza commerciale; deve pagare un voucher di 8 euro che comprende tasse, contributo spese all’associazione e un euro destinato a un portafoglio per eventi e attività di animazione gestite da una “cabina di pilotaggio” che coinvolge tutti gli interessi presenti nella piazza; la registrazione in un elenco e la consegna di un cartellino che attesta l’autorizzazione alla vendita. I venditori, nel frattempo, a causa del moltiplicarsi dell’arrivo degli stranieri in Italia, sono diventati 600 e l’associazione Bazar project non ce l’ha fatta a governare il fenomeno.

Nell’aprile scorso, quindi, il suq è stato spostato da piazza della Repubblica. «Il fenomeno ha raggiunto dimensioni tali da richiedere un intervento – spiega l’assessore al Commercio Domenico Mangone –, per mettere sotto controllo una situazione divenuta critica». Il “mercato della disperazione” è stato ricollocato all’ex Scalo Vanchiglia per riportare alla normalità un’attività di libero scambio divenuta rifugio a cielo aperto dell’illegalità e del degrado. Con una delibera di Giunta, Palazzo Civico ha deciso di stringere un accordo con la Società Immobiliare Regio Parco srl, proprietaria dell’ex Scalo. «È un comodato d’uso gratuito – continua Mangone . Abbiamo bandito gare con 4-5 associazioni per la gestione dell’attività». A Scalo Vanchiglia «ci sono le condizioni di spazio e sicurezza». L’idea è quella di spostare nello Scalo anche l’area di libero scambio che si svolge il sabato su Canale Molassi e liberare il parcheggio di San Pietro in Vincoli dalla presenza degli abusivi. Pistole nello scalo Vanchiglia, denuncia sull’abusivismo del suk. “La Circoscrizione e la Città stanno facendo squadra per risolvere le criticità del libero scambio ed i risultati si vedono” hanno dichiarato il presidente della circoscrizione 7 Emanuele Durante e la Coordinatrice al Commercio Valentina Cremonini.

http://www.ascomtorino.it/it/news/Torino_Area_di_libero_scambio_la_domenica_a_Porta_/

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