Veleni al Teatro della Gioventù

catene1Le accuse di Massimo Chiesa
“Il Teatro della Gioventù come lo abbiamo conosciuto non esiste più”: queste le accuse di Massimo Chiesa, direttore artistico del Teatro della Gioventù. “La Regione Liguria si rifiuta di mostrarci gli atti e i verbali di assegnazione del Teatro della Gioventù ad un’altra società – così si legge sulla pagina del teatro -. Cosa deve nascondere? La Regione Liguria ha cancellato sei anni di attività di un Teatro che funzionava senza alcun contributo pubblico. Perché? La Regione vuole distruggere il teatro popolare e dialettale genovese negandogli il Teatro della Gioventù, perché? La Regione Liguria ha assegnato il Teatro della Gioventù ad un’altra società che non aveva neppure i requisiti previsti dal bando di gara, perché? Queste domande sono ancora senza risposta, cosa nasconde la Regione Liguria? Noi abbiamo presentato un Ricorso al Tar, un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica: abbiamo fiducia e non ci arrendiamo anche se tutto questo ci comporta dei costi molto elevati mentre la Regione Liguria può fregarsene dei costi”

La risposta di Pippo Rossetti
“Le dichiarazioni rilasciate oggi da Massimo Chiesa –  risponde l’assessore regionale Pippo Rossetti– meritano delle doverose precisazioni. Egli infatti non è il legale rappresentante dalla società Hurly Burly che del teatro è concessionaria, e non sembra aver tenuto conto dell’accordo sottoscritto recentemente dalla signora Eleonora D’Urso – lei, sì, legale rappresentate in qualità di amministratrice della società. Un’intesa, quella firmata non più tardi della fine di marzo, nella quale la Hurly Burly aveva concordato con la Regione il piano di rientro dei debiti maturati e l’utilizzo del Teatro nella fase di cantiere per il rifacimento della sala Barabino. Ci dispiace molto che la Hurly Burly non abbia ottenuto i contributi ministeriali per circa 1 milione di euro e d’altra parte, come Regione, a suo tempo eravamo intervenuti per far sì che il Ministero accogliesse le istanze della società, nonostante questa avesse presentato i documenti richiesti oltre i termini indicati. La Regione in generale, ed io in particolare, apprezziamo molto quanto fatto dalla Hurly Burly a favore della cultura della nostra città, così come abbiamo sempre attestato nei frequenti incontri avvenuti. Ma le responsabilità nella gestione di un bene pubblico, quale è il Teatro della Gioventù, non possono venire meno. Il fare cultura non significa non pagare l’affitto!.

“Il rapporto tra la Regione e la società Hurly Burly – continua Rossetti – è regolato da un contratto che stabilisce diritti e obblighi. Tra questi c’è quello di pagare il canone e, ad oggi il debito della società ammonta a più di 90mila, maturato prima dell’alluvione di ottobre nella quale anche il Teatro della Gioventù ha subito ingenti danni: in special modo la Sala Barabino e i locali tecnici a servizio dell’intero Teatro, infatti, sono stati fortemente compromessi. Ma anche in questa caso la Regione era intervenuta disponendo, con l’art. 23 della Legge regionale n. 40/2014, l’esenzione dal pagamento dell’affitto fino al 30 giugno 2015 per tutti i concessionari di beni regionali colpiti dagli eventi alluvionali, ricomprendendo naturalmente lo stesso Teatro della Gioventù. Una norma che era stata fortemente avversata in consiglio regionale dalle opposizioni ma che la giunta, ed io in primis, abbiamo invece sostenuto con convinzione, fino alla sua approvazione. Proprio per ripristinare la Sala Barabino e gli impianti tecnologici a servizio del Teatro, la Regione ha affidato importanti opere di riqualificazione del bene che, ad oggi, non sono ancora materialmente iniziate a causa di una grande tensostruttura installata dalla società Hurly Burly nel cortile del Teatro dove dovrebbe sorgere il cantiere per i lavori. Il rispetto per la cultura non fa venir meno l’obbligo morale e giuridico, per me e per l’amministrazione regionale, di garantire la sicurezza del pubblico. E l’esecuzione dei lavori necessari riveste, in questo senso, una rilevanza tutt’altro che secondaria!

“Non spetta a me valutare i lavori da compiere – conclude l’assessore -, ma per questo sono stati incaricati i tecnici competenti della Regione, che godono della nostra fiducia. Il recente accordo sottoscritto tra la Regione e la Hurly Burly regola sia il piano di rientro degli affitti mancati, sia i rapporti tra la stessa società e i responsabili del cantiere. Senza contare, peraltro, che ad aprile la Hurly Burly non ha versato quanto dovuto e precedentemente pattuito”.

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